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Politica | 27 febbraio 2026, 18:17

Dissesto idrogeologico, il Comune chiede alla Regione fondi straordinari: "Servono oltre 110 milioni per mettere in sicurezza il territorio"

Quattro le principali sezioni tematiche in cui vengono suddivise le criticità: dissesti di versante e instabilità di scarpate, dinamica dei corsi d’acqua e interferenze con infrastrutture, dissesti lungo il tracciato dell’Acquedotto Storico e Sistema dei Forti e fenomeni diffusi di instabilità a evoluzione lenta

Dissesto idrogeologico, il Comune chiede alla Regione fondi straordinari: "Servono oltre 110 milioni per mettere in sicurezza il territorio"

Oltre 110 milioni di euro per affrontare le principali criticità idrogeologiche del territorio comunale e mettere in sicurezza strade, versanti e infrastrutture. È questa la richiesta contenuta nella lettera inviata dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni e Protezione civile Massimo Ferrante al presidente di Regione Liguria Marco Bucci e all’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile Giacomo Giampedrone.

Il documento, redatto dopo le recenti ondate di maltempo che hanno colpito la città e i conseguenti movimenti franosi, fotografa un quadro definito di “fragilità diffusa” e punta ad attivare canali di finanziamento straordinari per programmare e realizzare le opere necessarie.

Nella lettera si evidenzia “lo stato di fragilità diffusa in cui versa il territorio comunale di Genova, caratterizzato da elevata acclività, forte urbanizzazione e diffusa interferenza tra infrastrutture e versanti naturali”, con “ricorrenti problematiche di ordine idraulico e idrogeologico” che possono determinare “eventi franosi e danneggiamenti delle infrastrutture di collegamento con rischio per la pubblica incolumità”. Da qui la richiesta di “strumenti straordinari di finanziamento” per poter attuare le attività manutentive ritenute prioritarie.

Quattro le principali sezioni tematiche in cui vengono suddivise le criticità: dissesti di versante e instabilità di scarpate; dinamica dei corsi d’acqua e interferenze con infrastrutture; dissesti lungo il tracciato dell’Acquedotto storico e del Sistema dei Forti; fenomeni diffusi di instabilità a evoluzione lenta.

Per questo primo capitolo di interventi la stima complessiva è di circa 46,6 milioni di euro: 10 milioni destinati al consolidamento delle scarpate stradali, 18 milioni per la sistemazione idraulico-forestale dei bacini minori, 5 milioni per opere strutturali su frane, 600 mila euro per monitoraggi triennali e 13 milioni per interventi sull’Acquedotto storico e sul sistema dei Forti.

A questi si aggiunge il capitolo più oneroso, quello relativo ai muri di sostegno delle strutture stradali: sono 559 gli interventi individuati come necessari, distribuiti nei diversi municipi cittadini, per un fabbisogno stimato di 64 milioni di euro.

I contenuti della lettera saranno al centro anche dell’incontro in programma mercoledì 4 marzo a Roma con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, passaggio che il Comune considera strategico per rafforzare la richiesta di fondi e inserire Genova tra le priorità nazionali sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico.

Redazione

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