Indietro tutta. E non c'è nulla da ridere. La questione Lear torna al punto di partenza, ma lo fa a pochi giorni da quella che sarebbe dovuta essere invece l'avvio della reindustrializzazione. Dopo anni di vertenze e cassa integrazione, lo stabilimento di Grugliasco della multinazionale che produce sedili per auto avrebbe dovuto passare nelle mani della newco denominata Fipa, una realtà italo-cinese che voleva produrre quadricicli elettrici.
Stop improvviso
Accordi firmati, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a fare da garante, la Regione a osservare da vicino, così come i sindacati metalmeccanici. Poi qualcosa - improvvisamente - si inchioda. Passano i giorni e le settimane, si avvicina la scandenza, ma alle strette di mano non segue quell'accordo commerciale che invece avrebbe dovuto far risuonare i rintocchi dell'ora decisiva. I sindacati si inquietano e chiedono chiarezza. Tutto ancora tace. Fino alla giornata di oggi, quando arriva la doccia gelata: tutto saltato, l'accordo Lear-Fipa non si fa più.
"Ci spieghino perché"
A mettere nero su bianco lo stop è proprio una nota unitaria dei sindacati. "Abbiamo appena appreso da Lear, da Fipa e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che è venuto meno il progetto di reindustrializzazione della fabbrica di Torino - si legge da Fim, Fiom e Uilm -. Esprimiamo profondo disappunto per una vicenda dai tratti confusi, che la Lear e il Ministero stesso dovranno assolutamente chiarirci. Inoltre esprimiamo preoccupazione relativamente al futuro".
"Non ci è stata data nessuna spiegazione. Ma che ci sia questa nuova azienda pronta all'investimento lo sentiamo per la prima volta: non abbiamo alcuna notizia - dice Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm -. Abbiamo sempre chiesto garanzie su solidità e credibilità e non abbiamo potuto fare altro che fidarci del Ministero. E' paradossale quanto sta accadendo. E' una questione di credibilità istituzionale: nel futuro auspichiamo che certe prese di posizione vengano date solo a ragion veduta. Non possono rimetterci i lavoratori".
Piano B (e assunzioni per tutti)?
Nel caos di queste ore, infatti, si è delineata anche una speranza. Un piano B. Anche se per il momento nessuno ha intenzione di sbilanciarsi (comprensibilmente). "Nella stessa giornata di oggi, l’ipotesi che ci è stata prospettata è l’interessamento di un nuovo investitore, in particolare Zetronic - dicono ancora i sindacati -: è ancora tutta da verificare nella sua fondatezza e nella sua credibilità". Una prospettiva che, se fosse concreta davvero, questa volta, potrebbe essere anche migliore rispetto a quella precedente. Dalle prime voci, infatti, sembrerebbe che - a differenza di quanto sarebbe successo con Fipa - la prospettiva di assunzione possa riguardare tutti i 370 lavoratori in uscita da Lear.
Zetronic è un'azienda italiana con sede a Padova, attiva dal 1921 e in primo piano per quanto riguarda la meccatronica. E' specializzata nella progettazione e produzione di componenti plastici, metallici e Smart IoT per l'automotive e l'industria. Recentemente è stata acquisita dal Gruppo Fulchir e iVision Tech e ha recentemente sostenuto il salvataggio del produttore di minicar elettriche Estrima.
Appuntamento a breve
Qualche certezza in più la si potrebbe avere a breve. In particolare, il 9 marzo. "Abbiamo chiesto e ottenuto che al Ministero si tenga un incontro formale in cui speriamo verrà chiarita la vicenda", concludono i sindacati.
Polemica politica
Non mancano ovviamente le reazioni dal mondo della politica locale. "Ho presentato questa mattina un question time proprio sul tema Lear, ma se prima eravamo preoccupati ora la situazione è ancora più grave", dice Valentina Cera, consigliera regionale di Avs.













Commenti