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Sport | 13 marzo 2026, 17:41

Jacopo, Emanuel, la Polha e il “cantore”: quella magia che splende in ogni «altra storia che comincia»

Grande Italia ma anche grande Varese alle Paralimpiadi: gli ori di Luchini e Perathoner sono "griffati" dalla società varesina che ha accesso una una luce imperitura sullo sport per disabili. Due incredibili successi ottenuti sotto gli occhi di Roberto Bof, che dalle nevi di Cortina ci dice: «Lo sport per disabili è ogni volta un’altra storia che comincia...»

Jacopo, Emanuel, la Polha e il “cantore”: quella magia  che splende in ogni «altra storia che comincia»

«Ogni volta è un’altra storia che comincia».

E a quali vette possa arrivare questa “altra storia” lo rivela il bollettino odierno da Cortina d’Ampezzo: tre ori, un argento. 

È grande, grandissima Italia sulle nevi paralimpiche di casa.

Ed è grande, grandissima Varese: i primi posti nello snowboard conquistati da Jacopo Luchini e da Emanuel Perathoner (SB-UL e SB-LL2 le rispettive categorie d’appartenenza) sono griffati Polha, la società sportiva varesina che ha acceso una luce imperitura sullo sport per disabili e che da sempre fornisce il top agonistico sia negli sport estivi che in quelli invernali.

Luchini, 36 anni, ha conquistato la vittoria fermando il cronometro a 56″28 e lasciandosi alle spalle i due atleti cinesi Wang Pengyao, staccato di 34 centesimi, e Jiang Zihao. L’azzurro ha fatto la differenza soprattutto nella seconda manche, dove ha fatto segnare il miglior tempo.

Successivamente è stato il turno di Perathoner, che in queste Paralimpiadi aveva già conquistato un oro nello snowboard cross. Il 39enne di Bolzano – ex azzurro della nazionale “assoluta”, prima che un grave infortunio al ginocchio gli compromettesse la mobilità di una gamba – ha dominato la propria categoria. Per lui miglior tempo in 54″28, con un margine di due secondi sullo svizzero Fabrice von Grueningen, secondo classificato. Medaglia di bronzo invece per l’australiano Ben Tudhope.

E Varese non ha finito di “esserci” sulla scena di questi successi: entrambi gli exploit sono avvenuti sotto gli occhi di Roberto Bof, il giornalista varesino cantore per eccellenza di quella magia che lega lo sport al superamento di ogni barriera. Per la verità Bof ha fatto poker: sulle nevi di Cortina (dove erano presenti anche i campionissimi Alberto Tomba e Deborah Compagnoni) è stato oggi talismano anche dell’oro di René De Silvestro nel Gigante sitting e dell’argento di Giacomo Bertagnolli nello slalom gigante VI: «Un’Italia fantastica e una grande Polha, che è l’unica società in Lombardia che fa snowboard paralimpico. In generale sto assistendo a un livello altissimo, a prestazioni di atleti allo stato puro: io c’ero a Torino nel 2006 e la qualità non era minimamente paragonabile a quella odierna. Dobbiamo ringraziarli tutti per l’impegno che hanno messo nel quadriennio, perché adesso sono sotto i riflettori, ma durante l’anno non è così facile andare avanti e fare sacrifici».

«Lo sport per disabili sa regalare emozioni umane che nient’altro regala allo stesso modo. Ogni volta “un’altra storia che comincia”» conclude Bof.

F. Gan.

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