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Politica | 10 ottobre 2026, 13:13

Miravalle lancia la sfida per Asti: "Basta uomini soli al comando, la città deve tornare a progettare il futuro"

Al circolo Way Assauto presentata la coalizione progressista in vista delle amministrative del 2027. Annunciati l'Anduma Tour nei quartieri, asili nido gratuiti e il parcheggio gratuito in piazza Campo del Palio come primo atto della prossima Giunta

Miravalle lancia la sfida per Asti: "Basta uomini soli al comando, la città deve tornare a progettare il futuro"

"Asti deve tornare a progettare il proprio futuro, senza rassegnarsi e senza uomini soli al comando". È da qui che Michele Miravalle lancia la propria candidatura a sindaco, presentata questa mattina al circolo Way Assauto insieme alla coalizione progressista che lo sosterrà alle elezioni amministrative della primavera 2027. Un progetto che vuole proporsi come alternativa all'amministrazione di centrodestra e che prova già a mettere in fila alcune priorità: verde, servizi per le famiglie, rigenerazione urbana, sicurezza e rilancio del ruolo della città come capoluogo.

Miravalle ha scelto di accompagnare l'annuncio con alcune proposte concrete, dalla gratuità degli asili nido comunali a tre grandi polmoni verdi per Astu, fino alla trasformazione di piazza Campo del Palio in un parcheggio gratuito. Ma il messaggio politico della mattinata è soprattutto un altro: costruire una squadra, coinvolgere i cittadini e presentare un programma di governo, non limitarsi alla critica dell'amministrazione uscente.

"Questa non sarà una traversata solitaria. Questa sarà una traversata che fin dal primo momento avrà bisogno di compagni di viaggio. Asti ha già visto e avuto troppi uomini soli al comando". È il passaggio con cui il candidato ha voluto sottolineare il carattere collettivo della proposta, ricordando il lavoro svolto in Consiglio comunale dal 2022 e il contributo delle diverse forze politiche e civiche: Ambiente Asti, Cambiamo Asti, Casa Riformista, Europa Verde, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Prendiamoci cura di Asti, Vista Crivelli e Uniti si può.

"Una città più trascurata, più povera e più insicura"

Nato ad Asti nel gennaio 1987, cresciuto nella scuola pubblica cittadina e oggi docente universitario, Miravalle ha ripercorso le esperienze di studio e lavoro all'estero, dall'Australia alla California, da Londra al Centroamerica, prima di tornare a impegnarsi direttamente per la città in cui è cresciuto.

"Un paese ci vuole, vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta lì ad aspettarti", ha detto citando Cesare Pavese. Una scelta di impegno che, ha spiegato, nasce anche dalla percezione di una crescente rassegnazione. "Siamo rassegnati, purtroppo, perché viviamo in una città più trascurata, più povera e più insicura di dieci anni fa. E questo, ahimè, è un fatto, non è una mia opinione".

Il candidato ha contestato le dinamiche di potere che, secondo la sua ricostruzione, hanno segnato la politica cittadina, ma ha chiarito di non voler impostare la campagna elettorale sulle polemiche. "Da oggi non parleremo di Rasero e della sua amministrazione, che è il passato, ma parleremo di futuro e del cambiamento che vogliamo costruire".

Il cambiamento, nelle intenzioni di Miravalle, dovrà riguardare le scelte politico-amministrative, il metodo con cui vengono prese e le persone chiamate a rappresentare la città. Il programma, ancora in costruzione, dovrà fondarsi su idee innovative ma sostenibili dal punto di vista economico. "In ogni campagna elettorale arrivano quelli con la bacchetta magica, non credeteci, perché nessuno ha la bacchetta magica". Ogni proposta, ha aggiunto, dovrà indicare le risorse necessarie per realizzarla.

Verde, famiglie e aree dismesse: le priorità

Tra i temi centrali del discorso la crisi climatica, che per Miravalle deve diventare un criterio guida di ogni scelta amministrativa. La proposta è restituire alla città tre grandi polmoni verdi: il circuito delle antiche mura e il Bosco dei Partigiani, il Bosco degli Astigiani e un parco fluviale lungo il Borbore, dalla zona della Trasformata fino agli orti di Asti Ovest.

L'obiettivo è aumentare il verde accessibile nei quartieri, curare i parchi e migliorare la gestione delle acque piovane, valorizzando il rapporto con i fiumi. Asti, ha osservato, deve continuare a essere una città del vino, ma diventare anche una città dell'acqua, con interventi di deimpermeabilizzazione del suolo e una maggiore attenzione al Tanaro e al Borbore.

Sul versante sociale, Miravalle ha indicato come obiettivo l'accesso gratuito e universale agli asili nido e ai servizi socioeducativi comunali. La misura, secondo la stima illustrata durante l'intervento, richiederebbe circa mezzo milione di euro all'anno. "O noi proviamo a costruire e a orientare le nostre politiche sui primi 5.000 giorni di vita, cioè la fascia che va dagli zero ai 14 anni, o noi semplicemente avremo perso la sfida col futuro".

Altro capitolo è quello delle grandi aree urbane dismesse: la Way Assauto, l'ex ospedale e l'area Saclà. Secondo Miravalle, il Comune deve smettere di assistere da spettatore alle trasformazioni e assumere un ruolo attivo nel definirne gli sviluppi. Per l'ex ospedale ha proposto di valutare la demolizione della parte moderna per ricavare un'area pubblica collegata ai giardini e la possibilità di realizzare parcheggi, recuperando invece il chiostro storico e mettendolo in relazione con l'università. Per l'area Saclà ha richiamato le possibili ricadute sulla viabilità e sul futuro parco fluviale.

Il candidato ha inoltre indicato la necessità di rafforzare i rapporti con i territori vicini, dall'asse Cuneo-Bra-Alba a quello Asti-Acqui-Alessandria, per costruire collaborazioni sui sistemi economici e sulla gestione dei servizi pubblici.

Sicurezza, "la risposta è anche la prevenzione"

La sicurezza è stata uno dei passaggi più articolati dell'intervento. Miravalle ha criticato la scarsa attività della commissione consiliare competente, sostenendo che negli ultimi due anni si sia riunita una sola volta, su richiesta delle opposizioni. La sua proposta è affiancare al lavoro delle forze dell'ordine politiche strutturate di prevenzione, riportando presidi fisici nei quartieri.

Non semplici sportelli amministrativi, ma spazi in cui possano operare insieme polizia locale, infermieri di comunità, mediatori linguistici ed educatori di strada. "Il Comune può fare molto sul fronte della prevenzione", ha affermato, chiedendo anche al Governo di rafforzare gli organici delle forze dell'ordine. Nel suo ragionamento, la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo che il problema si è manifestato, ma deve coinvolgere servizi, scuole e comunità.

La giornata ha avuto anche un annuncio immediatamente riconoscibile sul piano politico: la prima delibera della futura giunta, nelle intenzioni del candidato, sarà dedicata alla trasformazione di piazza Campo del Palio in un grande parcheggio gratuito. La spesa stimata è di 300 mila euro. "È una promessa che ci prendiamo", ha dichiarato.

"Avere vent'anni ad Asti significa voler essere ascoltati"

Ad aprire la presentazione sono stati Frida Zanna e Sergio Marello, due ventenni che voteranno per la prima volta alle amministrative cittadine. Le loro parole hanno portato al centro della mattinata il rapporto tra giovani e città, tra il desiderio di partecipazione e la sensazione di non trovare sempre ascolto nei luoghi in cui si prendono le decisioni.

Avere vent'anni ad Asti, è emerso dai loro interventi, significa anche sentirsi parte di una minoranza, con idee, bisogni e linguaggi che faticano a trovare spazio. Ma significa soprattutto non voler rinunciare a contribuire alla vita della comunità. "L'anno prossimo voterò per scegliere il sindaco della mia città e non voglio che sia un voto per lamentarmi, ma un voto per esserci", è il passaggio che riassume questo desiderio di partecipazione.

Un messaggio raccolto dagli organizzatori come punto di partenza di una proposta che punta a coinvolgere le nuove generazioni, non soltanto attraverso l'ascolto, ma creando le condizioni perché possano scegliere di restare e contribuire attivamente alla vita cittadina.

Briccarello: "Non abbiamo mai smesso di fare il nostro lavoro"

La consigliera comunale Vittoria Briccarello, eletta con la lista civica Uniti si può e vicepresidente del Consiglio comunale, ha ricostruito il percorso compiuto dall'opposizione dal 2022 a oggi. Il concetto scelto per aprire il suo intervento è stato quello della responsabilità: esserci quando i cittadini chiedono risposte, controllare l'operato dell'amministrazione, avanzare proposte e dare voce a chi spesso rimane fuori dal palazzo.

"Fare opposizione non vuol dire soltanto dire di no, ma vuol dire controllare, chiedere e proporre", ha ricordato, rivendicando il lavoro svolto attraverso interrogazioni, interpellanze, emendamenti e sopralluoghi. "Noi siamo e saremo sempre degli strumenti nelle vostre mani", ha aggiunto, indicando nella trasparenza e nella vicinanza alla cittadinanza i principi che dovrebbero guidare l'attività amministrativa.

Briccarello ha richiamato alcune delle questioni affrontate in questi anni: dalla chiusura del Maina alla prospettiva del trasferimento di 97 figure professionali di Konecta a Torino, passando per la situazione di Collina Volta, i problemi di manutenzione nei quartieri e le difficoltà delle famiglie alle prese con i lavori negli alloggi popolari.

Ampio spazio è stato dedicato alla cultura, con le domande sul futuro del Museo di Sant'Anastasio, di Palazzo Ottolenghi e del Battistero, e alla necessità di valorizzare il patrimonio storico cittadino. "La cultura non è ornamento, è identità", ha sottolineato. Tra le altre priorità ha indicato il sostegno al commercio di vicinato e ai mercati, la qualità dei servizi e una maggiore attenzione alle frazioni, che devono poter contare su un'interlocuzione costante con il Comune.

La proposta politica, ha spiegato, dovrà tradurre l'esperienza dell'opposizione in soluzioni concrete: una manutenzione programmata, quartieri curati, sostegno alle famiglie, utilizzo più efficace dei bandi regionali, nazionali ed europei e istituzioni trasparenti. "Noi oggi non promettiamo miracoli. Noi oggi con questa squadra e con Michele candidato sindaco promettiamo lavoro, presenza e trasparenza, promettiamo verità".

Cerruti: "Asti è diventata una monarchia assoluta"

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimo Cerruti ha insistito sulla necessità di cambiare il metodo con cui la città viene amministrata. Dopo nove anni in Consiglio comunale all'opposizione, ha descritto il rapporto con l'amministrazione come un percorso difficile, sostenendo che molte proposte avanzate dalla minoranza siano rimaste inascoltate.

"Asti lentamente, ma inesorabilmente in questi anni si è trasformata in una monarchia, ma in una monarchia assoluta", ha dichiarato. Da qui la richiesta di riportare partecipazione e democrazia al centro della vita pubblica, con un'amministrazione capace di ascoltare e rendere conto delle proprie decisioni.

Cerruti ha portato alcuni esempi concreti, a partire dalle condizioni degli edifici pubblici. Ha citato le temperature elevate registrate nella scuola Jona durante le ondate di calore, i problemi di infiltrazioni che interessano strutture sportive e palestre e le difficoltà degli impianti di riscaldamento emerse negli anni passati. Questioni che, secondo il consigliere, richiedono un piano organico di manutenzione e recupero, anziché interventi dettati dall'emergenza.

"Amministrare pubblicamente bisogna programmare, non si può liquidare tutto con degli slogan", ha affermato, chiedendo un cambio di passo anche sulla mobilità e sull'inquinamento.

Sulla sicurezza, Cerruti ha riconosciuto l'esistenza di problemi in città, contestando però l'idea che possano essere risolti con annunci e misure estemporanee. Ha riferito di aver ricevuto segnalazioni da persone che avrebbero paura di denunciare episodi subiti o raccontati dai propri familiari, chiedendo politiche capaci di affrontare le cause dei problemi oltre alle loro manifestazioni.

Il capogruppo pentastellato ha quindi richiamato la necessità di affrontare anche la cosiddetta questione morale, indicando nella separazione dei ruoli e nella tutela delle istituzioni alcuni punti centrali del progetto. Il programma, ha concluso, dovrà essere costruito dal basso, raccogliendo contributi e proposte anche al di fuori delle forze politiche che compongono la coalizione.

Ora si parte con "L'Anduma Tour"

La campagna partirà intanto dai quartieri con l'Anduma Tour, un percorso in bicicletta attraverso la città pensato per raccogliere idee e contributi al programma. Miravalle ha invitato i sostenitori a organizzare tappe nelle strade, nei condomini e nelle associazioni, privilegiando il confronto diretto con i cittadini.

La presentazione si è chiusa con un appello alla partecipazione e alla condivisione delle responsabilità. "L'unico vero impegno che posso prendervi è quello di dirvi che ci metterò tutta la passione di cui sono capace e anche qualcosa di più. Però facciamoci una promessa, non lasciamoci soli".

Alessandro Franco