Il Nazionale

Cronaca | 18 marzo 2026, 19:44

Crack Egea, Alba chiederà di costituirsi parte civile nel processo: "Evidenti i danni per il Comune"

Domani l’udienza preliminare con la quale si deciderà sul rinvio a giudizio di Pierpaolo Carini e altri tre manager del gruppo. Primo azionista pubblico col 5,18%, nell’ottobre 2024 il Municipio decise di uscirne accantonando fondi a copertura di una perdita stimata in 2,3 milioni

Crack Egea, Alba chiederà di costituirsi parte civile nel processo: "Evidenti i danni per il Comune"

C’è anche il Municipio albese tra i soggetti che chiederanno di costituirsi parte civile nel processo sul crack Egea.   

La decisione è contenuta in una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta del sindaco Alberto Gatto, documento col quale l’Ufficio Affari Legali propone di autorizzare lo stesso primo cittadino a rappresentare il Comune nel procedimento penale che avrà inizio con l’udienza preliminare in programma domani, giovedì 18 marzo, in camera di consiglio presso il palazzo di giustizia di Asti (leggi qui).

La gup Victoria Dunn dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nel novembre scorso dalla Procura della Repubblica di Asti, che con la procuratrice aggiunta Laura Deodato ha richiesto il doversi procedere nei confronti di Pierpaolo Carini, presidente del comitato di gestione e amministratore delegato della multiservizi finita in dissesto, e di altri tre manager della stessa.

"Secondo la Procura di Asti – si ricorda nella delibera del Comune di Alba – 'le anomalie rilevate in merito ai ratei attivi, ai crediti verso clienti e agli strumenti finanziari derivati, hanno generato nei bilanci di Egea Srl e, a cascata, in quelli di Egea Spa nonché nei consolidati, evidenti irregolarità che ne hanno falsato la rappresentazione veritiera e corretta'. Sono pertanto evidenti i danni ravvisabili per il Comune di Alba a seguito dei sopra descritti reati".

"La costituzione di parte civile – si aggiunge – è finalizzata a richiedere il risarcimento dei gravi danni patiti dalla Città di Alba, sotto il profilo patrimoniale e non patrimoniale, a seguito dei reati contestati e dei fatti indicati nelle imputazioni elevate dall’ufficio del pubblico ministero, avanzando al riguardo ogni opportuna domanda".

Stante la complessità e specialità della vicenda, è stato consultato l’avvocato Stefano Campanello, professionista esperto in materia penale, che ha già affrontato processi analoghi nonché analizzato e approfondito la posizione degli azionisti pubblici e privati di Egea Spa, affinché rediga e depositi nel procedimento in oggetto atto di costituzione di parte civile, rappresenti e difenda l’ente quale parte civile nel giudizio. Nella predisposizione degli atti e nello studio del fascicolo il l’avvocato Campanello verrà affiancato dalla collega Elisabetta Maccagno dell’Avvocatura interna.

Prima che la multiservizi controllata da Pierpaolo Carini finisse in dissesto (insieme alla famiglia l’imprenditore ne deteneva un pacchetto di azioni superiore al 60%), il Comune di Alba ne era il primo azionista pubblico con una quota pari al 5,18%.  Il 30 ottobre 2024 il Consiglio comunale albese approvò all’unanimità una delibera sulla relazione delle proprie società partecipate in cui veniva illustrata la decisione di dismettere le propria partecipazione nella Spa approvando una contestuale variazione di bilancio finalizzata a realizzare un accantonamento pari a 2.301.134,45 euro. "La somma – si era spiegato – equivale al 5,18% (quote del Comune in Egea S.p.A) della riduzione del valore del capitale sociale della società".

Ezio Massucco

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