Stasera gioca il Varese, e gioca una semifinale. Il resto non conta. Vicini o lontani, i varesini vivono per momenti come questo. E, infatti, il settore ospiti di Aosta straboccherà di 150 cuori gialloneri e molti altri batteranno, lì accanto o alla radio attendendo l'urlo di Max Airoldi, per i Mastini. Perché nessuno, a questi livelli e anche più su, può mettere in pista la passione di Varese: è la forza della storia e dell'amore per questi colori, tramandato da generazioni.
Fa sorridere che a Milano qualcuno pensi di ricominciare dall'Ice Hockey League, dopo anni di vuoto: non si inizia a ricostruire una storia dal tetto, ma dalle fondamenta e se qualcuno volesse davvero investire sulla passione della Saima, lo farebbe puntando sulle radici, sulla rivalità, sull'italianità. Sui derby. Sull'IHL. Un passo alla volta, altro che Ice Hockey League. Punterebbe su Milano-Varese, seguendo l'esempio di Aosta-Varese: non solo la prima linea più forte del campionato da una parte e una squadra che, dall'altra, quando sente odore di playoff diventa una bestia a volte intrattabile come il Mastino.
C'è di più. I valdostani quest'anno non sono soltanto Rocco Perla, oppure Nardella-Nimenko-Mc Nally supportati da Lysenko-Sukhytskyi: no, l'Aosta ha ritrovato anche il piacere di stare assieme, in seconda e terza linea ci sono giovani uomini affiatati, alchimia, fame, spensieratezza, voglia di buttarsi dentro senza il peso d'essere favoriti o primedonne. Ecco, l'Aosta è forte ma è anche sbarazzino, leggero, sempre selvaggio ma senza alcuna pressione. Non calcola ma gioca, subisce, segna, para, gioisce. Per questo è più pericoloso della corazzata di un anno fa.
Il Varese, invece, al di là di qualunque rivoluzione strombazzata a destra e a manca, è il solito, indistruttibile Varese che, quando sente l'odore del sangue, riesce ad esaltare l'anima di un gruppo e di un ambiente nati per entrare nell'arena. Non esistono bacchette magiche: l'indole dei Mastini è questa, pezzi di un puzzle che s'incastrano al posto giusto nel momento giusto con semplicità e normalità, doti che vanno riconosciute al coach, anche se l'immortalità giallonera arriva da lontano. Gara 1 di stasera non sarà la fine del mondo, se vincerà l'Aosta. Ma se la spuntasse il Varese...
I Mastini sono alle prese con virus di stagione e forse un'assenza in più oltre a quelle di Vanetti, Fornasetti e Pisarenko ma, magari, anche con qualche rientro che, da solo, trasformerebbe quei 150 tifosi del settore ospiti idealmente in 1.500 o, forse, più. In una gara 1, vince chi sa soffrire di più. Vince chi è più pronto a una roulette russa. Vince chi ammette che il mondo non inizia, e non finisce, stasera. Ma, comunque, stasera sarà pronto ad arrivare fino alla fine del mondo pur di farcela.
Intanto è già bello essere ancora una volta qui, sulle barricate giallonere.
Playoff, semifinali al meglio delle cinque gare
Sabato 14 marzo, gara 1: Caldaro-Pergine (19.30), Aosta-Varese (ore 20, diretta Radio Village e VareseNoi)
Martedì 17, gara 2: Pergine-Caldaro (20.30), Varese-Aosta (20.30)
Giovedì 19, gara 3: Caldaro-Pergine (20.30), Aosta-Varese (20)
Sabato 21, eventuale gara 4 a Pergine e Varese
Martedì 24, eventuale gara 5 a Caldaro e Aosta
Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile.
Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).
Sport | 14 marzo 2026, 07:31
Stasera gioca il Varese, e gioca una semifinale. E ad Aosta avrà con sé tutta la città
Settore ospiti stracolmo di 150 cuori gialloneri, più tutti gli altri che riempiranno il palaghiaccio di Aosta per gara 1 della semifinale (via alle 20) e quelli che soffriranno da casa (diretta Radio Village e VareseNoi). Padroni di casa con la prima linea più forte del campionato contro i gialloneri nati per sfide come questa. I Mastini sono alle prese con virus di stagione e qualche assenza ma, magari, anche con qualche rientro che, da solo, trasformerebbe il tifo di quei 150 in quello di 1.500...
In Breve
venerdì 13 marzo
giovedì 12 marzo













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