Il cantiere va sempre avanti, ma il prezzo, almeno per chi lavora nella zona, sembrerebbe essere sempre più pesante e condizionante. In piazza Baldissera, dove la maxi riqualificazione trasformerà la rotatoria in un sistema semaforico con il passaggio della linea tranviaria, i commercianti fanno i conti con mesi difficili. E i numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la situazione: c’è chi parla di incassi crollati dell’80%, chi si ferma "solo" al 50%.
È questo il quadro emerso durante il sopralluogo della Circoscrizione 5 insieme agli assessori comunali Chiara Foglietta (Viabilità) e Paolo Chiavarino (Commercio), chiamati a confrontarsi direttamente con esercenti e residenti.
Negozi vuoti e clienti spariti
La fotografia scattata dai commercianti è netta. In via Stradella, una delle arterie più colpite, la chiusura prolungata e i cantieri hanno svuotato le strade. "Da mesi è un disastro, da noi non passa più nessuno", racconta un commerciante, spiegando come la mancanza di parcheggi e accessi abbia allontanato la clientela.
Ancora più drastica la testimonianza del fruttivendolo di piazza Baldissera: "Abbiamo perso l’80% degli incassi. A saperlo prima avremmo chiuso per risparmiare". Poi aggiunge: "Ho il negozio vuoto da mesi, prima c'era un continuo via vai ora nessuno".
E c’è chi, come la proprietaria del bar Red Carpet, parla di un bilancio "in difetto del 50%" negli ultimi mesi, con la difficoltà quotidiana di tenere aperta l’attività mentre il quartiere cambia volto.
Disagi a catena nel quartiere
Non è solo una questione di traffico o parcheggi. I problemi si sommano e si intrecciano. "Qui si sommano più criticità: la chiusura del trasporto pubblico da mesi e quella del poliambulatorio hanno creato un disastro", spiega Giovanni Scolaro, presidente dell’Associazione dei commercianti di via Stradella, sottolineando il rischio concreto di chiusure tra le attività.
Il punto della Circoscrizione
Durante il sopralluogo, la Circoscrizione 5 ha ribadito la volontà di mantenere un filo diretto con il territorio, cercando di fare da ponte tra istituzioni e commercianti. "Non siamo qui per fare polemiche, ma per capire le tempistiche e affrontare i disagi", ha spiegato Bruno Francavilla, coordinatore alla Viabilità, sottolineando come l’obiettivo sia quello di collaborare con tutte le realtà coinvolte per trovare soluzioni concrete.
Sulla stessa linea Alfredo Ballatore, coordinatore al Commercio, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare meglio chi vive e lavora nell’area interessata dai lavori: "I disagi erano prevedibili e forse si poteva fare di più per residenti e commercianti. Non bastano gli sgravi sulla Tari, servono misure più ampie su tutto il quartiere".
Uno sguardo più ampio arriva invece dal presidente della Circoscrizione 5, Alfredo Correnti, che invita a non perdere di vista l’obiettivo finale: "Sappiamo che il risultato arriverà e che questi investimenti sono importanti per Torino nord. Oggi chiediamo uno sforzo, ma domani il quartiere potrà beneficiarne".
Il nodo degli aiuti e degli sgravi
Sul tema dei ristori, il confronto resta aperto. Da una parte i commercianti chiedono interventi più incisivi, dall’altra l’amministrazione richiama i limiti normativi. L’assessore Paolo Chiavarino ha ribadito che "la coperta è quella che è" e che gli strumenti disponibili devono "rispettare parametri precisi, con la priorità data alle situazioni di maggiore disagio". Allo stesso tempo ha garantito disponibilità a valutare iniziative di promozione del territorio per sostenere le attività.
Dal fronte politico del mini comune di Torino nord, invece, si insiste sulla necessità di ampliare le misure: non solo Tari, ma anche sgravi più estesi e interventi su più vie del quartiere.
Un cantiere complesso, tra ritardi e obiettivi
Dal canto suo, l’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta ha ricordato la complessità dell’intervento, uno dei più delicati della città. La prospettiva, però, è quella di un’accelerazione: la conclusione di questa fase è prevista "tra circa un mese", con la successiva apertura della viabilità regolata dai semafori già installati. E sui tempi, l’invito è alla prudenza: troppe le variabili ancora in gioco per fissare date definitive.
"Pazientare ancora un mese"
Non sono mancate le tensioni, soprattutto sul ritmo dei lavori. A chi lamentava pochi operai in cantiere, Foglietta ha replicato sottolineando gli sforzi fatti per sollecitare le ditte: "Il giorno di Pasqua ho chiamato personalmente le aziende, spiegando che quelli erano giorni di lavoro persi se non si fosse intervenuti. Più di così non posso fare".
Il messaggio, però, resta chiaro: andare avanti. Anche perché, come è stato ricordato durante il sopralluogo, l’alternativa sarebbe stata non intervenire affatto su una delle aree più critiche della viabilità cittadina.












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