Dal Campus Einaudi occupato gli studenti di giurisprudenza, scienze politiche e scienze economico-sociali hanno spiegato a fondo le loro ragioni e le richieste alle istituzioni. "Abbiamo deciso di occupare per dare un segnale chiaro che noi contiamo, siamo tanti, possiamo esprimere una forza e rivendicazioni concrete su decisioni che troppo spesso vengono prese senza di noi e contro di noi" dice Fabio, uno dei portavoce dell'Assemblea CPS.
All'assemblea hanno partecipato più di 400 persone, e da lì la decisione di occupare il Polo universitario e impedire le lezioni regolari. Al loro posto laboratori, pranzi sociali, musica e incontri con alcuni professori che hanno sostenuto le motivazioni alla base dell'occupazione. "Siamo qui per solidarizzare con gli studenti" spiega Valentina Pazè, professoressa ordinaria di Filosofia Politica. "Siamo una ventina: pensiamo che sia un momento drammatico in cui siamo costretti a un di più di di riflessione, di approfondimento e siamo qui su invito degli studenti. Li ascoltiamo perché ogni tanto c'è un'esplosione di rabbia e non si capisce da dove venga e perché siano arrabbiati. È importante per noi docenti di scienze sociali avere un confronto di questo tipo".
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Meno soldi alla guerra e più all'istruzione. E a Unito: "Rivedere l'accordo con Confindustria"
L'assemblea degli studenti ha preparato un vero e proprio documento con le loro rivendicazioni, partendo da meno soldi alla guerra e più a istruzione, ricerca e sanità. "Chiediamo la fuoruscita dello Stato italiano dall'accordo Nato che prevede il 5% del PIL speso in difesa - spiegano - e la sottrazione dal piano di riarmo europeo, che noi vediamo come una preparazione alla guerra totale. Questi soldi sarebbero invece importanti per settori centrali come l'università, la ricerca, l'istruzione e la sanità".
All'Università di Torino la richiesta è di rivedere l'accordo firmato recentemente con Confindustria sulla transizione studio-lavoro. Un'intesa che punta a avvicinare università e imprese ma che per gli studenti rischia di favorire aziende impegnate nella robotica o nello sviluppo di IA, settori a rischio dual use bellico.
In arrivo l'occupazione di Palazzo Nuovo?
Domani è previsto un incontro con la rettrice Cristina Prandi e il prorettore Gianluca Cuniberti su questi temi e sul proseguio dell'occupazione. "Proveremo ad andare avanti fino alla manifestazione di venerdì" hanno informato gli studenti. E intanto domani alle 18 ci sarà un'assemblea a Palazzo Nuovo: altra occupazione in arrivo?
Gli studenti dell'Assemblea CPS hanno infatti lanciato un appello ai colleghi delle altre università: "Speriamo in una mobilitazione da parte di tutti i settori dell'università, ma anche fuori, per dare una mobilitazione complessiva che dia finalmente una spinta a questo governo che ci sta portando al collasso, alla crisi e alla guerra".

La nota dell'Università: lezioni sospese fino a sabato, esami e prove spostate in altre strutture
L'Ateneo intanto ha comunicato la sospensione ufficiale delle lezioni fino a sabato compreso, e lo spostamento di esami e prove. La nota:
"A seguito dell’occupazione del Campus Luigi Einaudi, le attività didattiche programmate presso il Campus sono sospese per tutta la settimana (fino a sabato 31 ottobre compreso). Fanno eccezione le prove di valutazione, come esami, prove in itinere e analoghe verifiche, che si svolgeranno in altre strutture dell’Ateneo, secondo le indicazioni comunicate attraverso le piattaforme dedicate. Il personale tecnico-amministrativo lavorerà da remoto oppure sarà temporaneamente assegnato ad altre sedi.
L’Ateneo ha aperto un canale di dialogo con le/gli studenti e segue con attenzione l’evoluzione della situazione, auspicando che vengano ripristinate al più presto le condizioni per la regolare ripresa delle attività didattiche, nell'interesse dell'intera comunità universitaria".

Tutte le rivendicazioni
Di seguito tutte le richieste lanciate dagli studenti in assemblea:
Al Governo chiediamo:
- La sottrazione dell’Italia dall’accordo firmato con la NATO nel quale si impegna a raggiungere un investimento pari al 5% del PIL nel comparto della difesa entro il 2035 e la sottrazione dal piano ReArm Europe.
- Reinvestimento dei suddetti fondi destinati al bellico in istruzione, ricerca e sanità.
- Il ripristino del taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi complessivi.
- Il congelamento degli affitti, il blocco degli sfratti, l’impossibilità di commutare i contratti di locazione da lungo a breve termine.
- La modifica del Codice degli appalti, affinché ci sia una progressiva internalizzazione dellз lavoratorз, a partire dalle università.
- Un maggiore investimento nel Fondo di Finanziamento Universitario.
Al Ministero dell’Università e della Ricerca chiediamo:
- Che il 96% dei 33mila studentati costruiti coi fondi PNRR, attualmente in mano ai privati, vengano posti sotto l’ente pubblico, uscendo dal circuito del mercato immobiliare. Chiediamo inoltre che vengano resi disponibili gli altri 27mila posti letto promessi dal PNRR e non ancora realizzati.
- La modifica dei criteri di premialità nella distribuzione dei finanziamenti all'Università.
A Edisu e alla Regione Piemonte chiediamo:
- Che i criteri di vivibilità standard all’interno dei posti letto che Edisu prende in concessione dalle strutture private vengano rispettati.
- Lo stanziamento di un fondo specifico per il premio di laurea, affinché non venga ricavato da avanzi di altre erogazioni.
- Che i rinunciatari al posto letto possano accedere alla borsa di studio da fuori sede caricando il contratto di locazione.
All’Università degli Studi di Torino chiediamo:
- Trasparenza nella vigilanza dell'accordo tra Confindustria e UniTO affinché vengano rispettate le clausole dell’Osservatorio sulla consapevolezza dei Rischi d'uso nelle Attività universitarie (ORA).
- La rescissione di tutte le collaborazioni e accordi con le aziende belliche (Thales Alenia Space e Leonardo).
- Una presa di posizione contro i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, facendo pressione su MUR e CRUI (Conferenza Rettori Universitari Italiani).
- Che parte dei fondi ottenuti vengano vincolati alla riduzione del precariato universitario, per lз ricercatorз e tecnichз-amministrativз.
- L’investimento nell’affitto di aule affinché non venga ridotto il numero di corsi ad accesso libero.
- Il rimborso spese per lз tirocinanti curriculari.















