Dopo la rinuncia di Open Baladin, il Comune di Cuneo cambia strategia per il futuro di Cascina Vecchia a San Rocco Castagnaretta e punta sulla cosiddetta “concessione di valorizzazione” per individuare un nuovo gestore. Una scelta che mira a tutelare l’ente dopo la scottatura del precedente accordo e che è stata al centro dell’ennesima interpellanza presentata in Consiglio comunale dal capogruppo degli Indipendenti Giancarlo Boselli.
La concessione di valorizzazione è uno strumento previsto dalla normativa nazionale che consente agli enti pubblici di affidare immobili a soggetti privati per un lungo periodo – spesso tra i 10 e i 30 anni – con l’obiettivo di recuperarli e renderli sostenibili economicamente. Il privato investe risorse proprie, gestisce la struttura e versa un canone all’ente pubblico, presentando un piano economico-finanziario che dimostri la sostenibilità del progetto. Un modello a metà tra concessione amministrativa e partenariato pubblico-privato, che lascia maggiore flessibilità sulle funzioni e sugli utilizzi dell’immobile.
È proprio questa la strada individuata dal Comune dopo la rinuncia di Open Baladin, che nel 2022 aveva sottoscritto la concessione per la gestione della struttura salvo poi, nel maggio 2025, ritirarsi prima ancora di avviare l’attività. L’accordo si è chiuso con uno scioglimento consensuale e la rinuncia da parte del privato alla restituzione di canoni e garanzie per circa 60 mila euro.
(L'edificio più piccolo di Cascina Vecchia)
Nel frattempo Cascina Vecchia, edificio rurale risalente alla metà del Quattrocento e recuperato grazie a un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro, è rimasta inutilizzata. Da qui l’interpellanza di Boselli, che ha chiesto chiarimenti sui tempi e sul nuovo percorso. “Il testo dell’interpellanza cerca di fare il punto su uno degli interventi più importanti realizzati negli ultimi anni - ha spiegato in aula -. La cascina oggi è completamente inutilizzata dopo l’insuccesso del progetto di gestione e c’è una forte attesa non solo da parte degli abitanti di San Rocco, ma di tutta la città”.
Boselli ha poi evidenziato le criticità della nuova formula: “Chiedere oltre 600 mila euro di investimento più un canone è un bel problema. Vorrei capire a che punto siamo, perché è lei la responsabile di questo progetto”, ha detto rivolgendosi all’assessora alla Cultura Cristina Clerico.
Sulla stessa linea Beppe Lauria, che ha chiesto di chiarire meglio i numeri dell’operazione: “Mi piacerebbe sapere qual è il valore dell’investimento e qual è invece il valore dell’affitto. Sono due cose sostanzialmente diverse”.
(Beppe Lauria)
A rispondere è stato prima l’assessore al Patrimonio Alessandro Spedale, confermando la volontà dell’amministrazione di procedere con la concessione di valorizzazione. “Questo strumento consente di valorizzare un immobile pubblico per un periodo lungo attraverso risorse e progettualità private - ha spiegato -. È stato scelto perché garantisce maggiore flessibilità nelle soluzioni progettuali”.
Spedale ha chiarito anche il ruolo del piano economico-finanziario: “Non sarà predisposto dal Comune ma dai soggetti partecipanti al bando, che dovranno dimostrare la sostenibilità della proposta. Il miglior offerente avrà poi l’onere di trasmettere l’asseverazione del piano”.
(Alessandro Spedale)
L’assessora alla Cultura Cristina Clerico ha ribadito la linea dell’amministrazione, sottolineando la necessità di mantenere “maglie ampie” per favorire proposte innovative. “Vogliamo focalizzare gli obiettivi della città su quella struttura lasciando che il privato sviluppi il progetto imprenditoriale più adeguato”, ha detto.
Clerico ha poi rivendicato il lavoro svolto negli anni: “Recuperare una struttura che per decenni è stata vuota e racconta secoli di storia è nostro dovere. Chi amministra deve anche avere il coraggio di andare avanti e mettere in conto di sbagliare”.
(Cristina Clerico)
Parole che non hanno convinto Boselli, che nella replica finale ha espresso perplessità: “Quando mi si parla di cornici e maglie ampie sono definizioni affascinanti, ma la concretezza dice che la cascina è ancora vuota e abbandonata”. Il capogruppo degli Indipendenti ha anche chiesto un sopralluogo: “Si incominciano a vedere segni di deterioramento. Oggi non ho una bella sensazione, vedo la soluzione ancora molto lontana”.
La vicenda di Cascina Vecchia resta quindi aperta. L’amministrazione punta a definire le linee guida del bando nelle prossime settimane, ma per vedere finalmente la storica struttura di San Rocco Castagnaretta tornare a vivere bisognerà ancora attendere.










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