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Politica | 22 settembre 2022, 19:09

Mirafiori, Cuperlo accetta le critiche degli operai: "Hanno ragione, siamo qui per rimediare ai nostri errori"

L'esponente del Pd ha accompagnato il candidato Andrea Giorgis davanti ai cancelli della Porta 2, raccogliendo un'accoglienza fatta anche di rimproveri: "Paghiamo decisioni sbagliate prese in passato. La sinistra deve riscoprire la sua vera natura"

Mirafiori, Cuperlo accetta le critiche degli operai: "Hanno ragione, siamo qui per rimediare ai nostri errori"

A Torino Sud è una giornata d'inizio autunno, ma con un sole che - di primo pomeriggio - scalda ancora la pelle fingendosi estivo. Scaldano meno i cuori degli operai, invece, gli esponenti del Partito Democratico che hanno scelto il cambio di turno tra le 13 e le 14 per incontrare chi lavora nello stabilimento Stellantis di Mirafiori. Attivisti, esponenti locali, il candidato al Senato Andrea Giorgis e anche Gianni Cuperlo, vestito di scuro nonostante il pomeriggio decisamente tiepido. 
C'è chi arriva e affretta il passo, chi si ferma e prende un volantino in vista del voto del 25 settembre, ma c'è anche chi ha atteggiamenti decisamente più ostili. "Vi fate vedere soltanto sotto elezioni", una delle frasi sibilate da chi sta per bollare.

Cuperlo, la feriscono queste frasi da parte degli operai?
"Hanno tutte le ragioni per dire quel che ci dicono. E siamo qui anche per cercare di rimediare a questo difetto. E' vero, siamo qui sotto elezioni, ma dobbiamo tornare anche nei prossimi mesi, dobbiamo farci vedere più spesso". 

Si percepisce una certa insofferenza, verso il Pd
"Bisogna ricostruire la sinistra. E questo cammino passa anche dal recuperando di una forma di reputazione e di quella credibilità persa per decisioni che sono state prese nel passato. Non si può fare spallucce e dire che non è vero".

Anche se il Pd non dovesse andare al governo, dopo il 25 settembre?
"E' un comportamento che si deve osservare comunque vadano queste elezioni. C'è sempre un giorno 'dopo' e noi dobbiamo essere in grado di apparire credibili agli occhi di queste persone. Essere qui, oggi, è per noi un'occasione, ma anche un atto di onestà. Dobbiamo capire chi vogliamo essere: senza avere un rapporto con questa parte del Paese noi confondiamo la vera natura della sinistra".

Una natura che si è persa, in questi anni?
"Per una certa fase siamo stati troppo subalterni a un pensiero che non era il nostro. Abbiamo accettato la convinzione che la globalizzazione avrebbe portato benefici a tutti, in cima così come in fondo alla piramide. Ma l'inserimento della precarietà nel lavoro ha creato incertezze in almeno due generazioni. La proposta di un salario minimo va nella direzione di cominciare a riparare questi danni". 

Il Pd quindi dice "qualcosa di sinistra"?
"Credo che questo programma del PD sia ampiamente il più a sinistra degli ultimi decenni, ma non basta averlo scritto: devi anche raccontarlo e trasmetterlo. Andando anche davanti alle fabbriche e prendendoti frasi e risposte non amichevoli. Dobbiamo fare in modo che la prossima volta siano contenti di rivederci".

Massimiliano Sciullo

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