L'ordigno bellico da 230 chili ritrovato lo scorso 23 ottobre su uno dei cassoni della nuova diga foranea di Genova sarebbe finito nell'area di cantiere dopo essere stato recuperato accidentalmente durante le operazioni di dragaggio nel porto. È quanto emerge dalla relazione di diciassette pagine trasmessa dalla Capitaneria di porto alla Procura di Genova, che ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza indagati né ipotesi di reato, coordinato dal pubblico ministero Andrea Ranalli.
Secondo la ricostruzione, la bomba sarebbe stata prelevata dal fondale del canale di Sampierdarena, all'altezza di calata Bettolo, durante le attività di recupero del materiale utilizzato per riempire i cassoni della nuova infrastruttura. L'ultima operazione di dragaggio nella zona risalirebbe al 29 settembre, quasi un mese prima del ritrovamento.
A individuare l'ordigno sarebbe stato il capo cantiere, che avrebbe immediatamente avvisato le autorità. Restano però da chiarire le circostanze che hanno consentito alla bomba di arrivare sul cassone senza essere intercettata dai sistemi di controllo.
Il materiale recuperato dai fondali viene infatti sottoposto a scansioni attraverso appositi robot, che in questo caso non avrebbero segnalato la presenza di elementi ferrosi. Stando a quanto ricostruito, le operazioni di scavo sarebbero proseguite a una profondità superiore a quella prevista, causando alcuni cedimenti del fondale e il conseguente recupero di ulteriore materiale, tra cui l'ordigno.
Nel frattempo, si lavora alla pianificazione delle operazioni di brillamento. Nelle scorse ore si è tenuta una riunione tecnica tra Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale e struttura commissariale per definire le modalità di intervento e le tempistiche. L'operazione potrebbe iniziare il 4 o il 5 novembre, compatibilmente con le condizioni meteomarine, e dovrebbe svolgersi a circa un miglio dalla costa.
Il ritrovamento non ha comportato la sospensione generale dei lavori della nuova diga. Come già dichiarato dal presidente della Regione Liguria e commissario straordinario Marco Bucci, le attività di cantiere sono proseguite regolarmente. A confermarlo anche Webuild, società aggiudicataria dell'appalto, che ha precisato come le lavorazioni siano state interrotte esclusivamente all'interno dell'area di sicurezza individuata nel raggio di 400 metri dall'ordigno.












