L'idea arriva dalla Lombardia, ma potrebbe trovare terreno fertile anche in Liguria. La proposta di legge lanciata dal capogruppo della Lega di Busto Arsizio, Simone Orsi, punta infatti a riconoscere il ruolo di co-capoluogo di provincia a quelle città che, pur non detenendo formalmente il titolo, contano un numero di abitanti superiore a quello del capoluogo ufficiale. Una norma che, se dovesse approdare in Parlamento e ottenere il via libera, riguarderebbe direttamente anche il Ponente ligure. Sanremo, infatti, con una popolazione superiore a quella di Imperia, potrebbe ottenere il riconoscimento di co-capoluogo della provincia.
Un'ipotesi destinata inevitabilmente ad alimentare il dibattito politico e istituzionale, ma soprattutto a riaccendere quel campanilismo mai sopito che da decenni accompagna i rapporti tra le due città. Per alcuni si tratterebbe di un semplice adeguamento alla realtà demografica e al peso economico e turistico della Città dei Fiori; per altri, invece, il rischio sarebbe quello di mettere in discussione equilibri consolidati e aprire una nuova stagione di rivendicazioni territoriali. Del resto, i precedenti non mancano. La ferita più evidente resta quella del Tribunale di Sanremo, soppresso nel 2013 nell'ambito della riforma della geografia giudiziaria. Le competenze furono accentrate a Imperia, una scelta che provocò proteste, manifestazioni e prese di posizione trasversali nel territorio matuziano. Amministratori, avvocati e cittadini denunciarono per anni i disagi derivanti dalla chiusura del presidio giudiziario, interpretando quella decisione come l'ennesima sottrazione di funzioni strategiche alla città.
Da allora, ogni discussione sui rapporti istituzionali tra Sanremo e Imperia è stata inevitabilmente letta anche attraverso quella lente. Una rivalità che affonda le proprie radici nella storia e che si manifesta ciclicamente su temi che spaziano dalla sanità alle infrastrutture, passando per la distribuzione degli uffici pubblici e delle competenze amministrative. L'eventuale riconoscimento di Sanremo come co-capoluogo potrebbe allora assumere un significato che va ben oltre il valore simbolico del titolo. Per i sostenitori rappresenterebbe il riconoscimento di un ruolo già esercitato nei fatti da una città che è il principale polo turistico della provincia, sede del Festival della Canzone Italiana e punto di riferimento economico del Ponente. Per i contrari, invece, potrebbe trasformarsi nell'ennesimo terreno di scontro in un derby territoriale che il tempo non è mai riuscito a sopire.
Per ora si tratta soltanto di una proposta, nata attorno all'esperienza di Busto Arsizio e destinata ad approdare nei consigli comunali interessati prima di un eventuale passaggio parlamentare. Ma nel Ponente ligure è bastata l'ipotesi di un asse Imperia-Sanremo sul modello del co-capoluogo per riportare alla ribalta antiche rivalità e domande mai del tutto archiviate: quale deve essere il peso delle due città nella guida del territorio? E soprattutto, è possibile immaginare una collaborazione istituzionale senza che il campanile finisca ancora una volta per prevalere?
La risposta, come spesso accade tra Imperia e Sanremo, difficilmente sarà priva di passione.












