Il Nazionale

Cronaca | 23 settembre 2026, 17:07

Bus ostaggio delle auto in doppia fila, Fast Confsal lancia l'allarme sulla sosta selvaggia

Il sindacato denuncia i continui blocchi ai capolinea: "Servono lo Street Control sui mezzi e la denuncia per interruzione di pubblico servizio"

Bus ostaggio delle auto in doppia fila, Fast Confsal lancia l'allarme sulla sosta selvaggia

L’occupazione abusiva delle corsie preferenziali e dei capolinea da parte dei veicoli privati è un problema che non può essere tollerato. Una situazione di totale anarchia stradale che finisce per scaricare l’impatto dei ritardi e dei disservizi direttamente sulle spalle degli autisti e dei passeggeri. E’ questo il quadro tracciato dalla Fast Confsal che descrive una routine fatta di manovre millimetriche e vetture snodate da 18 metri spesso bloccate dalle auto in doppia fila o parcheggiate negli angoli di svolta. Una dinamica che alimenta la tensione a bordo e mette a dura prova la serenità del personale di guida, schiacciato tra i ritardi accumulati lungo il percorso e le comprensibili proteste dell'utenza.

Tolleranza zero e sanzioni automatiche

A farne le spese sono anche i viaggiatori. L’impossibilità di accostare regolarmente alle banchine dei capolinea costringe utenti fragili, anziani e persone con disabilità a salire o scendere dai mezzi in mezzo alla carreggiata, crea evidenti condizioni di pericolo per l'incolumità dei pedoni.

Di fronte al perdurare dell’emergenza, la rappresentanza dei lavoratori sollecita l’adozione immediata di un piano d’intervento basato sulla fermezza. Tra le priorità individuate dal sindacato figura l'uso sistematico dello Street Control a bordo dei bus, affiancato da pattugliamenti mirati della Polizia Locale nei nodi di scambio più critici durante le ore di punta per sanzionare tempestivamente i trasgressori.

Piano legale

Sul piano legale, la Fast Confsal chiede all’azienda di procedere senza esitazioni con la denuncia per interruzione di pubblico servizio nei confronti di chi blocca i mezzi, applicando con il massimo rigore l'articolo 340 del Codice Penale e richiedendo il contestuale risarcimento dei danni economici causati dal fermo delle linee. A tutto questo dovranno affiancarsi interventi di messa in sicurezza strutturale della rete viaria, mediante l’installazione di cordoli invalicabili, telecamere di videosorveglianza fisse e piattaforme rialzate atte a impedire fisicamente la sosta ai veicoli non autorizzati.

Faranda (Fast Confsal): “Risposte immediate e tutele per i lavoratori”

A sintetizzare le ragioni della protesta è Roberto Faranda, Segretario Regionale del dipartimento Mobilità della Fast Confsal, che sottolinea l'urgenza di un cambio di passo da parte delle istituzioni locali. “Non possiamo più affidarci al solo senso civico né accettare che il problema venga ignorato. Il rilancio della mobilità sostenibile passa inevitabilmente dalla dignità del lavoro degli autoferrotranvieri e dall’efficienza del servizio offerto”.

Philippe Versienti