Cronaca | 26 ottobre 2021, 09:33

Bocconi di esche avvelenate destinate ai cani da tartufo a San Marzano Oliveto

I Carabinieri estenderanno i controlli in altri comuni grazie alla preziosa Kira, cane pastore belga Malinois, dell'unità cinofila del gruppo Carabinieri forestali di Cuneo

Bocconi di esche avvelenate destinate ai cani da tartufo a San Marzano Oliveto

Polpette rosse con all'interno capsule bluastre, sono state ritrovate nel territorio di San Marzano Oliveto, in luoghi abitualmente battuti da 'trifolao' che, con i loro cani percorrono il territorio alla ricerca del prezioso tartufo.

Bocconi avvelenati che avrebbero ucciso gli incolpevoli e preziosissimi animali, ma anche portato gravi conseguenze nell'ambiente.

Su segnalazioni i Carabinieri di Canelli insieme ai forestali hanno subito messo in pista la macchina per il contrasto a questa barbarie, esplorando  le tartufaie in regione Saline del Comune di San Marzano Oliveto, area dei maggiori ritrovamenti di bocconi sospetti. Nei prossimi giorni le ricerche saranno estese in altri comuni.

Sul luogo del ritrovamento è intervenuta, con il suo conduttore, un’unità cinofila antiveleno altamente specializzata proveniente dai cinofili del Gruppo Carabinieri Forestale di Cuneo.

La vera protagonista dell’attività è Kira, la femmina di pastore belga Malinois, addestrata alla ricerca di sostanze velenose che ha messo in sicurezza la vasta area teatro delle ricerche.

"Kira e gli altri cani delle unità cinofile antiveleno del Piemonte  - spiegano i carabinieri - sono addestrati nella ricerca di sostanze organiche e di sostanze chimiche. Il loro compito è quello di ricercare, anche in posti poco accessibili, bocconi sospetti e carcasse di animali. Ad ogni rinvenimento il cane antiveleno si limita a segnalarlo con un linguaggio codificato al proprio conduttore esperto, il quale deciderà se repertare quanto trovato e se farlo analizzare".

Una raccolta già difficile a causa delle scarse piogge estive, aggiunta alla pratica crudele e orribile dello spargimento bocconi avvelenati per colpire il principale artefice: il preziosissimo 'cane da tartufi' che, grazie all’olfatto finissimo ed al lungo addestramento riesce ad individuare e portare alla luce i preziosi funghi tanto ricercati dai buongustai di tutto il mondo.

Betty Martinelli

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