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Politica | 30 marzo 2026, 06:24

Con l’annuncio della sua ricandidatura alla presidenza della Provincia, Robaldo apre la campagna elettorale

Se rispetto al suo nome non sembrano esserci al momento competitor, più complessa si presenta la partita per il rinnovo del Consiglio provinciale. Enrico Costa avverte: “Qualcuno cercherà di soffocarci in culla”

Con l’annuncio della sua ricandidatura alla presidenza della Provincia, Robaldo apre la campagna elettorale

“Credo che la mia disponibilità ad una ricandidatura alla presidenza della Provincia possa assolutamente esserci”.

Con queste parole Luca Robaldo, dal palco della sala Varco, ha concluso la convention del Patto Civico.

Si dirà che non si apprende nulla che già non si sapesse, ma si tratta pur sempre di un passaggio pubblico che certifica – nei fatti – l’avvio della campagna elettorale per la Provincia.

Quest’anno, per la prima volta dall’entrata in vigore della legge Delrio, l’elezione che riguarda il presidente e quella del rinnovo del Consiglio provinciale, sin qui sfalsate, si svolgeranno in contemporanea in autunno.

Robaldo, ad oggi, non ha concorrenti, tuttavia la concomitanza delle due elezioni qualche problema lo pone.

È pensabile una soluzione unitaria sul nome del presidente senza un’intesa analoga per il Consiglio provinciale?

Enrico Costa ha lanciato un messaggio sibillino: “Ci saranno forze politiche – ha preconizzato – che cercheranno di soffocare in culla il Patto, per quanto dolcemente”.

A chi si riferiva Costa? 

Il ricorso all’avverbio “dolcemente” fa pensare non tanto alla sinistra, con la quale la rottura si è già consumata, quanto piuttosto a qualcuno in qualche modo vicino al Patto.

Il tempo dirà degli ipotetici “infanticidi” e se la profezia del deputato monregalese si rivelerà fondata.

Nel frattempo, nonostante manchino mesi al voto provinciale (che riguarda – lo ricordiamo – circa 2800 amministratori locali della Granda) le manovre sono cominciate.

La scorsa tornata elettorale in Provincia si era conclusa in sostanziale equilibrio. Dei 12 consiglieri provinciali 4 erano toccati al Patto Civico, 4 al  centrodestra “Ripartiamo dalla Granda” e 4 al centrosinistra “La Nostra Provincia”.

Ognuno dei gruppi cercherà di mantenere le posizioni, considerando però che nel centrodestra c’è una forza politica oggi non rappresentata, la Lega.

Bergesio chiederà certamente spazio, così come Fratelli d’Italia difficilmente si accontenterà dell’unico posto di cui dispone oggi in Consiglio provinciale.

Patto Civico e La Nostra Provincia saranno disposti a cedere posti per fare spazio ad altri in nome dell’unitarietà?

La risposta è talmente scontata che non richiede altre considerazioni. 

Su questo terreno da domani dovrà destreggiarsi Robaldo. Tutto depone a suo favore: la popolarità, l’empatia, la capacità di lavoro, la competenza amministrativa unita all’esperienza politica.

Tuttavia, non potrà non considerare il monito del suo mentore, Enrico Costa, un avvertimento che suona alla stregua de “il diavolo si nasconde nei dettagli”.

Giampaolo Testa

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