Cronaca | 15 febbraio 2020, 10:30

Saluzzo, aveva chiamato i Carabinieri dicendo "mi stanno picchiando 200 africani": a processo per procurato allarme

I fatti risalgono al luglio 2018. L’imputato, con altri due amici, voleva scattare delle fotografie nell'area di via Lattanzi, nei pressi del capannone occupato abusivamente dai braccianti

Saluzzo, aveva chiamato i Carabinieri dicendo "mi stanno picchiando 200 africani": a processo per procurato allarme

Chi ci aveva chiamato aveva detto che lo stavano picchiando ‘200 africani’”.

E’ il racconto di un brigadiere della stazione dei carabinieri di Saluzzo, che la sera del 24 luglio 2018 si era recato presso il capannone in disuso di via Lattanzi, occupato in quel periodo abusivamente da migranti.

Quando arrivammo sul posto c’era molta confusione. Dapprima ci venne incontro un ragazzo che sembrava tranquillo e non aveva addosso segni di colluttazione”, ha continuato il brigadiere.

In seguito era sopraggiunto G.D.C. urlando ‘dove c. eravate mentre mi stavano picchiando’, e lo abbiamo dovuto separare dagli altri per evitare una rissa. Non aveva i vestiti strappati o segni di percosse, né ha detto dove e come fosse stato picchiato Gli abbiamo chiesto i documenti ma lui si è rifiutato di consegnarceli. Era arrivata anche la madre per portarlo via. Si è poi allontanato solo dopo ripetute insistenze, dicendomi ‘te la faccio pagare’”.

Il militare è stato sentito come testimone nel processo che vede il saluzzese G.D.C. accusato di procurato allarme, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di dichiarare le proprie generalità. Con lui c’erano altri due amici con i quali voleva scattare delle fotografie che nelle loro intenzioni avrebbero dovuto testimoniare il degrado del quartiere.

Il ragazzo che era con D.C. ha riferito di essersi preso un pugno alla schiena mentre scappava dagli africani, uno dei quali gli avrebbe anche puntato un coltello alla gola. Ma non aveva sporto nessuna denuncia. Anche l’altro amico ha detto che volevano fotografare il sito ma di essere corso via mentre cinque o sei migranti lo stavano inseguendo.

Una guardia giurata ha riferito che mentre stava passando nella via alcuni ragazzi africani lo avevano fermato: “Erano in una cinquantina, dissero che dei ragazzi gli stavano scattando delle foto e li insultavano, e volevano che chiamassi i carabinieri”. Neppure lui avrebbe assistito a colluttazioni.

L’udienza è stata rinviata al 12 maggio per l’esame dell’imputato e la discussione.

redazione

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