Passano in consiglio comunale anche le modifiche al Pud per il demanio marittimo, al termine però di un'ampia discussione sulle variazioni effettuate nel corso di cui il consigliere Massimo Rossano ha addirittura espresso la sua volontà di richiedere le dimissioni dell'assessore Lucia Artusi, ricevendo anche sostegno nella sua affermazione da parte di altri della minoranza. Un dibattito che da tecnico si è rapidamente trasformato in politico.
Il documento, illustrato dall’assessore Artusi, nasce dall’esigenza di aggiornare concessioni molto datate e preparare la città alle future gare legate alla direttiva Bolkestein, con l’obiettivo di migliorare accessibilità, servizi e uniformità delle spiagge. Il piano prevede interventi diffusi lungo il litorale: nuove spiagge libere e libere attrezzate, collegamenti pedonali, riqualificazione di alcune aree e maggiore attenzione alla sostenibilità e all’immagine coordinata degli stabilimenti.
Dai banchi dell'opposizione i primi a prendere parola sono i consiglieri di Fratelli d'Italia, Antonino Consiglio ed Elisa Balestra: "Questa pratica - esordisce quest'ultima - tira fuori diverse considerazioni politiche. E' forse una delle pratiche più diffuse degli ultimi tempi, andando in discussione già a marzo, con gli allarmi delle associazioni di categoria. Tra l'altro noi non avevamo a disposizione i documenti da poter analizzare fino all'ultimo. La pratica doveva andare già a fine aprile, ma mancando il Pud per mancanza di accordo tra la maggioranza. Pare poi esserci stato un cambio di programma. E in tutto ciò sono uscite diverse dichiarazioni a mezzo stampa, come quella del partito democratico che si è detto contrario alla questione del lotto B13. Ma sottolineo che l'assessore Artusi fa parte del Pd: questa cosa mi lascia confusa, Sono contenta che la maggioranza ha spinto per un'inversione di rotta. Qual è il peso dell'assessore Artusi nella giunta mi viene da chiedere".
"L'assessore Artusi ha lavorato un anno sul Pud - aggiunge Consiglio - e compie una scelta politica sul lotto b13. Noi avevamo presentato un'interpellanza perché non eravamo d'accordo su questa cosa e non ci è arrivata risposta. Però poi leggiamo che il Pd cittadino attacca l'amministrazione e la massima figura politica cittadina che ha nelle sue scuderie, il che fa capire l'aria che tira nella politica locale. Sinceramente riteniamo che questa delega non le si addica e ricordo in precedenza aveva quella sulle attività produttive che successivamente (al rimpasto di giunta, ndr.) le è stata revocata".
Prende poi la parola Monica Rodà: "Noi abbiamo avuto il documento quattro giorni prima della commissione, quindi il tempo era poco. Faccio una domanda: in questo piano urbanistico si è parlato di una serie di interventi, ma c'è una quantificazione economica? E aggiungo, perché nella zona di Bussana non è previsto nulla? Credo si debba fare attenzione quando si portano gare così delicate, specie considerando che a breve dovrebbero uscire i bandi delle gare".
"Assessore Artusi - incalza quindi Rossano - se lei fosse stata consigliera comunale questo Pud non lo avrebbe mai portato in consiglio. il mio voto sarà contrario, perché figlio di contrapposizioni nella maggioranza, che già abbiamo evidenziato in altri settori. Questa pratica è da rivedere, o quantomeno non doveva essere portata da lei. Attendo poi le risposte alla domanda della consigliera Rodà, e chiedo le dimissioni dell'assessore".
"Anche io vado sulla spaccatura politica - aggiunge Daniele Ventimiglia - non do contro l'assessore Artusi, ma contro il Partito Democratico. E il tutto è esemplificato con le elezioni provinciali e la candidatura di Marco Cassini contro il sindaco. Ripeto non do colpa all'assessore, ma c'è una spaccatura evidente: io le consiglio di uscire dal Partito democratico perché quando ci si pone contro la propria stessa maggioranza nascono problemi. Poi sicuramente questo piano demaniale nuovo ha delle migliorie, ma ha anche degli elementi da discutere, anche se mi sarei aspettato una documentazione maggiore".
Anche Marco Damiano interviene sulla questione, evidenziando alcune perplessità sul piano tecnico: "Da tempo accade che si esca sui giornali e poi ci si confronta. Ma la gente mormora, è necessario vedersi prima. Sto vedendo 16 mani che si fanno bacchettare da altri: magari dalla maggioranza non ve ne accorgete, ma una decisione deve essere presa dalla maggioranza, non dalla minoranza. Sono convinto che l'assessore volesse portare un'altra spiaggia libera attrezzata, ma se i suoi stessi la sconfessano vuol dire che non hanno le stesse idee. Stanno emergendo pian piano le divergenze nella maggioranza. Non si fa politica a valle come stiamo vedendo".
Arriva però la risposta dalla maggioranza, con il consigliere Fabrizio Ferlito: "Si è detto molto fino a ora, ma io riassumo quanto detto in una parola che è democrazia. Democrazia è parlare di qualcosa tutti invece e ognuno porta la propria idea e alla fine la maggioranza vince: non trovo nulla di trascendentale rispetto a un cambio di idea e se si è arrivata a questa soluzione è quella che la maggioranza voleva. E' compito dell'assessore ascoltare quello che i consiglieri volevano, per arrivare a una chiusa".
"Prima abbiamo portato una pratica tecnica e politica e anche lì ci siamo confrontati - incalza Alessandro Marenco - Aspettiamo questo intervento dagli anni '60 che serve per 15 chilometri di costa che avevano bisogno di questo. Durante la discussione ci siamo confrontati in maggioranza, così come anche sul lotto b13. La fiducia ai nostri assessori è piena e segue quella che abbiamo nel nostro sindaco. Per questa pratica abbiamo poi ascoltato tutti, anche la minoranza, sebbene dica sempre che non ascoltiamo, così come le associazioni: ci siamo confrontati e abbiamo trovato una soluzione condivisa. Esattamente come successo con la precedente pratica sul piano facciate: eppure in questo caso si parla di dimissioni, maggioranza spezzata… Arrivare a chiedere la testa dell'assessore mi sembra esagerato, visto che è una pratica che aspettiamo da 60 anni".
"Io non penso sia giusto chiedere la testa dell'assessore - afferma Umberto Bellini - ma la testa di un partito, perché la dichiarazione della segreteria è sbagliata".
"Vorrei ricordare che non siamo stati noi a far uscire le notizie sui giornali - risponde Consiglio - Poi ci si meraviglia che il collega Rossano chieda le commissioni, ma qualcuno deve andare a casa, l'assessore o il segretario cittadino. Il Pd in questo momento non centra nulla con la maggioranza".
A questo punto è l'assessore Artusi a rispondere: "Ricordiamo una cosa: entro il 2027 il Comune dovrà riassegnare le concessioni. Il giorno dopo la nomina abbiamo deciso di seguire un percorso, cioè quello di volare alto, diventando competitivi a livello balneare. Ci sono degli stabilimenti in condizioni per nulla all'altezza, non adatti alla città. Si trattava di una sfida grande ed era necessario che i bandi fossero i più precisi possibile: abbiamo quindi concordato con la maggioranza di trovare le migliori professionalità possibile. Considerando le attuali concessioni, un investimento di 5 anni non sarebbe stato attrattivo. Siamo in una fase in divenire per una pratica molto tecnica e non possiamo non avere un litorale non accessibile. Ad ora non sono usciti i bandi, ma anche perché le linee guida sono uscite due settimane fa e quindi la nostra scelta è stata aspettare per non rischiare ricorsi. Passando al discorso politico, io rimango dell'idea che avevo portato, ma mi sono adeguata all'idea della maggioranza, come avviene in un confronto politico".
Si uniscono poi le parole dei consiglieri del blocco di centrosinistra della maggioranza Marco Cassini e Vittorio Toesca: "Io credo che questa pratica sia molto più semplice di quanto emerso: è una pratica legata all'ascolto, quello avuto dall'assessore. Il Pud era necessario per procedere ai bandi e come già detto quello che stiamo votando è il frutto di una discussione condivisa da tutti. L'altra cosa che mi fa sorridere è che il consigliere Rossano ha detto che la pratica non la voleva votare e poi che l'avrebbe voluta votare" afferma Cassini. "Si è fatta una discussione politica ampia - incalza Toesca - Sanremo per fortuna è una città virtuosa per le spiagge, noi eravamo già ampiamente all'interno delle percentuali, poi ci siamo confrontati nella maggioranza e abbiamo trovato una sintesi. Io personalmente sono molto contento di questa pratica, faccio i miei complimenti all'assessore e agli uffici".
Nonostante il clima acceso, la pratica è stata approvata all'unanimità dei presenti, con l'opposizione che ha scelto di abbandonare l'aula.













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