Erano i tempi del grembiulino nero, del colletto bianco con il grande fiocco, azzurro per i maschi e rosa per le femmine. Alle elementari il bidello veniva a riempire di inchiostro nero il calamaio sul banco, si entrava da ingressi separati, non c’era contatto tra i sessi e, alla vista del direttore, ci si metteva sull’attenti e si battevan le mani come nella canzone di Bennato.
Sandra Conti, allora, era l’unica donna a fare la maestra alla scuola elementare “Ugo Foscolo” del Nifontano, in una classe di 39 alunni, tutti maschi, compreso suo figlio Gianluca seguito fino in quinta. Oggi la signora ha 95 anni e farà i 96 a settembre, ma chi è stata maestra lo è per la vita, e gli allievi la ricordano per sempre, come ha dimostrato l’incontro da “Giulietta al lago” alla Schiranna, dove una trentina di suoi ex alunni ieri sera le hanno fatto una grande sorpresa facendosi trovare riuniti a quasi 60 anni di distanza.
«Sono senza parole, è una sorpresa enorme, è passata una vita, non li riconosco più. Allora erano più di 40 perché non c’erano aule e quando hanno ampliato la scuola hanno fatto un’altra classe, stavolta mista, e ho dovuto rinunciare a qualcuno di loro. Ce n’eran di bravi però, il Martelli però era terribile, e mio figlio si prendeva le colpe di tutti. C’è da dire che ero molto severa, adesso non si potrebbe più, ma se paragono gli allievi di ieri a quelli di oggi, questi li dovrei picchiare tutti. Vivo ancora sola e leggo moltissimi gialli, faccio le parole crociate e mi diverto al computer, però sono una casinista, così devo chiamare mio nipote ingegnere informatico a sistemare tutto», ha detto Sandra Conti, che prima di venire a Varese aveva insegnato dieci anni a Clivio, dove il marito, Ugo Gianotti, per anni venditore Fiat in viale Belforte a Varese, era stato sindaco.
Gli organizzatori del ritrovo ci hanno messo quasi due mesi per rintracciare i vecchi compagni delle elementari, e ne hanno trovati 25.
«Per convincere mia mamma a venire al raduno mi sono inventato una vista a sorpresa di parenti svizzeri di mia moglie, ma io e i miei vecchi compagni di classe, uno è arrivato addirittura da Verona, ci tenevamo molto a ricordare la nostra esperienza didattica così lontana. Mia madre era una maestra piuttosto intransigente, soprattutto con me, che a volte le prendevo anche per torti altrui. In classe si stava in silenzio, e quando lei diceva basta era basta, non si replicava», racconta Gianluca Gianotti, per anni impegnato nel settore commerciale degli antifurti e oggi consulente per MV Agusta.
Sandra Conti, originaria di Malnate e nata in una famiglia numerosa, con cinque tra fratelli e sorelle, ha frequentato le Magistrali, allora in via Sacco a Varese, e dopo gli anni di insegnamento a Clivio ha lavorato fino alla pensione alla “Ugo Foscolo”, scuola ancora esistente.
«Ci ha insegnato l’educazione e il rispetto delle regole», dice l’ex allievo Lucio Battaini, imprenditore, che ha letto una lettera dedicata alla maestra, «l’attenzione verso gli anziani e per chi lavora, i sacrifici che occorre fare per ottenere buoni risultati nella vita».
La maestra vive in viale Europa, a due passi dalla sua vecchia scuola, ed è autosufficiente, aiutata da una signora per i mestieri.
«Ha sempre amato andare a teatro e tuttora la accompagniamo magari a vedere i Legnanesi, che adora. Legge tantissimo e i tanti nipoti fanno a gara a portarle i libri, soprattutto i gialli, che divora. Ha un computer e segue Youtube e i canali televisivi e chatta su Whatsapp, seguita da mio nipote informatico. Posso dire che mia mamma sia stata un’ottima maestra, i suoi allievi si sono quasi tutti realizzati, tra noi abbiamo medici, ingegneri, imprenditori, e docenti universitari, non ci possiamo lamentare», ricorda Gianotti.
«Ricordiamo bene anche le sue “strillate” per ottenere silenzio: noi, in 39, abbassavamo la testa e si riprendeva la lezione. Se qualcuno osava ancora parlare il richiamo diventava più deciso e, a volte, partiva uno schiaffo a Gianluca (anche quando non c’entrava nulla) ma bastava a far capire a tutti che la Maestra era davvero arrabbiata», si legge nella lettera che i suoi ragazzi, figli del boom economico, le hanno regalato assieme alle vecchie fotografie della classe, con la signora Sandra in piedi impettita con lo sguardo fermo e indagatore. A 95 anni la maestra non ha perso il suo piglio e alla Schiranna ha messo ancora in riga gli scapestrati di sessant’anni fa.

















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