Politica | 15 settembre 2020, 16:28

Agroalimentare, turismo e sviluppo economico, il punto di vista di Valerio Ferrari (Italia Viva)

"Se non ci si da da fare ora, non si avrà mai un piano, una visione per il futuro, una ripresa costante e strutturata"

Agroalimentare, turismo e sviluppo economico, il punto di vista di Valerio Ferrari (Italia Viva)

"Da quando è iniziata la pandemia ad oggi le aziende agricole di tutta italia hanno subito una forte crisi. Aziende vitivinicole bloccate, ortaggi in diminuzione di consumi per problemi di collocazione, florovivaismo al collasso, olio e pesca stesso discorso e costi di smaltimento da sostenere. Se non ci si da da fare ora, non si avrà mai un piano, una visione per il futuro, una ripresa costante e strutturata. Qualche aiuto è stato dato, un po’ di export sta tenendo in vita la situazione che si è ripresa da pochi mesi, ma non è sufficiente. L’esperienza deve insegnarci che la nostra cultura agroalimentare, le grandi eccellenze Made in Liguria, hanno bisogno di essere maggiormente conosciute e sostenute".

Interviene in questo modo Valerio Ferrari, sindaco di Terzorio e candidato alle regionali 2020 con Italia Viva, che prosegue: "Mi riferisco in particolare all’olio extravergine Taggiasco e i vini di eccellenza, Rossese, Ormeasco, Granaccia, Vermentino, Pigato e Moscatello di Taggia; C’é bisogno, oltre a realizzare tutte quelle infrastrutture di cui si parla da anni, di dare una visione e progettare la Liguria di domani. Agroalimentare, turismo di qualità, servizi avanzati, questi sono i nostri asset strategici. Per questo il nostro programma guarda agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030, per creare lavoro, sostenibilità e benessere per la nostra regione, dove il ruolo di attore protagonista spetta al territorio. La Liguria, terra ricca di opportunità e con grandi potenzialità, deve investire per sostenere le proprie produzioni di qualità".

“Dire piccoli comuni, com’è noto - termina Ferrari - equivale a dire agricoltura di qualità. Non a caso il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni con meno di 5.000 abitanti, come conferma il recente studio Symbola-Coldiretti su “Piccoli comuni e tipicità”.  Scrive Lagambiente in “Scatti di Futuro”. Come fare? Sfruttando al meglio le opportunità di finanziamento del fondi europei, dove negli ultimi anni la Regione non si è dimostrata efficiente e investendo nella Ricerca, che possono essere asset strategici per lo sviluppo economico, agroalimentare, turismo e terziario avanzato".

Com.Po.El.

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