Politica | 20 settembre 2021, 09:00

Piera Bagnus (Lega): «Promuovere la bellezza per una Varese più vivibile e sicura. Radici per crescere, ali per volare»

La candidata al Consiglio comunale di Varese a sostegno di Bianchi sindaco porta avanti un progetto nuovo basato sui concetti di identità, educazione e cultura: «La cura dei luoghi della nostra quotidianità è fondamentale per tutelare la qualità della vita di tutti. Il turismo ha un potenziale ancora inespresso, bisogna investire e coinvolgere gli imprenditori»

Piera Bagnus (Lega): «Promuovere la bellezza per una Varese più vivibile e sicura. Radici per crescere, ali per volare»

Identità, educazione, bellezza, economia e turismo. Sono questi i capisaldi del progetto politico e amministrativo di Piera Bagnus, candidata consigliera nella lista della Lega alle prossime elezioni comunali di Varese a sostegno di Matteo Bianchi sindaco. Un progetto con una forte vocazione culturale, intensa nel senso più ampio del termine, perché l'educazione e il senso della bellezza sono elementi chiave per una città migliore, che sappia offrire benessere, opportunità e sicurezza. 

Concetti che Piera Bagnus, piemontese d'origine e varesina d'adozione, attinge dalla sua vita professionale e che sono diventati motore della sua scelta di scendere in campo. Dottore di ricerca in pedagogia, musicista innamorata dell’arte e della bellezza in tutte le sue forme, studiosa di politiche culturali in ambito nazionale ed internazionale, Piera Bagnus è infatti docente nell’Alta Formazione Artistica e Musicale, titolare di cattedra presso il Conservatorio di Novara, formatrice in vari contesti accademici ed autrice di numerose pubblicazioni.

Quella di Bagnus è una dichiarazione d'amore per quella che ora è la sua città «perché Varese... è Varese - spiega la candidata leghista - A Varese non sono nata, l’ho scelta dopo averla sorvolata in aliante. Ho conseguito il brevetto di pilota in Piemonte, dove sono nata, ma dopo aver guardato dall’alto il lago, la città immersa nel verde con la sua particolare conformazione, il Sacro Monte ed i colori del Monte Rosa al tramonto, ho deciso di stabilire la mia residenza proprio lungo le sponde del lago, a poca distanza da Calcinate e dall’Aero club cittadino intitolato ad Adele Orsi».

Occitana d’origine, insubre d’adozione, fortemente legata ai temi identitari, culturali ed educativi per Bagnus il volo ha un significato che va oltre quello letterale: «Potrei condensare la mia visione in uno slogan “Radici per crescere, ali per volare” - spiega la candidata consigliera -  Credo infatti sia fondamentale garantire alle nuove generazioni un terreno solido in cui affondare le radici e costruire la propria identità partendo dalla conoscenza della storia del proprio territorio, delle persone che l’hanno vissuto e di quelle che lo vivono, delle tradizioni presenti, di quelle raccontate e della lingua che le veicola, ovvero dal primo patrimonio che riceviamo in eredità».

«Un’identità consapevole, inoltre, permette di aprirsi al confronto con l’altro in modo costruttivo e di spiccare il volo, sognare in grande, guardare lontano e realizzare il proprio progetto di vita. Si attribuisce a Bernardo di Chartres una frase che ben si addice a quest’ottica: siamo come nani sulle spalle dei giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane…» continua.

Da qui la voglia di impegnarsi a livello civile e amministrativo: «Ho deciso di mettermi a disposizione della città - assicura - per condividere le mie competenze in ambito culturale ed educativo (mi occupo altresì di inclusione scolastica e sociale per le persone fragili), convinta che la rinascita di Varese debba passare attraverso un forte investimento in cultura, asset strategico che tutti i documenti internazionali più recenti indicano quale volano per la ripartenza dei territori. Per citarne soltanto due il Piano Nazionale di ripresa e Resilienza (PNRR) indica sin dalla Missione 1 (Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura) la necessità di investire nel patrimonio culturale per la prossima generazione, nella rigenerazione di piccoli siti culturali, nel patrimonio culturale religioso e rurale: le parole chiave strategiche non possono che essere digitalizzazione, sostenibilità, accessibilità. Il secondo riferimento con cui orienterei la progettualità culturale di Varese sono gli Indicatori per la cultura UNESCO nell’Agenda 2030 che individuano 22 obiettivi declinandoli nelle dimensioni Ambiente e resilienza; Economia e prosperità, Inclusione e Partecipazione; Saperi e Competenze».

A giorni (giovedì 23 settembre, ndr) ricorrerà il primo anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, più conosciuta come Convenzione di Faro. «E’ un documento prezioso a cui sono legata - spiega ancora Piera Bagnus - perché vi ritrovo i quattro elementi su cui ritengo andrebbe delineato un progetto culturale per la città: Identità, Educazione, Bellezza, Economia e Turismo. Sono elementi fortemente interconnessi che poggiano su due assunti fondamentali: “Il patrimonio culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che alcune persone identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni costantemente in evoluzione” e “una comunità patrimoniale è costituita da persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici del patrimonio culturale, che essi desiderano, nel  quadro di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future”».

«Da qui discendono gli obiettivi d’intervento che vorrei sostenere qualora venissi eletta in consiglio comunale - aggiunge la candidata - Prima di tutto il diritto a fruire del patrimonio culturale materiale ed immateriale, da coniugarsi con la responsabilità della sua conoscenza, tutela e valorizzazione, a cominciare da progetti con le scuole e le associazioni. Altro obiettivo è la promozione della bellezza, che a mio avviso deve partire dal decoro urbano quale bene primario della comunità locale, attraverso interventi rivolti a tutta la popolazione e finalizzati non solo alla cura dei beni di interesse storico, artistico ed ambientale, ma alla cura dei luoghi in cui si svolge la quotidianità, a tutelare la qualità della vita per tutti, a salvaguardare la sicurezza delle cittadine e dei cittadini».

Altro pilastro del programma della candidata consigliera è «il coinvolgimento delle realtà produttive ed imprenditoriali nelle politiche culturali e turistiche che rappresentano tutt’ora un patrimonio inespresso su cui investire per collocare Varese al centro di una rete di preziose relazioni nazionali ed internazionali perché – facendo il verso alla famosa sigla di Sanremo 1995 – “perché Varese… è Varese”». 

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