Il Partito Popolare del Nord (PPN) fa tappa ad Asti, portando in città i suoi temi fondativi: autonomia territoriale, sicurezza e una forte critica all'attuale sistema politico ed economico italiano.
A guidare l'incontro, l'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli, senatore di lungo corso e figura storica del leghismo delle origini, che ha lasciato la Lega per fondare questa nuova realtà politica.
Al suo fianco l'ex parlamentare Domenico Comino e il coordinatore Franco Quaglia, che ha aperto i lavori sgombrando subito il campo da possibili equivoci: "Non siamo dei razzisti ma a noi interessa il nord", ha esordito, dettando la linea di una serata dai toni accesi e nostalgici.
Verso le elezioni: le manovre locali di Quaglia
L'intervento di Franco Quaglia è entrato subito nel vivo della politica astigiana, svelando le manovre in corso in vista dei futuri appuntamenti elettorali. "Roberto Castelli mi ha incaricato di formare una lista", ha annunciato il referente locale, rivelando di aver già avviato dialoghi concreti con altre forze politiche.
"Ho preso contatti con Mario Bovino, coordinatore provinciale di Azione, e con Mauro Cuniberti di Città Amica. In questo periodo, assieme a Roberto Marmo (ex presidente della Provincia), ci siamo sentiti diverse volte per capire se la nostra alleanza ha senso di esistere. Io credo di sì", ha dichiarato Quaglia, precisando che non è stato ancora individuato un candidato sindaco (che "potrebbe essere un uomo o una donna"), ma che il gruppo è già al lavoro su progetti concreti come la realizzazione di un mercato coperto.
Un'alleanza che, secondo Quaglia, poggia sull'esperienza amministrativa di figure come Marmo e Bovino, ex assessore al Commercio oggi in rotta con l'attuale amministrazione comunale.
Le criticità cittadine: traffico, degrado e criminalità
L'analisi di Quaglia si è poi spostata sulle emergenze quotidiane di Asti. Prima fra tutte, la sicurezza: "Asti è una città insicura. Abbiamo problematiche gravi: due o tre anni fa hanno ucciso due persone, entrano nei negozi e ti ammazzano. Se reagiamo, andiamo noi nei guai", ha denunciato, cogliendo l'occasione per invitare i presenti a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal partito sull'inviolabilità del domicilio e la legittima difesa.
Spazio anche al problema della viabilità, definita "pazzesca". "Quaglia ha citato l'esempio di corso Dante, puntando il dito contro le scelte dell'amministrazione: "Il traffico è diventato insostenibile. Corso Alessandria, corso Torino, corso Dante... sono tutte piene. È possibile che un sindaco o un funzionario comunale non veda queste problematiche?".
Infine, un duro attacco sul fronte del decoro urbano: "Asti è una città sporca. Viaggio molto e vedo città felici, belle e pulite. Qui l'arredo urbano, ad esempio vicino al campo sportivo, è una cosa indecente", ha concluso Quaglia, chiedendosi se le carenze siano dovute a problemi di gestione del personale.
Comino e l'analisi dell'astensionismo giovanile
Il secondo affondo della serata porta la firma di Domenico Comino, che ha analizzato con preoccupazione i recenti dati elettorali. "Alle ultime consultazioni politiche ha partecipato meno del 50% degli aventi diritto al voto", ha ricordato, sottolineando come manchino all'appello circa quattordici milioni di elettori, metà dei quali residenti proprio nel nord Italia. Secondo Comino, l'astensionismo è il sintomo di una profonda "antipolitica", alimentata dal fatto che "non c'è più una risposta concreta alle esigenze della collettività" .
Particolarmente duro il suo giudizio sulle nuove generazioni. Analizzando il voto contrario a infrastrutture e riforme, Comino ha evidenziato una forte contraddizione: "Questi giovani votano no qui, poi vanno a studiare o a lavorare in Francia, in Germania e in Svizzera e là va tutto bene. Perché votare no alle cose che funzionano è un conto, viverci dentro è un altro".
Castelli: dal fallimento del federalismo al declino economico
L'intervento di Roberto Castelli, ha ripercorso le tappe del fallimento federalista in Italia, puntando il dito contro quello che definisce un "colpo di Stato a freddo" del 2011, che portò alla caduta del governo Berlusconi-Lega e affossò la legge sul federalismo fiscale.
"Le lotte che la Lega fa a quel punto sono finite. I problemi non sono finiti, il centralismo romano vince ma noi siamo sempre sotto il giogo", ha sentenziato l'ex ministro.
Castelli ha poi tracciato un amaro paragone tra l'ottimismo degli anni '80 e il disincanto attuale, evidenziando come l'Italia si trovi in una "situazione economica ben peggiore".
La ricetta del Partito Popolare del Nord ruota attorno alla gestione delle risorse territoriali, riaprendo l'annosa questione del residuo fiscale: "Se tu paghi le tasse, quelle devono servire per fare le strade, per pagare meglio gli infermieri, i dottori, i professori".
Marmo e le ambizioni per la città
Roberto Marmo ha rincarato la dose contro l'attuale amministrazione, accusata di pensare "ai propri interessi" e di allontanare i giovani. "Meno che mai ad Asti sulla speranza noi abbiamo creato questa alleanza per cambiare questa città, per creare veramente una rivoluzione all'interno di questa città", ha dichiarato.
Marmo ha rivendicato i successi del passato, ricordando i primi finanziamenti per i siti Unesco stanziati nel 2004 e le strade asfaltate della sua gestione, e ha tracciato un paragone impietoso con la situazione attuale: "Degrado, insicurezza, strade insicure", ha elencato, respingendo ogni paragone con il passato dissesto di Alessandria. Un richiamo all'impegno civile per consegnare alle future generazioni una città migliore.
Per Mario Bovino (Azione), Asti attraversa un momento difficile: " Viene voglia di andarsene ma dobbiamo restare sul nostro territorio anche per onorare i sacrifici dei nostri genitori. Dobbiamo reinventarci. Sono felice che siamo tanti, stiamo creando un gruppo di persone che vuole iniziare un progetto".
E annuncia un necessario maggior interesse alle frazioni "non solo in periodo elettorale", e attenzione alla sicurezza, rimarcando la situazione in cui si trova via Cavour (luogo dell'incontro), che negli anni ha conosciuto maggior degrado.
Non manca l'attacco al sindaco e presidente della Provincia (forse della banca): "I suoi viaggi in Cina non servono alla città".
Mauro Cuniberti, Città amica: "Qui i progetti sono dormienti e peggiora lo stato sociale di Asti, 2000 persone sono in precarietà sociale. La politica cosa fa? Alcune parti della città sono in totale degrado. Tutto gira intorno a Banca e Fondazione ".

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