Leonardo Mordenti non conosce la paura.
3 anni, 8 mesi e 13 giorni dopo il palaghiaccio è in piedi e ai piedi del portiere varesino ventiduenne: di nuovo titolare, vincente ed Mvp a distanza di 1.351 giorni, Leo racchiude il senso di essere Mastini. Il tempo può passare, o non passare mai, eppure se sei disposto a prendere a pugni anche i muri e il destino per una fede e un amore così grandi, se resisti a tutti e a tutto, se addormentandoti sogni per quasi quattro anni di difendere la porta della tua casa, della tua vita e della tua città alla fine - con l'aiuto dei tuoi compagni e della tua gente - ce la fai.
Leo, stasera, ce l'ha fatta ed è, ancora di più e per sempre, uno di noi. Lo è stato in tutta la partita, difeso dalla tattica perfetta di coach Rich con quei bastoni, quei gambali e quei corpi che s'immolavano davanti alla porta (tutti difensorti, tutti portieri, tutti per Leo e Leo per tutti) e dal sacrificio dei compagni sopravvissuti all'ecatombe di infortuni, arrivano a un passo dallo shootout (fino al 51' si era sul 5-0) e poi davanti al gruppo nel giro di pista finale più bello, dopo una partita di grandi parate. Commoventi, per gente come noi a volte da "Libro Cuore", il passaggio del premio di Mvp a furor di popolo consegnato a papà Max in panchina, un passaggio di mano in mano tra due persone di un'umanità, una sensibilità e una generosità immense, così come il passaggio davanti alla panchina dove tutte gli infortunati (Vanetti, Musa, Bastille, Glasman, Peterson e Franchini, assente per la partita e arrivato nel finale al palaghiaccio, ma da giovedì in Coppa sarà al suo posto) si sono uniti per accogliero. Ecco la squadra, ecco i Mastini.
Ed ecco l'impossibile che, qui, è sempre possibile. Togliete Bastille e Glasman (27 punti in due fin qui), togliete Franchini (5 punti in 4 gare), Musa, Peterson, il capitano Vanetti, il portiere Filippo Matonti in azzurro (ma mancava pure Glasman) e chiedetevi come si può con uno squadrone di assenze simili vincere contro chi arrivava da una vittoria sul Caldaro. Si può se hai dentro qualcosa, se hai un gruppo, se hai un'idea vincente e se ti chiami Varese. Si può perché perfino otto assenze sono poco se sei ricco di molto altro. E se da quel 25 febbraio 2023 (Varese-Pergine 4-2) un omino piccolo così con il numero 34 sulla schiena diventa un gigante sostenuto dalla spalle, e dal cuore, di tutti.
Restano il ricordo di Misha Vassiliev, signore del ghiaccio per due anni maestro nell'attacco della Shimano (dal 1992 al '94 57 punti di pura classe in giallonero), nel minuto di silenzio iniziale, la sensazione che il tempo lavori per i Mastini - man mano che gli infortunati rientreranno, chissà dove potranno arrivare - e un pensiero finale. «Se vinciamo stasera, devi tornare» avevamo detto a Diego Trogher, sponsor giallonero, prima del via. Ora la promessa va mantenuta.
Atto III° - Un cuore e un Mordenti grandi così (6-2)
Polvere di una partita sotto la stella di Leo Mordenti e dello spirito dei Mastini che, come sempre, quando vengono dati per morti, uccidono il nemico e chi osa pensarlo. De Toni parte dalla blu e va a insaccare il 5-0, prima che il palaghiaccio si alzi ad applaudire Leo Mordenti nel momento in cui subisce il primo gol: una scena piena di riconoscenza e amore a cui non ricordiamo di aver mai assistito. Due legni ospiti, Michael Mazzacane che serva a Piroso il 6-1 prima del seondo gol ospite quasi sulla sirena anticipano la festa in via Albani con il numero 34 laggiù, sommerso dal popolo giallonero. Mai ovazione fu più meritata.
Atto II° - Tutti per Leo, Leo per tutti (4-0)
Dopo i tuoni del primo tempo, il vento giallonero si concentra in difesa e spazza via ogni pericolo davanti alla porta di un commovente Leo Mordenti (ogni parata, un applauso). Sono questi anticipi, questa capacità di difendere con corpi, mazze, gambe e cuore il proprio portiere, che non giocava da , ad esaltare lo spirito giallonero.
Arriva anche il poker di Girardi (che acquisto super) che bevendosi metà pista assistito da Lenta va a fondersi sotto il delirio della curva nord (4-0), mentre Crivellari stampa il terzo palo di serata per i padroni di casa, ma lo spettacolo di questa ripresa è tutto là dietro, dalle parti di Leo che para, para e para ancora. E, ad ogni intervento, palaghiaccio e compagni sono lì a proteggere, a spingere, a vivere su quella minuscola riga di porta insieme al portiere del Varese.
Atto I° - Un 3-0 da stropicciarsi gli occhi
Una squadra in trance totale schaccia il Fiemme per venti minuti con armonia, furia, ritmo, gol (3), pali (il primo colpito da Girardi, il secondo sul tiro da fuori dsi Schina) e tutto ciò che devono fare in una partita di hockey i Mastini ideali di ogni tifoso.
I gol: Piroso-Girardi-Piroso con Pizzo, indiavolato, che mette dentro di rabbia il rimbalzo davanti alla porta (1-0), Girardi raddoppa schiacciando in rete come se fosse un pivot dopo 16 secondi di power play sul tiro di Marcello Borghi (2-0), Marcello Borghi completa il tutto confezionando un gol capolavoro - alla Marcello Borghi - facendo qualche passe oltre la blu centralmente e scaraventando il disco prima sul legno e poi in rete (incenerita: è il 3-0). Furia giallonera.
Unico lampo ospite: Zerbetto tira fuori l'1-1 in uno contro zero su un disco perso a metà pista. Ma di fronte alla decina di occasioni del Varese è poca cosa.
Varese-Fiemme 6-2 (3-0, 1-0, 2-2)
Reti: 3’11” Piroso (Borghi, Girardi) 1-0, 15’44” Girardi (Makinen, De Toni) in sup. 2-0; 17’19” Borghi (De Nardin) 3-0; 36’25” Girardi (Lenta) 4-0; 40’31” De Toni (Schina, Borghi) 5-0, 51’58” De Baldo (Felicetti, Pezzetta) 5-1, 59’06" Piroso (Mazzacane, Schina) in inf. 6-1, 59’37” Cassibba (Felicetti) 6-2.
Varese: Mordenti (Frigerio); Schina, De Nardin, Piroso, Borghi, De Toni; Makinen, Marco Matonti, Girardi, Mazzacane, Terzago; Taufer, Anselmino, Crivellari, Lenta. Coach: Dave Rich
Fiemme: Tononi (Roedel); Vasjonkin, Tessadri, Moucka, Ojala, Weber; Calovi, Caenazzo, De Baldo, Chelodi, Odorizzi; Pezzetta, Felicetti, Zerbetto, Cassibba, Vanzetta; Spacil, Mazza. Coach: Loris Vincenzi
Arbitri: Thomas Formaioni, Riccardo Pignatti (Aris Biaggi, Fabio Zen)
Note - Tiri Va 29, Fi 47. Penalità Va 6', Fi 6'. Spettatori: 894.
10ª giornata
Varese-Fiemme 6-2, Fassa-Aosta 3-4 all'overtime, Pergine-Valpellice 5-2, Val Pusteria Junior-Feltre 2-4, Caldaro-Alleghe 4-3. Riposo: Appiano.
Classifica
Aosta 26. Caldaro 24. Appiano 18. Varese 15. Fassa* 14. Alleghe 12. Valpellice 9. Feltre 11. Fiemme 8. Val Pusteria Junior 7. Pergine 6. *una in più
11ª giornata - Sabato 14 novembre
Feltre-Pergine (19.30), Fiemme-Val Pusteria Junior (19.30), Aosta-Caldaro (20), Alleghe-Appiano (20.30), Valpellice-Varese (20.30). Riposo: Fassa.
Coppa Italia
Quarti
(andata giovedì 12 novembre - ritorno giovedì 19): Caldaro-Feltre, Aosta-Fiemme, Varese-Alleghe e Pergine-Appiano (giocano il ritorno in casa Caldaro, Aosta, Varese e Pergine).
1ª giornata di ritorno - Sabato 21 novembre
Appiano-Varese (ore 19)
Il giro di pista più bello: Leonardo Mordenti in trionfo



























































