Il Nazionale

Cronaca | 16 febbraio 2026, 18:57

Bimba morta a Bordighera, dall’autopsia emergono trauma cranico e lesioni multiple. Il legale del padre: “Caso complesso, servono gli esami istologici”

Trauma cranico e lesioni diffuse sul corpo della piccola, ma la causa del decesso resta da chiarire. I consulenti: necessari gli esami istologici per ricostruire dinamica e tempi della morte

Bimba morta a Bordighera, dall’autopsia emergono trauma cranico e lesioni multiple. Il legale del padre: “Caso complesso, servono gli esami istologici”

Un trauma cranico che potrebbe aver provocato un’emorragia cerebrale, ma anche lesioni su dorso, addome, gambe e persino sul labbro superiore. Sono questi i primi elementi emersi dall’autopsia eseguita questa mattina dal medico legale Francesco Ventura sul corpo della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata morta il 9 febbraio nell’abitazione della madre a Bordighera.

L’esame, durato circa tre ore, rappresenta il primo vero passaggio tecnico dell’inchiesta per omicidio preterintenzionale in concorso che vede indagati la madre, Manuela A., 43 anni – attualmente detenuta nel carcere femminile di Pontedecimo – e il compagno, Manuel I., 42 anni, indagato a piede libero.

Secondo quanto trapela, la bambina presentava un trauma cranico compatibile con un possibile travaso ematico all’origine di un’emorragia cerebrale. Ma non solo. Sul corpo sarebbero state riscontrate anche ulteriori lesioni, la cui natura – se riconducibile a percosse o a una caduta – resta al momento da accertare.

Non è ancora possibile stabilire con esattezza la causa del decesso e non si esclude che possano aver concorso più fattori. Un aspetto rilevante riguarda la collocazione temporale della morte: il decesso risulterebbe avvenuto in un arco di tempo più ristretto rispetto a quanto indicato nella prima ispezione cadaverica, verosimilmente entro sei ore o forse anche meno.

All’autopsia erano presenti, oltre al professor Ventura, anche i consulenti delle parti: il medico legale Andrea Peirano per conto del compagno della madre e il dottor Enzo Profumo in rappresentanza del padre della bambina. Presenti anche gli avvocati Laura Corbetta e Martina Di Giovanni per la madre, e Mario Ventimiglia per il padre.

Proprio Ventimiglia, al termine delle operazioni, ha sottolineato la complessità del caso. “Sono state fatte tutte le operazioni – ha spiegato – il mio consulente si è fatto un’idea, ma non può ancora esprimerla. Occorre concertarla con le altre parti e attendere gli esiti degli esami istologici”.

Il mandato conferito dal pubblico ministero, ha aggiunto, era “piuttosto ampio e analitico”, comprendendo anche accertamenti radiologici e prelievi. Come di consueto, infatti, sono stati effettuati diversi campionamenti di liquidi e tessuti per gli esami istologici, che potranno fornire risposte più precise sulla natura delle lesioni e sulla sequenza degli eventi.

Il professor Ventura si è riservato 90 giorni per il deposito della relazione. Non è escluso, inoltre, che possano rendersi necessari ulteriori approfondimenti tecnici. “Il corpo al momento non è stato messo a disposizione dei familiari – ha spiegato Ventimiglia – e questo potrebbe significare che si attendono ulteriori verifiche”.

Sulla stessa linea il consulente Peirano, che ha definito la vicenda “un caso molto particolare e complicato”, precisando che al momento non è possibile offrire una spiegazione definitiva né sulla causa della morte né sulla cronologia precisa dei fatti.

Resta dunque ancora aperta la questione centrale dell’inchiesta: se le lesioni riscontrate siano compatibili con una caduta accidentale oppure con un’azione violenta. Saranno gli esiti degli esami istologici e degli ulteriori accertamenti a orientare in modo più netto il quadro investigativo.

Andrea Musacchio

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