Studenti e studentesse da una parte, lavoratori del porto dall’altra.
Un corteo che si unisce per dire no alla guerra e per ribadire le difficoltà che la società sta affrontando con persone sempre più povere, il diritto alla casa e alla salute non garantiti e politiche sociali che minano la società stessa.
La grande mobilitazione di oggi con lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) sta portando in piazza migliaia di persone.
Dopo i primi blocchi portuali arrivati questa mattina, intorno alle 9,30, gli studenti hanno invaso via Balbi e l’hanno percorsa con slogan contro il governo Meloni e contro le scelte dell’esecutivo in tema di istruzione, sanità e guerre.
Poco dopo le 10 i due cortei si sono riuniti in piazza Acquaverde, dove è previsto il concentramento prima dell’avvio della grande marcia verso il porto.
Matilde Peristinotto, portavoce degli studenti, ha ribadito qual è il loro punto di vista: “Gli studenti chiedono basta finanziamenti alla guerra e più finanziamenti alla scuola. Le scuole sono diventate delle caserme sia per tutte le riforme del governo Meloni, quindi reazionarie, razziste, eccetera. Quello che emerge più di tutto è un definanziamento totale di ogni settore pubblico, scuola compresa, quindi al fianco dei lavoratori che sentono questa crisi tanto quanto noi, questo carovita e al fianco dei nostri insegnanti. Come studenti chiediamo finanziamento alla scuola pubblica, conversione dei 14 miliardi nella guerra al settore pubblico e basta con le politiche di stampo fascista, razziste come il nuovo decreto della scuola e a tutte le politiche reazionarie che ci chiudono spazi di dibattito e ci impediscono di vivere la scuola come dovremmo”.
Sull'impatto generazionale della crisi e sul legame diretto tra scuola e mondo del lavoro, la portavoce ha ribadito: “Siamo i lavoratori di domani, lo vediamo già con i nostri genitori che fanno fatica ad arrivare a fine mese, con le scuole in cui manca personale, con gli insegnanti che vivono uno stato di sfruttamento e precarietà e lo vediamo perché saremo noi quelli che lavoreranno domani e quelli che subiranno questo caro vita tanto quanto gli insegnanti oggi”.
La manifestazione degli studenti si salda direttamente con il presidio dei lavoratori portuali del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali. Il rappresentante dei portuali Josè Nivoi ha ribadito con fermezza l'intenzione di proseguire le azioni di protesta e il blocco all'interno dello scalo commerciale: “Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo in corteo, entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra, perché sta diventando sempre più casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, di chi sta a Singapore o di chi sta a Taiwan”.

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