Cronaca | 30 giugno 2020, 10:58

Pestato a sangue davanti ai figli, morì dopo quattro anni di coma: in carcere i due fratelli che lo aggredirono

La Procura astigiana ha aperto un nuovo fascicolo per omicidio volontario ed emesso un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Adrian Betea, già condannato per l’aggressione consumata a Castiglione Tinella nel giorno di Pasquetta 2016. Agli arresti anche il fratello Valentin, rientrato dalla Romania per costituirsi

Pestato a sangue davanti ai figli, morì dopo quattro anni di coma: in carcere i due fratelli che lo aggredirono

Su richiesta del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Asti Giorgio Nicola, avallata dal Giudice delle Indagini Preliminari Giorgio Morando, sono stati sottoposti alla misura cautelare della detenzione in carcere Adrian e Valentin Betea, i due fratelli romeni già condannati alla pena di 8 anni di reclusione per il tentato omicidio messo in atto con l'aggressione consumata nella serata del 28 marzo 2016, giorno di Pasquetta, ai danni di Gorancho Georgiev, bracciante agricolo di origine macedone, al tempo dei fatti 39enne.

E’ questo l’importante sviluppo giudiziario seguito alla morte della vittima di quel pestaggio, sopraggiunta nel gennaio scorso, a quasi quattro anni dai fatti. Un tragico epilogo che ha comportato l’apertura, da parte della Procura astigiana, di un fascicolo a carico dei due aggressori per la più grave accusa di omicidio volontario, mentre un terzo fratello, che era stato condannato a un anno di reclusione per rissa, non potrà invece essere sottoposto nuovamente a processo essendo intanto la condanna passata in giudicato.

La nuova richiesta dei giudici astigiani si basa sull’esito della perizia che la Procura ha affidato al medico legale Francesco Romanazzi, che ha confermato il nesso causale tra la morte della vittima e un pestaggio dal quale l’uomo non si era più ripreso, ridotto in uno stato di coma vegetativo irreversibile che ne aveva richiesto il ricovero presso una struttura specializzata dai Marene.

Da qui il mandato di arresto eseguito nei giorni scorsi nei confronti di Adrian Betea, che ancora vive nella zona al confine tra il Cuneese e l’Astigiano, a pochi chilometri dall’abitazione di Castiglione Tinella dove si consumò l’aggressione e che tuttora ospita la famiglia della vittima, mentre il fratello Valentin, che intanto si era trasferito in Romania, è rientrato in Italia per costituirsi spontaneamente agli inquirenti.

"Confidiamo che a breve a carico dei due fratelli possa arrivare l’avviso di conclusione indagini e quindi il rinvio a giudizio per quella che rappresenta la più corretta imputazione di cui finalmente sarà chiamato a rispondere chi ha messo in atto quella condotta", commentano gli avvocati Gianluca Bona e Mattia Alfano, che rappresentano la famiglia della vittima, nel primo processo costituita parte civile, che rilevano anche come, fino a questo recente sviluppo, i due condannati in primo grado (rappresentati invece dall'avvocato astigiano Aldo Mirate) non avessero scontato un solo giorno di carcere, sottoposti unicamente ad alcuni giorni di arresti domiciliari immediatamente dopo i fatti e subito rilasciati.

L’AGGRESSIONE

Gorancho Georgiev venne aggredito a colpi di mazze e bastoni insieme all’amico Tony Fidancho, di fronte a tre dei suoi quattro figlioletti – il secondogenito 11enne e due gemelline di 7 anni –, che dal balcone di casa assistettero impotenti a quanto il padre stava subendo
A causa dei colpi subiti l’uomo precipitò in un coma dal quale non si riprese più, mentre anche l’amico riportò ferite gravissime: trauma cranico, fratture pluriframmentarie del femore.
Il tutto – accerterà poi il processo con rito abbreviato celebrato ad Asti – per futili motivi "condominiali" riguardo uno spazio condiviso. Furono i tre aggressori, tra l'altro, a contattare i Carabinieri per uno spazio, a loro dire, impropriamente utilizzato dai macedoni, mentre la rissa scoppiò una volta che gli uomini dell’Arma si erano allontanati dal luogo del diverbio.

La sentenza di primo grado pronunciata il 14 febbraio 2019 dal giudice Federico Belli dispose la condanna a 8 anni di reclusione per tentato omicidio e rissa – a fronte di una richiesta di 10 anni avanzata dal pubblico ministero Luciano Tarditi – a carico di Adrian e Valentin Betea, mentre il terzo fratello, Alin Florin, venne condannato a un anno per rissa, con la sospensione della pena. Il giudice dispose a carico dei tre condannati anche il pagamento di una provvisionale a titolo di risarcimento immediatamente esecutiva di 100.000 euro per la vittima, 100.000 euro a favore della moglie, 30.000 per Fidanko, 50.000 per ognuno dei quattro figli dell’uomo.

E. M.

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