Sono stabili la grande parte dei reati, calano i furti in abitazione così come gli omicidi e tentati omicidi e aumentano le truffe e frodi informatiche.
Questo il dato che emergono nel report sulla criminalità per il 2025 nei comuni capoluoghi e nelle province liguri.
Con Stefano Padovano, criminologo e docente all’Università di Genova che da tempo studia i fenomeni di devianza e sicurezza urbana in Liguria anche collaborando con la Regione e diversi enti territoriali, con un approccio che integra dati e osservazione diretta del territorio, abbiamo fatto il punto sul savonese.
"Un dato sorprendente è la diminuizione che fa tendenza dal 2021 dei furti in abitazioni, da 3 anni è in lievo calo e si registra a Savona e in provincia un -20%. I furti in abitazione dei 'trasfertisti' stanno consideravolmente diminuendo rispetto a 15-20 anni fa - spiega Padovano - Per i furti in abitazione, la corrispondenza tra i cittadini che denunciano di aver subito un furto e coloro che lo subiscono è sostanzialmente uguale, quindi c’è una forte corrispondenza, perché non sempre alcuni reati sono denunciati".
Stanno aumentando le truffe e frodi informatiche anche se gli incontri informativi che stanno mettendo in atto le forze dell'ordine sta facendo tenere alta l'attenzione da parte dei cittadini.
"Dalla fase post Covid si è verificata una reale impennata e nel savonese non aumenta e non diminuisce. Le truffe vengono effettuate anche da gruppi anche strutturati non sempre presenti sul territorio che da lontano fanno operazioni diverse, è un fenomeno attenzionato ma occorre mantenere alta l'attenzione" continua il criminologo genovese.
Centrale anche il consumo di droghe che porta quindi a compiere atti criminali.
"Molto del problema riguarda il tema sul quale ruota il mercato degli stupefacenti: cambiando le sostanze cambiano le reazioni e le modalità di consumo dei consumatori. Siamo ben lontani dagli anni 80-90 ma la droga ha riflessi sulla criminalità come i furti o micromicriminalità come le percosse, le minacce, le risse, i danneggiamenti. Questo dovrebbe bastare per fermarsi un attimo e dirsi che probabilmente occorre fare il punto, a partire da ciò che noi soggetti deputati facciamo, fino a coloro che dovrebbero avere un pensiero, una strategia, un disegno per la città".
Il tema della baby gang non è in secondo piano anche a Savona e provincia.
"Tutte le criticità che arrivano dai minori e dai post adolescenti sono in proporzione come sulle altre città. In qualche modo a fronte di un piccolo turnover si può dire che 'sono sempre i soliti' ma questo non vuol dire spostare il problema. Cerchiamo infatti di non eccedere in qualche forma di ansia di protagonismo per cui pensiamo che in tutta la costa savonese siano presenti "baby gang", per fortuna abbiamo già attraversato criticità di gruppi organizzati e ritengo che bisogna essere prudenti. L'invito che faccio ai genitori è di non essere difensori dei loro figli che non spostino il problema, serve collaborazione, una messa a disposizione, la famiglia deve reagire e non nascondere".
"A fronte di quello che ho detto paradossalmente la sicurezza urbana non deve essere lasciata sullo sfondo dalla politica, anche perché se ne sono pagate le conseguenze - conclude - E' necessaria una politica di sicurezza urbana, non basta inserire telecamere o nuovi agenti di polizia locale, bisogna creare condizioni perché la coperta sia piu lunga in una modalità interfacciale dove i servizi sociali siano a stretto contatto con i servizi sanitari della salute mentale e delle dipendenze con le politiche abitative. Lasciando sullo sfondo le polizie locali, legittimamente sono un anello di governo ma non un punto fondamentale. Dobbiamo occuparci delle persone, in questi 25 anni lo abbiamo fatto troppo poco, dobbiamo tener unito il tessuto delle città che è completamente sfaldato. Quello che sta mancando come a Savona e in tante città italiane è la sperimentazione di nuove strade".












