Anche la zona esterna del Campus, quella che dagli anni ’90 ospita i più frequentati playground di tutta la città, è uno dei punti pronti a cambiare volto nell’edificazione della “Cittadella dello Sport” immaginata da Luis Scola e dalla Pallacanestro Varese.
La rivisitazione della Masnago sportiva (da noi QUI anticipata nei giorni scorsi) partirà proprio dalla struttura di proprietà della famiglia Bulgheroni. Il progetto è in rampa di lancio amministrativa: questa sera la Commissione Urbanistica del Comune di Varese ne ha vagliato i dettagli, in attesa dell’esame definitivo del Consiglio Comunale previsto per fine mese.
Al Campus i lavori riguarderanno innanzitutto gli spazi interni, dove, in corrispondenza del campo 2, sparirà la piccola tribuna esistente per far luogo agli uffici del club, ad assecondare l'idea che il Campus stesso diventi sempre di più la vera base della società biancorossa. La maggior riconfigurazione, però, concernerà la parte esterna agli edifici di via Pirandello, ovvero il parco occupato attualmente da due campi e mezzo da basket più un campo da calcetto. La nuova “Cittadella” invece vedrà la presenza di tre campi interi e di due mezzi campi, tutti per la pallacanestro: quello più alto vicino alla strada, quello nella parte bassa del parco, che sarà coperto, e l’ex rettangolo da calcetto che sarà sostituito dal terzo campetto e dai due mezzi campi, pronti per ospitare le sfide da playground. Previsti anche un chiosco e la ristrutturazione degli spogliatoi.
Solo il campo coperto sarà a uso esclusivo della Pallacanestro Varese: gli altri, tutti quelli scoperti, resteranno come da 30 anni accade (in virtù di una convenzione con il Comune di Varese che ora verrà rinnovata) aperti al pubblico.
Dal Campus alla zona del Palazzetto: come anche qui anticipato (leggi QUI), il progetto “Cittadella” prevede che nella zona posteriore del Lino Oldrini, tra via Pista Vecchia e i parcheggi oggi usati (una cinquantina di posti) per gli abbonati “vip”, sorga un nuovo PalaTenda, sulla scorta di quello che già esisteva anni fa e poi fu abbattuto. Anche in questo caso la struttura sarà coperta. A differenza del Campus, però, l’area in oggetto è di proprietà comunale e non privata: il passaggio odierno in commissione, dunque, è valso ad autorizzare solamente il volume urbanistico, mentre per l’edificazione vera e propria sarà necessaria una procedura di evidenza pubblica (bando).
Sia la maggioranza che l’opposizione hanno accolto favorevolmente il progetto in sé, mettendo però l’accento sulle note problematiche relative alla mancanza di parcheggi e in generale a una mobilità piuttosto fragile.
Tempistiche? Dopo il via libera comunale è probabile che i lavori al Campus possano già partire tra la primavera e l’estate.













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