Il Nazionale

Cronaca | 30 ottobre 2026, 15:32

I finti bandi europei e il raggiro "diabolico" che ha distrutto la vita di due imprenditori onesti: inflitti 3 anni di carcere a un consulente accusato di truffa

Condannato il piacentino Filippo Turci. Promesse di finanziamenti fantasma, carte false e un buco da 600mila euro avrebbe travolto una famiglia del Saluzzese: i dettagli del processo

I finti bandi europei e il raggiro "diabolico" che ha distrutto la vita di due imprenditori onesti: inflitti 3 anni di carcere a un consulente accusato di truffa

"Una vicenda umana che può essere definita devastante. Siamo davanti a un dramma umano che va al di là delle somme sottratte: questa famiglia è stata travolta da uno tsunami di debiti senza sosta". Così in un passaggio della requisitoria, il pm Luigi Dentis ha ripercorso la totale rovina di una famiglia che oggi ha visto condannare un sedicente consulente,  Filippo Turci, 38enne originario di Piacenza e titolare della Terabyte S.r.l.s., a  3 anni di reclusione e 2mila euro di multa per truffa continuata. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Cuneo, Elisabetta Meinardi.

Sullo sfondo c'è l'incubo vissuto da due imprenditori del Saluzzese, titolari di un'attività sportiva motoristica. Il loro sogno era grande e genuino: ottenere finanziamenti tramite bandi pubblici per acquistare i terreni di cui erano già affittuari e dare vita a un nuovo, maestoso impianto sportivo. Ma tra l'8 giugno e il 19 ottobre 2022 si sarebbero imbattuti nella trappola ordita da Turci, smascherata solo grazie al lavoro d'indagine condotto dai Carabinieri di Barge.

In aula, il pm - che aveva chiesto una condanna a 3 anni e 9 mesi e 1.800 euro di multa-  ha ripercorso con toni drammatici la discesa agli inferi delle vittime: "Dal sogno di attuare questo progetto sono piombati sulla terra e si sono fatti malissimo. Non parliamo solo dei 15 mila euro presi direttamente, ma di quasi 600 mila euro di debiti derivati che gli hanno letteralmente stroncato la vita. Questa coppia non ha più la libertà di progettare nulla: hanno tre figli piccoli e gli è stata rubata ogni possibilità di futuro, costretti a vivere solo per pagare rate e debiti senza fine».

Un inganno dalla spietata regia, marchiato da una condotta definita "diabolic": finti contatti con banche, crediti fantasma e una montagna di documenti falsificati. "L'imputato ha sempre millantato rapporti mai esistiti per costruire la cornice di questo raggiro. Ha preso in giro persino il suo precedente difensore — ha incalzato l'accusa —. Ha vissuto e continua a vivere con il metodo dell'inganno, prosciugando le sue vittime un po' alla volta e distruggendo le loro esistenze"».

Parole a cui hanno fatto eco quelle del legale di parte civile, l'avvocato Ruggero Marta, che ha dipinto il ritratto di una vita andata in frantumi: "È una vicenda drammatica. Il loro era un progetto stupendo, non ideato solo per un ritorno economico, ma pensato per le famiglie e per la comunità. Si sono fidati di questo sedicente consulente, dall'aspetto belloccio e dai modi affabili, che gli ha rovinato l'esistenza. Li ha illusi facendogli compilare una serie infinita di carte, moduli e business plan al solo scopo di simulare un lavoro mai iniziato. Nessuno dei testimoni lo conosceva, nessuna banca ha mai ricevuto una singola istanza per quei bandi: era tutto, tragicamente, falso. Questa famiglia ha visto andare in fumo il proprio futuro".

La difesa, rappresentata dall'avvocato Paolo Monica, durante la propria arriga ha richiesto al Tribunale le attenuanti generiche e il minimo della pena facendo forza su un parziale rimborso di 5 mila euro. Il giudice, però non ha concesso nessuna attenuante, visto anche la recidiva specifica e reiterata contestata, e ha disposto inoltrela revoca immediata della sospensione condizionale della pena, beneficio di cui Turci godeva in seguito a una precedente condanna inflitta dalla Corte d'Appello di Bologna. 

In attesa che la quantificazione integrale del danno venga definita in sede civile, il Tribunale ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 35.000 euro che Turci dovrà versare subito alle sue vittime.

Angela Panzera