Cronaca | 15 gennaio 2020, 18:22

In tribunale a Cuneo primi testimoni nel processo che vede tra gli imputati la madre di Matteo Renzi

Con lei altre 5 persone accusate a vario titolo per concorso in bancarotta fraudolenta e false fatturazioni

In tribunale a Cuneo primi testimoni nel processo che vede tra gli imputati la madre di Matteo Renzi

La società cuneese “Direkta” srl con sede a Sant’Albano Stura, che aveva come attività principale la distribuzione di volantini, fu dichiarata fallita nel maggio 2014. Dopo aver raggiunto un volume d’affari ragguardevole di 3 milioni di euro, in breve tempo subì un tracollo finanziario al quale concorsero crediti diventati inesigibili nei confronti dei committenti, che a loro volta si trasformarono in debiti nei confronti dei fornitori, e un investimento sbagliato nell’affitto di un’azienda toscana che gestiva un quotidiano gratuito.

La gestione del volantinaggio funzionava in questo modo: la grande distribuzione appaltava il servizio alla “Eventi6” che a sua volta subappaltava a “Direkta” che subappaltava a numerose cooperative, molte delle quali riferenti allo stesso M.P. e che avevano infatti sede a Sant’Albano Stura.

“Eventi6” non pagava la “Direkta” che a sua volta non pagava le cooperative, le cui buste paga presentavano varie irregolarità pari a un danno stimato per l’INPS di circa 2 milioni di euro.

M.P., amministratore della “Direkta” srl, ha patteggiato a fine luglio 2018 la pena di 1 anno e 8 mesi per l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale distrattiva. P. è stato condannato anche a 2 mesi di reclusione con rito abbreviato per reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e falsità in denunce previdenziali obbligatorie.

Chiamati a rispondere a vario titolo di concorso in bancarotta fraudolenta, false fatturazioni, omissione del versamento di contibruti davanti al tribunale di Cuneo sono sei imputati, fra i quali spicca Laura Bovoli, madre dell’ex premier Matteo Renzi, già amministratrice della “Eventi 6” srl, che era fra i fornitori della “Direkta”.

Secondo l’accusa mossa dal pm Pier Attilio Stea la “Eventi 6” nel 2012 avrebbe riqualificato con la causale “per penali e disservizi” altrettante precedenti note a credito a titolo di storno fatture emesse da P. al fine di eludere le richieste di pagamenti di alcuni fornitori. Fra i quali c’erano anche quattro cooperative gestite da Giorgio Fossati, dalla cui denuncia partirono le indagini, e che si è costituito parte civile nel processo, insieme all’INPS e al fallimento “Direkta”.

Gli altri imputati sono i commercialisti F. P. e B. P. che avrebbero concorso con artifizi contabili nel crac della società di Provenzano, l’ imprenditore P. B., amministratore della “Gest Espaces” srl di Carmagnola, V. M. e D. S. amministratori di società collegate a M.P.. Di tutti era presente il solo P.B.

Durante la lunga udienza di oggi hanno testimoniato il curatore fallimentare della “Direkta”, un ispettore dell’INPS, e uno dei finanzieri che partecipò alle indagini.

Nella prossima udienza, rinviata al 5 febbraio, proseguirà l’esame del luogotenente della Guardia di Finanza e sarà sentito anche M.P..

Monica Bruna

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