È Mauro Pietronave, storico titolare del Gran Caffè Defilla di Chiavari, l’uomo morto nella tarda serata di ieri all’interno del locale di corso Giuseppe Garibaldi, uno dei simboli della città e del Tigullio.
L’allarme è scattato intorno alle 23.50. Secondo quanto ricostruito, Pietronave, 75 anni, si trovava all’interno del pubblico esercizio, in quel momento chiuso al pubblico, quando è rimasto vittima di un incidente sulle cui cause sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i soccorritori della vicina Croce Verde Chiavarese e il medico del 118, che non ha potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto a seguito di un arresto cardio-circolatorio.
Presenti anche polizia locale, polizia di Stato e carabinieri. Il locale è stato posto sotto sequestro, mentre la salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La notizia ha scosso profondamente Chiavari, dove il nome di Mauro Pietronave era legato in modo indissolubile a quello del Defilla. Il locale era chiuso per ferie e avrebbe dovuto riaprire proprio oggi.
Per la città il Gran Caffè Defilla non è mai stato soltanto un bar. Da generazioni rappresenta un punto di riferimento, un luogo di ritrovo dalla colazione all’aperitivo, un salotto cittadino capace di attraversare epoche, abitudini e trasformazioni senza perdere la propria identità. A Chiavari, da sempre, si dice che il Defilla non sia “un caffè”, ma “il Caffè”.
La sua storia comincia nei primi anni del Novecento, quando la famiglia Defilla rilevò dai fratelli Sanguineti quella che era una semplice osteria sotto i portici, trasformandola progressivamente in uno dei luoghi più eleganti e riconoscibili della città. Nel tempo il locale è diventato il centro della vita sociale chiavarese e uno dei ritrovi più noti del Levante, frequentato anche da personaggi illustri della politica, dello spettacolo e della cultura.
Nel libro degli ospiti del Defilla compaiono firme e nomi entrati nella storia italiana e internazionale: da Alberto Sordi a Rita Hayworth, da Giulio Andreotti a Gino Paoli, da Sandro Pertini a Totò. Un passaggio di volti e storie che ha contribuito a costruire il mito del locale, custodito negli anni con discrezione e orgoglio.
Pietronave, cavaliere della Repubblica, era arrivato alla guida del Defilla nel 1982, dopo la famiglia Torta, che a sua volta aveva rilevato l’attività dalla storica famiglia Defilla. Originario di Buto, piccolo paese della Val di Vara, aveva lasciato l’entroterra per fare esperienza nei locali della costa, fino a diventare barman e poi imprenditore della ristorazione. Accanto alla moglie Rosetta, aveva legato il proprio percorso personale e professionale al recupero e alla valorizzazione dell’antico Caffè.
Sotto la sua gestione il Defilla ha mantenuto il fascino del locale storico, conservando ambienti, pavimenti, sale e atmosfera, ma ha anche ampliato la propria offerta. Nel 1993 era stata aggiunta l’enoteca-ristorante, diventata nel tempo una delle realtà più conosciute della Liguria, affidata a professionisti del settore e pensata come naturale prosecuzione dell’identità del locale.
Il Gran Caffè Defilla fa parte dell’Associazione Locali Storici d’Italia, che riunisce alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie e caffè letterari protagonisti della storia del Paese per gli eventi ospitati e per i personaggi che li hanno frequentati.
Con la morte di Mauro Pietronave, Chiavari perde uno dei custodi più riconoscibili della propria memoria cittadina: il padrone di casa di un luogo che, per oltre un secolo, ha raccontato lo stile, il gusto e l’eleganza di una città intera.







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