Ha preso il via, davanti al tribunale monocratico di Cuneo, giudice Giulia Elena Mondino, il processo a carico di un uomo di 50 anni accusato di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento seguito da incendio e tentata estorsione ai danni dell'anziana madre. I fatti si sarebbero consumati in Valle Tanaro, dove l'imputato era stato ospite in casa della donna per circa un anno e mezzo, tra il 2024 e il 2025.
Al centro della prima udienza c’è stata la drammatica testimonianza della madre, un'ultraottantenne esasperata che ha deciso di denunciare il figlio dopo mesi di vessazioni, culminate in un incendio scoppiato nella cucina dell'abitazione.
La testimonianza dell'anziana ha delineato un quadro complesso, fatto di affetto filiale ma distrutto dalla dipendenza dall'alcol. “Lui viveva con la moglie, poi si è separato ed è venuto a stare con me nel 2024; è andato via nel 2025. Il nostro rapporto era buonissimo, tranne quando si ubriacava: quando stava a casa era come un santo, ma andava a bere fuori e, quando tornava ubriaco, mi insultava”, ha raccontato la donna in aula.
Secondo il suo racconto, le tensioni non sarebbero mai sfociate in violenze fisiche, ma in pesanti insulti, minacce e devastazioni materiali. Spesso ubriaco, l'uomo avrebbe scagliato la propria ira contro gli arredi della casa: tra gli episodi citati, una sedia e un telefono rotti, e una porta a vetri mandata in frantumi.
Al centro della contestazione della tentata estorsione ci sarebbero le continue richieste di soldi per alimentare il vizio dell'alcol. L'anziana ha ammesso di avergli dato periodicamente somme da 10 o 20 euro alla volta, arrivando a spendere in totale circa 5-6 mila euro, e di essere persino dovuta andare a saldare i debiti lasciati dal figlio nei bar locali: “wra lui ad avvisarmi che aveva lasciato da pagare”.
Quando i rifiuti della madre si facevano fermi, la situazione degenerava: “diceva che avevo fatto morire mio marito, mi insultava e diceva che non ero proprietaria di niente”, ha riferito l'anziana tra le lacrime, ricordando anche offese gravissime subite: "puttana torna al tuo paese".
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'incendio divampato in cucina, considerato dagli inquirenti di origine dolosa, tesi avvalorata dal rinvenimento sul posto di una bottiglietta d'alcol. “Non so perché ha dato fuoco”, ha dichiarato la madre. “Era davanti alla stufa a legna, ma non è stata la stufa: è stato lui che ha buttato qualcosa”.
Quel grave episodio ha spinto la donna a cacciarlo di casa. Attualmente, a seguito dei provvedimenti disposti dall'autorità giudiziaria, l'uomo è sottoposto al divieto di avvicinamento alla madre. Con un misto di dolore e rassegnazione, l'anziana ha concluso: “Adesso credo sia a Torino, farà il barbone”.
Il giudice ha aggiornato il processo al prossimo 16 novembre per l’audizione degli altri testimoni dell’accusa.












