Che il futuro del Vado sia legato a doppia mandata a quello del suo impianto di gioco è ormai acclarato. Lo ha ribadito il presidente Franco Tarabotto, al termine della sfida alla Biellese, durante i festeggiamenti proprio nell’impianto di casa, con una linea chiara e senza compromessi: senza un orizzonte prossimo per giocare al “Chittolina” che cada nel corso della prossima stagione, salvi i necessari tempi dei lavori, la disputa della terza serie nazionale resta in dubbio.
“Nessuno mi ordina di fare niente, se avremo le condizioni giuste per lo stadio bene, altrimenti amici come prima” ha ribadito il patron vadese, trovando così nelle ultime un’apertura dal fronte istituzionale, ma con una linea chiara.
E’ stata la vicepresidente della Regione Liguria e assessora allo Sport, Simona Ferro, a richiamare una linea già adottata in passato, ma condizionata a precise garanzie progettuali, per coadiuvare la società savonese nel percorso intrapreso sul campo: «In questi anni abbiamo sempre cercato di agevolare le nostre strutture sportive, soprattutto quando poi abbiamo avuto la comunicazione di promozioni - ha tenuto a precisare ai nostri microfoni direttamente dalla Sala consiliare di piazza De Ferrari - L’abbiamo visto anche con il Millesimo che qualche settimana fa è salito in D, e quindi anche loro avranno necessità di adeguare le dimensioni del campo. Lo abbiamo fatto in epoca passate grazie al Fondo Strategico per le infrastrutture con l’assessore Giampedrone per quanto riguarda il Picco della Spezia e il Sivori di Sestri Levante. E quindi anche in questo momento attendiamo di esaminare a fondo il progetto che ci è stato mandato al fine di provvedere, grazie appunto al finanziamento del Fondo Strategico regionale, affinché davvero la anche il Vado possa mantenere questa questo livello, adeguando correttamente le strutture del campo di gioco».
Parole che da un lato confermano la disponibilità della Regione ad andare incontro alla proprietà, tracciando però al contempo una linea precisa e che chiama direttamente in causa anche le amministrazioni comunali coinvolte (Vado Ligure e Quiliano, ndr), chiamate a fare la propria parte. In particolare sulle tempistiche.
«C’è un'idea sui tempi? No, sui tempi no - ha continuato Ferro - Abbiamo tantissime domande, è naturale che dovremmo dare la precedenza a quelle situazioni più urgenti e il problema, appunto, sta sempre da parte dei Comuni che presentino degli adeguati progetti in maniera tale che l'opera sia cosiddetta cantierabile e che, quindi, si possa precedere, nei limiti delle disponibilità economiche del nostro ente»













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