Proseguono le indagini per identificare i resti umani trovati venerdì 25 settembre in un casolare sulle alture di Nervi. Gli investigatori hanno rivolto un appello ai familiari di persone scomparse affinché si facciano avanti: ogni elemento potrebbe essere utile per arrivare a dare un nome allo scheletro rinvenuto all’interno dell’edificio.
La scoperta era avvenuta in un capanno in via Molinetti, lungo la strada che conduce verso i laghetti di Nervi. A trovare i resti era stata una coppia proprietaria del terreno e dell’immobile, tornata sul posto dopo diverso tempo per effettuare alcune pulizie. Entrando nel fabbricato i due si erano trovati davanti un teschio e diverse ossa, ancora in parte coperte da indumenti, e avevano immediatamente chiamato il 112. Sul posto erano intervenuti i carabinieri della Compagnia di San Martino.
Un particolare emerso nelle ultime ore potrebbe aiutare a ricostruire le circostanze precedenti alla morte: accanto allo scheletro è stata trovata una ciotola contenente del cibo, mentre il corpo indossava abiti pesanti. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quindi quella che il casolare possa essere stato utilizzato come rifugio.
I resti sono stati affidati al medico legale Francesco Ventura, che ha attivato il protocollo previsto per l’identificazione dei cadaveri senza nome. Gli accertamenti dovranno innanzitutto stabilire sesso, epoca e cause della morte e consentire il prelievo del Dna, che verrà poi confrontato con i dati disponibili relativi alle persone scomparse.
Al momento l’identità della persona resta quindi sconosciuta. Saranno gli esami medico-legali e l’incrocio delle informazioni sulle denunce di scomparsa a poter fornire i primi elementi decisivi per risolvere il caso.












