Il Nazionale

Politica | 18 settembre 2026, 15:00

Scontro sul termovalorizzatore. La minoranza: "Il sindaco non ha risposto". Lambertini: "All’opposizione farebbe comodo se fossimo favorevoli"

Ferrari: "Il Comune deve esprimere un no politico, totale e incondizionato: né ora né mai”. Il primo cittadino conferma la contrarietà all'impianto

Scontro sul termovalorizzatore. La minoranza: "Il sindaco non ha risposto". Lambertini: "All’opposizione farebbe comodo se fossimo favorevoli"

Si è tenuto questa mattina il Consiglio comunale di Cairo Montenotte convocato per discutere l’interrogazione sul termovalorizzatore, presentata lo scorso luglio dai cinque consiglieri di opposizione Giorgia Ferrari, Lisa Tortarolo, Fulvio Briano, Renzo Berretta e Alberto Poggio.

Al centro della richiesta, le iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale davanti a un procedimento autorizzativo che, secondo le opposizioni, potrebbe interessare la Val Bormida e in particolare Cairo. I consiglieri chiedevano anche un incontro istituzionale in Regione, con il coinvolgimento delle minoranze, e l’avvio di un’istruttoria che possa preparare il Comune a un eventuale ricorso al Tar nel caso in cui venisse scelta Cairo come sede dell’impianto.

Le spiegazioni fornite dal sindaco Lambertini non hanno però soddisfatto l’opposizione. “Non ha risposto alle nostre domande precise – commenta Giorgia Ferrari –. Si è limitato a ricordare che a Cairo c’è già tanto inquinamento e che, al momento, non ci sarebbero gli elementi tecnici per attivare azioni di contrasto”.

Per Ferrari, però, attendere sarebbe un rischio. “Non si può aspettare che sia troppo tardi. Bisogna iniziare subito a studiare gli atti già approvati, valutare un ricorso e prepararsi a intervenire nel momento in cui dovesse essere individuato il sito di Cairo”.

La consigliera contesta soprattutto quella che definisce una posizione “ambigua” dell’amministrazione: "Dire che oggi non ci sono le condizioni ambientali non basta. Significa lasciare aperta la possibilità che, con la chiusura di un altro impianto impattante, l’inceneritore possa un domani essere realizzato. Il Comune deve invece esprimere un no politico, totale e incondizionato: né ora né mai”.

Nel suo intervento, Ferrari ha richiamato anche un documento sottoscritto da Italiana Coke, datato febbraio dello scorso anno, nel quale si farebbe riferimento a interlocuzioni con il Comune su una possibile riconversione dell’area, anche in prospettiva di un impianto di incenerimento.

Durante la seduta, le opposizioni hanno quindi presentato una mozione per ribadire il no assoluto al termovalorizzatore e chiederne la votazione immediata. Il sindaco ha però preferito rinviare l’esame del documento.

Una decisione giudicata “inaccettabile” dalla minoranza. “Il procedimento sta andando avanti molto rapidamente – conclude Ferrari – e il rischio è che, continuando a rinviare, ci si ritrovi a dire che ormai è troppo tardi per intervenire. Per questo continueremo a tenere alta l’attenzione sull’amministrazione”.

Dalla maggioranza, però, arriva una lettura diversa. Il sindaco Lambertini ribadisce la contrarietà dell’amministrazione all’impianto e respinge le accuse dell’opposizione sulla gestione della mozione.

"Siamo contrari all’impianto, come abbiamo già detto più volte, perché non siamo nelle condizioni di poterlo ospitare. Dal punto di vista ambientale abbiamo già dato, anche per effetto delle scelte delle opposizioni quando hanno governato la città, che hanno contribuito ad appesantire il carico sul territorio. Il territorio non può accettare altri impianti", spiega il primo cittadino. 

"Al momento non abbiamo informazioni dettagliate sui passaggi che sta facendo la Regione, ma su una cosa voglio essere chiaro: siamo contrari e siamo pronti a qualsiasi azione. Servono però elementi concreti. Probabilmente all’opposizione farebbe più comodo che fossimo favorevoli, per poter cavalcare l’argomento in campagna elettorale". 

Quanto alla mozione presentata durante la seduta, Lambertini respinge ogni accusa: "Non abbiamo rinviato niente. Ci sono delle regole, che peraltro hanno scritto loro. Hanno presentato il documento direttamente in Consiglio, senza che noi ne sapessimo nulla, alla faccia della collaborazione che tanto sbandierano. È sembrata quasi un’imboscata. Il regolamento prevede che, quando una mozione viene presentata direttamente durante la seduta, venga discussa in quella successiva". 

Graziano De Valle