Non è stato facile per mister Daniele Poggi assorbire la notizia della mancata conferma alla guida dell'Albingaunia. Il tecnico bianconero è reduce infatti da un biennio assolutamente brillante, a partire dalla salvezza con il Vadino fino al piazzamento d'alta classifica con i colori bianconeri.
Difficile fare meglio rispetto a club già strutturati come Ventimiglia e Virtus Sanremese, motivo per cui l'avventura al Riva è destinata a chiudersi senza rimpianti.
Mister, partiamo dallo stato d'animo.
“Scherzandoci sopra, visto che hanno messo la mia foto in bianco e nero, volevo rassicurare tutti che sono vivo e vegeto e sto bene! Seriamente, come tutti sanno, io ero assolutamente disponibile a continuare il mio percorso e la mia avventura qui all'Albingaunia. La società ha fatto una scelta diversa; è una scelta legittima che va accettata, anche se ovviamente non sono d'accordo. Le decisioni spettano a loro e io le accolgo con serenità e con la consapevolezza di quanto fatto”.
Si chiude un biennio intenso, ma ricco di soddisfazioni.
“Sono stati due anni bellissimi. Siamo partiti dal Vadino in una situazione a dir poco complessa: mi era stato chiesto di provare a salvare la squadra quando non c’erano quasi speranze, e ci siamo riusciti con quattro giornate d'anticipo. L'anno dopo abbiamo portato quei ragazzi nell'Albingaunia e l'obiettivo era entrare nelle prime cinque. Invece, a una domenica dal termine, siamo già matematicamente tra le prime quattro e domenica lotteremo per il terzo posto. Non ho alcun rimpianto, abbiamo concluso nel migliore dei modi”.
Ventimiglia e Virtus avevano un livello di esperienza sicuramente superiore.
“Nessuno mi aveva chiesto di vincere il campionato, sapevamo che quelle due squadre erano costruite per il vertice e che sarebbe stato quasi impossibile stargli dietro. Eppure, in tutti gli scontri diretti abbiamo fatto benissimo. Contro il Ventimiglia abbiamo vinto all'andata e perso al ritorno in modo rocambolesco; con la Virtus, su quattro partite, abbiamo perso solo una volta al ritorno in campionato. Abbiamo sempre tenuto testa a tutti meritatamente. È stato un grande percorso”.
Il valore della maglia bianconera, soprattutto dopo la caduta dalla Serie D, sembra non avervi condizionato.
“Se qualcuno mi avesse detto qualche anno fa che a 30 anni avrei allenato la squadra della mia città, mi sarei messo a ridere. Credo che poche persone alla mia età abbiano questo privilegio. Spero di aver trasmesso ai ragazzi e al campo cosa significasse per me essere lì. Il complimento più bello che ho ricevuto dagli altri allenatori? Il fatto che la squadra non abbia mai sentito il "peso" della piazza. Siamo sempre scesi in campo per vincere, senza paura o pressioni”.
Cosa ti aspetta ora? C’è bisogno di un periodo di stacco o sei già pronto a ripartire?
Non devo "decantare" nulla. Sono molto sereno e sono sicuro che, a tempo debito, arriveranno le soddisfazioni che merito. Ora mi godo questi ultimi giorni con i ragazzi e l'ultima partita di domenica per salutare tutti. Da lunedì inizierò a pensare al futuro”.
Il rammarico è non chiudere al Riva, il match con il Camporosso si disputerà a Pietra Ligure.
Va bene lo stesso: i tifosi ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Avrò sicuramente modo di salutarli tutti come si deve. Ringrazio infine la società, senza loro non avrei avuto questa occasione e la mancanza di riconoscenza non mi appartiene. Un grazie in particolare a Di Filippo e ai giocatori per il rapporto che si è instaurato anche all'esterno del rettangolo verde: è stata la nostra forza in questi anni, a loro rimarrò sempre legato”.













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