Politica | 18 ottobre 2020, 07:30

Nuovo Dpcm, dall'Europa nessuna ingerenza: "I Governi mantengano la loro responsabilità, ma servono coesione tra Paesi e misure coerenti"

Il rappresentante in Italia della Commissione Europea è chiaro su un aspetto: "Lavoreremo affinché venga garantita la libera circolazione dei cittadini"

Nuovo Dpcm, dall'Europa nessuna ingerenza: "I Governi mantengano la loro responsabilità, ma servono coesione tra Paesi e misure coerenti"

Mentre Governo e Regioni cercano di trovare la quadra per quelle che saranno le misure da adottare nel nuovo Dpcm, la cui pubblicazione è prevista al piùttardi questa sera, crescono le voci e gli interrogativi su quali limitazioni e quali imposizioni l'esecutivo potrà varare per contrastare la crescente ondata di contagi che quotidianamente interessa il nostro Paese.

Didattica a distanza e smart working sono considerate le priorità per diminuire il più possibile la circolazione delle persone sui mezzi di trasporto pubblico, mentre una serie di chiusure, come quelle dei locali a determinati orari o di alcuni sport di contatto, sembrano essere dietro l'angolo, pur se non prioritarie, nel secondo decreto nel giro di pochissimi giorni che il Governo Conte sta finemente ritagliando nella trattativa in corso in queste ore.

Proprio da una struttura sportiva ieri mattina, dopo aver premiato Carola e Vittoria, le due giovani "tenniste sui tetti" di Finale, ai nostri microfoni il rappresentante in Italia della Commissione Europea, Antonio Parenti, si è soffermato su cosa potrebbe cambiare nell'ormai sempre più imminente futuro e di come l'Unione Europea si sta ponendo nei confronti delle misure applicate dai singoli Stati.

"E' un momento difficile, ma siamo qui per ribadire l'importanza dello sport e del continuare a praticarlo - ha affermato l'esponente dell'organo continentale -, sempre nei limiti che imporranno le autorità locali. Si passerà però molto probabilmente a discipline individuali in questa situazione difficile e complicata per tutti, sportivi e non".

Ampi margini di manovra quindi alle iniziative dei membri dell'Unione nel contrastare la pandemia, ma con un principio tra i fondanti dell'Europa: "Non sta a me commentare le decisioni prese a livello nazionale perché le scelte in ambito sanitario vengono prese dai Governi - chiarisce Parenti -. L'Europa sta cercando di creare un minimo di coesione tra i vari Paesi affinché vi siano misure coerenti per non impedire, ad esempio, la libera circolazione delle persone, e su questo continueremo sicuramente a lavorare. A livello nazionale sono i Governi che sono responsabili e devono mantenere queste responsabilità, noi non possiamo che adeguarci alle loro richieste".

Mattia Pastorino

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