Il Nazionale

Sport | 05 febbraio 2026, 09:50

«Sogno palaghiaccio, ippodromo e tennis insieme. La Comunale? Ricordiamoci che la pallavolo non ha una casa...»

Non solo Masnago: la Varese degli impianti sportivi continua a chiedere attenzione, verso un futuro che l'assessore allo Sport del Comune di Varese Stefano Malerba immagina aggregato e ambizioso. Per il momento si guarda al nuovo inizio delle Bettole («tornerà un ippodromo di Serie A»), a un'Acinque Ice Arena sempre più full («Seconda pista? Sono iniziate le discussioni...»), alle tempistiche dello Schiavone Team Lab, all'ex piscina e un giorno che rimarrà a lungo nella memoria della Varese sportiva: «I varesini vanno ringraziati per la risposta che hanno dato al passaggio della Fiamma olimpica: non siamo, come dice la Lega, una città morta...»

«Sogno palaghiaccio, ippodromo e tennis insieme. La Comunale? Ricordiamoci che la pallavolo non ha una casa...»

Non solo Masnago (leggi QUI). La Varese degli impianti sportivi continua a chiedere attenzione, in un presente chiamato a costruire - a piccoli passi - ciò che il futuro immagina: poli sportivi, "cittadelle", aggregazioni di sport e di strutture che possano superare la singolarità di vedute e correre quindi verso traguardi più ambiziosi, a beneficio dell'intera città, dei suoi sportivi e di chi sceglie di investire.

Tanti i punti da toccare, allora, in una chiacchierata sullo stato dell’arte con l’assessore allo Sport del Comune di Varese Stefano Malerba.

A partire dall’Ippodromo le Bettole, dove dal 1° gennaio 2026 opera un nuovo gestore (leggi QUI e QUI), la Varese Turf & Sport, che è già intervenuto con le prime migliorie che hanno riguardato la pista di sabbia (leggi QUI): «Hanno iniziato con buone intenzioni - afferma Malerba - Quella è un’area fondamentale per il sistema sport di Varese: al suo interno ci possono stare 11 campi da calcio, si può fare di tutto, poi è chiaro che l’ippica deve rimanere prioritaria. Mi pare molto corretta la considerazione da cui sono partiti i nuovi concessionari: un impianto sportivo deve essere sostenibile per 365 giorni l’anno e la sua sostenibilità è fondamentale per poter poi svolgere l’attività agonistica. So che stanno interloquendo anche col Ministero per il numero delle gare e per le sedute da fare: dopo il declassamento avvenuto, ho la speranza che il nostro ippodromo torni a essere di “Serie A”».

Dall’Ippodromo alla vicinissima Acinque Ice Arena, una scommessa vinta. A dimostrarlo sono più di ogni altro aspetto le “ore ghiaccio” che non bastano più: «Sia i numeri degli utenti agonistici che quelli di coloro che praticano il pattinaggio libero stanno crescendo in maniera esponenziale e forse imprevedibile: nessuno si aspettava un’esplosione di questo genere. Noi abbiamo fatto un investimento importante, significativo, perché non dimentichiamoci che il Comune di Varese su quella struttura ci mette 450 mila euro all'anno di canoni di disponibilità, un aiuto indispensabile alle associazioni sportive che fanno attività al suo interno».

Gli spazi però iniziano davvero a scarseggiare: «La pista è occupata tutti i giorni dalle 5 di mattina a mezzanotte, non c’è più un buco libero. È chiaro che ci sia bisogno di un allargamento: le discussioni per una seconda pista sono già iniziate» ammette l’assessore che però guarda molto più in grande: «Se il palaghiaccio riuscisse a mettersi a sistema con il nascente centro dello Schiavone Team Lab e con i nuovi gestori dell’ippodromo, entrambi a esso vicini, secondo me può nascere un polo sportivo che rappresenterebbe un'eccellenza non solo italiana. Le basi le abbiamo create: abbiamo trovato una nuova convenzione sull’ippodromo, abbiamo avviato un partenariato pubblico-privato con un'ex giocatrice che sta mettendo in piedi una scuola di tennis fantastica e abbiamo un palaghiaccio che è una sfida vinta e che è apprezzato anche da chi tre anni fa aveva sollevato tante polemiche… Io credo che se queste tre realtà riusciranno a fare sistema, qualcosa di molto importante potrà emergere».

A proposito di tennis, va scritto che dei due lotti di cui consta il progetto Schiavone, il primo dovrebbe essere concluso entro l’estate, mentre il secondo - comprensivo di tutti i campi, gli spogliatoi e la clubhouse - ha come orizzonte il prossimo anno. «Sarà un centro d’eccellenza» confida Malerba, cui però viene chiesto conto anche dei parcheggi nella zona, che paiano non bastare mai: «Abbiamo tutti il vizio di voler parcheggiare l’auto a 3 metri da dove vogliamo andare - replica l’amministratore - Ricordo però che il vicino Ata Hotel è convenzionato con il Comune e dà in concessione 240 posti pubblici e che altri parcheggi nasceranno quando sarà pronta l’area esterna al club tennistico».

Spostiamoci di zona. E di sport, anzi di elemento: passiamo all’acqua. Con uno sguardo all’area ex Aermacchi e uno alla piscina di via Copelli: «Cosa ci sarà al posto della Comunale? Sicuramente un altro spazio sportivo. Dovremo valutare in commissione la convenienza o meno di ristrutturare l’impianto in senso nuovamente “natatorio”, sapendo però che dal 2027 la città avrà a disposizione in via Sanvito una nuova vasca da 50 metri (che, tramite un pontone mobile, sarà divisibile in due… ndr) e che a Varese non esiste, al di fuori delle palestre scolastiche, un impianto dedicato alla pallavolo. Il volley da noi è uno sport vivo e portato avanti da ottime associazioni: ha solo bisogno di una “casa” e noi abbiamo dimostrato che se questa la casa la costruisci, poi i numeri li fai».

È già una realtà, invece, la palestra di roccia a San Fermo: «L’inaugurazione sarà a fine febbraio - precisa Malerba - poi ad aprile ci sarà una gara under 19 e under 21 della specialità lead (24-26 aprile ndr) e a maggio la coppa Italia, sempre nella stessa specialità. Le prime attività però sono già in corso e penso che il volume aumenterà notevolmente, coinvolgendo anche gli svizzeri». A proposito di eventi, si segnalano anche quelli futuri riguardanti il canottaggio: nel 2026 sarà la volta degli Europei alla Schiranna, quindi - a settembre 2027 - dei Mondiali Master, evento che mobiliterà migliaia di persone, e dei Master Games, manifestazione condotta insieme a Como e Lecco.

L’ultima battuta del titolare dell’assessorato sportivo di Palazzo Estense è su un altro evento, stavolta appena trascorso: si tratta del passaggio della fiaccola olimpica, occasione che ha coinvolto, tra strade e Giardini Estensi, quasi 20 mila persone: «E per questa risposta Varese va ringraziata - non ha dubbi Malerba, che già lo aveva fatto nell’imminenza del 14 gennaio con un post sui propri social - Noi siamo stati bravi nel lavoro di comunicazione e nel coinvolgimento di tante società sportive, ma la città ha dato un riscontro superlativo, dimostrando, a differenza di ciò che dice l’opposizione leghista, di essere tutt’altro che morta. Non è vero: ha solo bisogno di stimoli. È stato quello il mio giorno più bello da assessore? No, in realtà: per me i giorni più belli sono stati e saranno quelli in cui abbiamo posato e poseremo la prima pietra di un nuovo impianto sportivo».

Andrea Confalonieri e Fabio Gandini

Commenti