Un derby infinito quello tra il capoluogo e la Città dei fiori e del Festival con implicazioni politiche. Scajola, dopo aver lanciato la sua candidatura da Parma all’assemblea dell’Anci, ha ricevuto, a stretto giro, l’appoggio manifesto che vale come una investitura del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Dopo le elezioni amministrative del 2019 nelle quali ex ministro e governatore erano su sponde opposte, i due politici, sia pure di generazioni diverse, cresciuti alla corte di Silvio Berlusconi hanno fatto molte volte le prove di riavvicinamento e questa sembra la volta buona per la riconciliazione definitiva.
Un sindaco dell’estremo Ponente, Gaetano Scullino, primo cittadino di Ventimiglia, uno baricentrico (territorialmente e non solo) Mario Conio di Taggia, gli ultimi due presidenti della Provincia, Fabio Natta e Domenico Abbo commentano le candidature contrapposte di Claudio Scajola e Alberto Biancheri (in ordine di proposizione) alla presidenza della Provincia.
Cambiamo (e anche la Lega) a braccetto con Claudio Scajola per la Provincia sembra anticipare lo schema a sostegno dello Scajola bis a Imperia nel 2023. Con buona pace del terzo incomodo, Fratelli d’Italia, che pur non essendo rappresentata in consiglio non perde occasione con la battagliera Sara Serafini di mandare frecciate al primo cittadino del capoluogo su ogni questione cittadina, dal depuratore che non funziona alla mattonella sbrecciata. Sarà lei a sfidarlo a destra tra due anni?
Se la famiglia politica del centro del centrodestra, (Forza Italia e Cambiamo) sembra essere destinata a ricomporsi sarà interessante vedere gli effetti sugli affetti familiari: come si sentirà, al di là delle dichiarazioni di facciata, il nipote Marco Scajola (un tempo prediletto) dell’ex ministro, assessore regionale e fido scudiero di Toti in Cambiamo fin dalla sua nascita, a dover tornare a raccattare in giro voti per lo zio dopo i recenti burrascosi trascorsi?
Dice il sindaco di Taggia Mario Conio: “Speravo e spero ancora in un gesto di responsabilità dei due sindaci più rappresentativi della provincia. Non è il momento della divisione ma di fare squadra per affrontare i problemi drammatici all’ordine del giorno, uno su tutti Riviera Trasporti. Non posso che apprezzare la voglia di impegnarsi di Claudio Scajola che ha un bagaglio di esperienza e di capacità che lo rendono sicuramente un candidato del tutto credibile sotto ogni profilo. Biancheri? Spero che ci sia un riavvicinamento, perché, secondo me, soltanto con le migliori risorse del territorio, e ci metto l’impegno di Taggia, si possono andare ad affrontare i tanti problemi che ci sono all’ordine del giorno. Non mi piacciono le divisioni, sarebbe stato più utile uno scenario condiviso. Ho ascoltato le parole del presidente Toti e, sinceramente, in un’ottica di schieramenti politici la mia posizione è chiara: io mi rispecchio in Cambiamo e nella coalizione che oggi guida la Regione. Se il fiato dello scontro diventa politico, io vado in una direzione: per me la scelta è chiara e inevitabile è quella di sostenere il candidato di coalizione, in questo caso Claudio Scajola, anche se avrei preferito evitare lo scontro politico e trovarmi davanti uno scenario di responsabilità comune”.
“Sulla candidatura di Claudio Scajola alla presidenza della Provincia -dichiara Gaetano Scullino - avevo già espresso un giudizio positivo a chi me lo aveva chiesto. Ha certamente tutti i requisiti e un eccellente curriculum per assumere la candidatura e sarebbe una presidenza certamente autorevole e di esperienza. Speravo che si trovasse una convergenza di tutti i sindaci su un unico nome. I sindaci del comprensorio Intemelio hanno di recente già espresso la volontà di appoggiare candidature condivise e che tengano conto del ruolo che l'estremo Ponente vuole svolgere. Nei grandi temi che hanno occupato l'amministrazione provinciale, su acqua, trasporti, ospedale unico e altri, il ruolo principale lo ha fino ad oggi giocato, principalmente, il comune di Sanremo, come dichiarato dallo stesso sindaco Biancheri nella sua autocandidatura, sempre alla presidenza della Provincia. Abbiamo bisogno di una presidenza autorevole e pronta a confrontarsi sui grandi temi con l'estremo Ponente che certamente dovrà avere un ruolo importante”.
"La mia esperienza da rappresentante ligure nel direttivo nazionale Upi (Unione province italiane ndr) -è il pensiero di Fabio Natta - mi ricorda che, con le regole attuali, spesso, ad assumere la guida dell'ente Provincia è il sindaco del capoluogo. Nel caso di Imperia, le gravi emergenze in atto e la grande esperienza del sindaco Scajola fanno pensare che la sua disponibilità debba essere attentamente valutata nell'interesse dei comuni e del territorio".
“Partita apertissima”, per Domenico Abbo, presidente che ha dovuto lasciare l’interim a Luigino Dellerba avendo terminato i suoi mandati da sindaco di Lucinasco. “Sono due candidature logiche e meritevoli. Se non uscirà un terzo andranno alla conta. Credo che nei prossimi giorni il quadro si chiarirà”.
Si tratta, lo ricordiamo, dopo la Riforma Renzi, di una elezione di secondo grado: alle urne non saranno chiamati i cittadini ma i sindaci e i consiglieri comunali secondo il sistema del voto ponderato. Sabato 18 dicembre ciascun elettore (sindaco o consigliere comunale) dovrà esprime un voto che viene, appunto, ponderato, sulla base di un indice, il c.d. ‘indice di ponderazione’. Tale indice, rappresenta sostanzialmente il ‘peso’ del voto di ciascun elettore ed è determinato in relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del comune. Per quanto riguarda il voto del prossimo 18 dicembre, la tabella degli abitanti dei 66 comuni della Provincia non è ancora stata aggiornata, ma non dovrebbe variare di molto rispetto alla tornata precedente.
Per quanto riguarda i 56 comuni sotto i 3000 abitanti ogni consigliere ha un peso elettorale pari a 41 voti. Ospedaletti e San Bartolomeo al Mare, gli unici tra i 3000 e i 5000, 143. Vallecrosia, Diano Marina e Camporosso, i comuni tra i 5000 e 10mila abitanti, 260. Ventimiglia, Taggia e Bordighera, che sono nella fascia tra i 10 e i 30 mila abitanti, 522. Infine, i centri più popolosi, sopra ai 30mila, Imperia e Sanremo, 603.
Avremmo gradito sentire l’opinione anche di un sindaco dell’estremo Levante, segnatamente di Cristiano Za Garibaldi, neo primo cittadino di Diano Marina (Cambiamo), ma come altre volte dall’inizio del suo mandato il suo telefono resta muto alle chiamate.












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