Il Nazionale

Cronaca | 06 ottobre 2026, 13:50

Investimento mortale in Corso Tardy & Benech: l'autista del camion patteggia un anno e mezzo

Lo scorso 16 dicembre era stata investita mentre attraversava la strada la 22enne Valentina Squillace

Investimento mortale in Corso Tardy & Benech: l'autista del camion patteggia un anno e mezzo

Ha patteggiato 1 anno, 5 mesi e 22 giorni l'autista del camion che lo scorso 16 dicembre 2025 aveva investito mortalmente in Corso Tardy & Benech la 22enne Valentina Squillace.

Questa mattina si è tenuta l'udienza davanti al Gip Alessia Ceccardi con l'uomo (al quale è stata revocata la patente) che ha usufruito della riduzione di un terzo della pena per via del risarcimento alla famiglia in sede civile da parte della compagnia assicurativa e di un ulteriore terzo per la concessione delle attenuanti generiche.

Nei mesi scorsi era stato confermato il passaggio con il semaforo rosso e dagli accertamenti sul tachigrafo era stato apurato che il mezzo avesse mantenuto una velocità media nel tratto di 20 km/h.

La Pubblico Ministero Chiara Venturi aveva ricevuto la relazione della polizia locale di Savona in merito al tragico sinistro che era costato la vita alla giovane studentessa e l'autista, già sanzionato dagli agenti per l'infrazione, secondo quando appurato sia dalla visione delle telecamere che tramite i controlli sui semafori e sul dispositivo obbligatorio sui mezzi pesanti per valutare la velocità, tempi di guida, riposo e attività del conducente, aveva superato il semaforo prima dell'incrocio tra via Servettaz e via De Amicis con il rosso arrivando poi ad investire la 22enne non accorgendosene e trascinandola per circa 50-60 metri. 

La giovane da via Servettaz si dirigeva nella parte opposta e aveva infatti attraversato la strada con il verde.

Il Comando di via Romagnoli dopo il drammatico incidente aveva lanciato due appelli: il primo per poter acquisire nuove testimonianze sull'incidente e il secondo per trovare la persona che la mattina stessa del sinistro aveva trovato il cellulare della ragazza e l'aveva consegnato ai poliziotti. Capire in che punto potesse essere stato trovato il cellulare infatti poteva essere utile per ricostruire la dinamica del sinistro. Solo che nessuno ha risposto all'appello.

Nei giorni successivi all'incidente inoltre era stata lanciata una petizione per chiedere un intervento sulla viabilità in quel tratto.

La sospensione condizionale della pena non è stata concessa visto che l'autista ne aveva già usufruito per via di un'altra condanna.

Luciano Parodi