Cronaca | 21 novembre 2020, 07:11

Taggia: espropri in regione Bruxà, Terra di Confine replica "Animali in pericolo con il nuovo tracciato"

"La prosecuzione del tracciato comporterebbe la creazione di un argine fittizio che convoglierebbe le acque di un prossimo evento alluvionale, dentro il terreno che ci rimarrebbe, allagando le strutture e mettendo in pericolo gli animali che ospitiamo"

Taggia: espropri in regione Bruxà, Terra di Confine replica "Animali in pericolo con il nuovo tracciato"

"La prosecuzione del tracciato comporterebbe la creazione di un argine fittizio che convoglierebbe le acque di un prossimo evento alluvionale, dentro il terreno che ci rimarrebbe, allagando le strutture e mettendo in pericolo gli animali che ospitiamo".

E' quanto denunciato da Terra di Confine, l'associazione con sede a Taggia in regione Bruxà dove il Comune sta portando avanti un'opera di esproprio complessa per realizzare la strada necessaria a ripristinare la viabilità. Tra le tante proprietà coinvolte, c'è anche quella di questa realtà che si occupa da diversi anni del recupero di animali maltrattati e sottoposti a sequestro, oltre a prendersi cura di cani e a promuovere la falconeria. 

Il progetto comunale prevede di passare sul terreno gestito dall'associazione, espropriandone una porzione tale da impedire a Terra di Confine di poter continuare a svolgere le proprie attività, secondo quanto previsto dalla Legge. "Bisogna vedere se la ASL1 ci autorizzerà, in deroga, a proseguire l’attività con 470 mq in meno rispetto al minimo consentito - spiegano dall'associazione -. Dovevano essere 297 mq, ma il giorno di presa in possesso dei terreni, martedì 10 novembre scorso, ci hanno informato che si erano dimenticati di aggiungerne un pezzo, nella comunicazione di esproprio".

Rispetto a quanto detto dal sindaco Mario Conio, Terra di Confine ha replicato: "Ci teniamo a precisare che fra le nostre proposte alternative al progetto presentato dal Comune, non c’è mai stata quella riguardante la ricostruzione dell’argine, per farne strada, perché chiaramente consapevoli che si tratterebbe di intervento in zona di riassetto fluviale, ovvero zona in cui il piano di bacino dell’Argentina, prevedeva già da tempo interventi di sistemazione e messa in sicurezza. Le nostre proposte spostavano il tracciato al di fuori del nostro terreno, ubicandolo, peraltro, in una posizione già rialzata rispetto al piano campagna, compatibile con eventuali verifiche idrauliche e interessante una minore superficie da espropriare".

"Crediamo che si possa risolvere il problema - denunciano da Terra di Confine - senza impattare troppo sulle proprietà private ed evitando la chiusura di un’associazione che sembra considerata di serie “B” rispetto ad altre realtà, persino quelle di coltivazioni hobbistiche presenti in terreni limitrofi, o di terreni abbandonati da tempo. Sorvolando sul fatto che, in realtà, non ci è mai stato dimostrato tecnicamente, dal punto di vista ingegneristico, che le nostre soluzioni sono non percorribili, nonostante la richiesta via PEC di visionare tutta la documentazione progettuale, ci vogliamo soffermare sul fatto che la strada del primo lotto (dichiarata pressoché impermeabile a futuri eventi alluvionali) è rialzata rispetto al piano campagna di quote varianti fra 1,5 e 2,5 m, tranne che nel tratto finale verso valle, di raccordo con la strada d’argine. La sopraelevazione è buona garanzia di non inondabilità".

"Siamo altresì in attesa di una riunione - aggiungono da Terra di Confine - su proposta fatta dal sindaco stesso, con ASL1, Carabinieri forestali e altre istituzioni cui facciamo capo per l’attività di recupero, per fare il punto sulla nostra situazione. Doveva avvenire, per quanto ci è stato promesso, prima della comunicazione di esproprio, ma ad oggi ancora niente. Fin dall’inizio di questa situazione, abbiamo chiesto aree alternative, proposte dal Comune".  

"Ci è sempre stato risposto in modo informale - terminano - che erano dispiaciuti ma, salvo zone montane inadatte a ospitare le nostre strutture, il Comune non disponeva di nessun terreno adeguato. Siamo ben felici di constatare che, alla data dell’ultimo intervento del sindaco sulla vicenda, finalmente, il Comune ha qualcosa da proporci. Attendiamo fiduciosi una loro convocazione e i necessari sopralluoghi per visionare le aree compensative".

Stefano Michero

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