Tra i nodi irrisolti della viabilità albese c’è anche quello della cosiddetta variante Borio, la bretella di collegamento verso corso Canale ritenuta da anni strategica per alleggerire il traffico cittadino. In Consiglio comunale il tema è tornato con un’interpellanza del consigliere Massimo Reggio, che aveva la richiesta di aggiornamento sullo stato dell’opera.
Reggio ha ricordato come la vicenda sia nota da tempo e abbia già attraversato diverse amministrazioni. In aula il consigliere si è limitato a chiedere quali iniziative concrete siano state avviate per “mettere a terra” almeno una parte dell’intervento.
A rispondere è stato l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Fenocchio, che ha ricostruito le criticità che hanno fermato l’iter della variante alla fine del 2022. I principali ostacoli riguardano l’interferenza del tracciato con la sopraelevata Anas e la presenza del metanodotto della rete Snam, infrastruttura interrata la cui eventuale modifica comporterebbe costi elevati e complessità tecniche.
“La realizzazione di infrastrutture viarie nella nostra città è un elemento essenziale per dare almeno piccole risposte alle criticità legate al traffico veicolare”, ha premesso Fenocchio, confermando però che il percorso resta complesso.
L’assessore ha spiegato che negli ultimi mesi il Comune ha riaperto l’interlocuzione con Anas per individuare una soluzione alternativa di tracciato che limiti l’interferenza con i pilastri della sopraelevata. Un’ipotesi progettuale sarebbe già stata informalmente condivisa e potrebbe ottenere il nulla osta dell’ente.
Parallelamente, si è riaperto il confronto con Snam. L’eventuale spostamento del metanodotto era stato quantificato, alcuni anni fa, in circa 400mila euro, ma oggi la cifra potrebbe essere quasi raddoppiata. Quindici giorni fa è stato effettuato un sopralluogo per tracciare con precisione la posizione della condotta e verificare le interferenze con il nuovo tracciato.
“Alcune interferenze rimangono comunque anche con la nuova soluzione progettuale, ma si limita la portata dell’impatto”, ha spiegato Fenocchio, aggiungendo che Snam si è resa disponibile a riquantificare ufficialmente il costo dell’intervento.
Per ora, però, una data certa non c’è. “Una risposta chiara su quando e come riusciremo a fare la variante Borio purtroppo non l’abbiamo ancora”, ha ammesso l’assessore. L’opera, ha aggiunto, resta comunque inserita nella programmazione e continua a essere considerata strategica dall’amministrazione.
Nella replica, Reggio ha osservato che una parte dell’opera forse potrebbe essere realizzata fin da subito, facendo riferimento al ponte sullo scolmatore che collegherebbe le due aree pur senza completare la configurazione finale. Il consigliere si è detto sorpreso dall’aumento dei costi per lo spostamento del gasdotto: “Già 400mila euro parevano molti, adesso che sia raddoppiato spiace perché vuol dire che quell’opera diventa difficile da realizzare”.













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