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Politica | 16 settembre 2026, 19:22

Taggia, il mare arriva in Consiglio: Alberti chiede un piano sovracomunale, Conio apre al tavolo tecnico

Il primo confronto sulla difficile estate di Arma parte dall'interrogazione di Progetto Comune. La consigliera chiede prevenzione, controlli e una regia che superi i confini comunali. Il sindaco: "Negli ultimi dieci anni tre episodi di non balneabilità". Sul tavolo con gli altri enti: "L'abbiamo già chiesto al Prefetto, andremo avanti in questa direzione"

Taggia, il mare arriva in Consiglio: Alberti chiede un piano sovracomunale, Conio apre al tavolo tecnico

Il mare entra ufficialmente nel dibattito politico del Consiglio comunale di Taggia. Dopo un'estate segnata da due distinti episodi di non conformità delle acque e dai conseguenti divieti di balneazione, la prima a portare il tema sui banchi dell'aula è stata Fulvia Alberti di Progetto Comune, con un'interrogazione dedicata alla qualità delle acque marine e alla tutela del litorale.

È il primo dei diversi punti della seduta di questa sera legati al mare, alle infrastrutture fognarie e alla stagione balneare 2026. Un confronto che arriva dopo mesi nei quali la questione ha interessato Arma di Taggia e alimentato preoccupazioni tra cittadini, operatori e amministratori.

Alberti ha riportato al centro dell'attenzione i due episodi dell'estate, il primo a giugno e il secondo ad agosto, partendo da un principio: "Il mare non ha confini comunali" e, proprio per questo, secondo Progetto Comune non è sufficiente intervenire soltanto quando emerge una singola emergenza.

Alberti: "Bisogna ragionare come territorio". L'interrogazione parte da quanto accaduto a Taggia, ma allarga lo sguardo al resto del Ponente ligure. Durante l'estate anche Imperia e Sanremo hanno infatti dovuto adottare provvedimenti temporanei legati alla non conformità delle acque di balneazione.

Da qui la richiesta di Progetto Comune di cambiare approccio e costruire una strategia che coinvolga Regione Liguria, Provincia, Comuni costieri, Arpal, gestore del servizio idrico e gli altri enti competenti, eventualmente affiancati da università ed esperti.

"Se vogliamo davvero tutelare il nostro mare dobbiamo ragionare come territorio e non come singoli Comuni – è la posizione espressa da Alberti –. Non avrebbe senso realizzare un intervento importante da una parte e lasciare irrisolte eventuali criticità pochi chilometri più avanti. Servono una visione complessiva e un piano di interventi che coinvolga anche i Comuni limitrofi".

Tra le richieste dell'interrogazione c'è quindi la costituzione di un tavolo tecnico interistituzionale, chiamato da una parte a studiare le possibili cause e fonti di pressione sulla qualità delle acque e dall'altra a individuare gli interventi infrastrutturali necessari.

Progetto Comune ha chiesto inoltre di valutare un monitoraggio più ampio e continuativo, affiancando eventualmente ai normali controlli microbiologici analisi su altri possibili fattori ambientali, sulla base delle indicazioni degli organismi tecnici competenti.

"Non vogliamo occuparci del mare soltanto quando arriva un divieto di balneazione – aveva spiegato Alberti presentando l'iniziativa –. Vogliamo capire perché questi episodi continuano a verificarsi, quali siano le criticità del sistema e soprattutto cosa possiamo fare per prevenirli".

Conio: "Attenzione a non confondere ruoli e responsabilità". La risposta del sindaco Mario Conio è partita proprio dalla ripartizione delle competenze. "Ho ascoltato con attenzione e con altrettanta cura ho letto il tema dell'interrogazione. Alcune cose non sono condivisibili a mio giudizio – ha esordito –. Troppo spesso si tende a fare confusione di responsabilità e di mandato. Il Comune è un ente locale che ha precise responsabilità, ma non facciamo tutto noi. Ci sono altri enti deputati a fare determinate cose".

Conio ha contestato in particolare l'idea che della qualità del mare ci si occupi soltanto quando scatta un'emergenza, sottolineando il lavoro svolto dagli organismi competenti e chiedendo di distinguere le rispettive responsabilità.

Il sindaco ha quindi ripercorso gli episodi di non balneabilità registrati sul territorio, ricordandone tre nell'arco di circa dieci anni. Il primo risalirebbe al 2021, quando, a ridosso delle celebrazioni di Sant'Erasmo, venne registrato un valore fortemente fuori parametro, rientrato rapidamente nelle analisi successive. Su quell'episodio Conio ha espresso questa sera una propria valutazione personale, ipotizzando che possa essersi verificato un errore nell'analisi, proprio alla luce della rapidissima variazione dei risultati. Si tratta, tuttavia, di una considerazione del sindaco e non di un errore analitico accertato.

"A giugno causa-effetto evidente, ad agosto più difficile capire". Conio si è quindi soffermato sui due episodi del 2026. Sul primo ha richiamato il danneggiamento della condotta nella zona della foce del torrente Argentina durante i lavori del nuovo ponte tra Arma e Riva, parlando di un rapporto di causa ed effetto che, nella ricostruzione dell'amministrazione, era apparso evidente.

"C'è stato un danno serio a una condotta che ha portato a un causa-effetto evidente, perché c'è stato uno sversamento nel torrente nella zona fociva che poi ha portato purtroppo a diffondersi nello specchio acqueo", ha affermato.

Il quadro era stato differente ad agosto. In quel caso un controllo Arpal aveva rilevato un superamento degli enterococchi intestinali e il Comune aveva disposto il divieto di balneazione, ma gli approfondimenti successivi non avevano consentito di individuare con certezza l'origine dell'anomalia.

"Lì qualche difficoltà in più ce l'ho a individuare la causa", ha riconosciuto Conio, ricordando come numerose analisi successive avessero poi restituito valori conformi. Il sindaco ha quindi sintetizzato il quadro ricordando che gli episodi registrati sul territorio sono stati pochi e, fortunatamente, di breve durata, pur ribadendo la necessità di puntare a ridurre il più possibile i casi di non balneabilità.

Tavolo con gli altri Comuni, Conio: "L'abbiamo già chiesto". Sul punto probabilmente più importante dell'interrogazione, però, maggioranza e Progetto Comune hanno trovato un terreno comune. 

Alla domanda sulla disponibilità dell'amministrazione a promuovere un tavolo con Provincia, Regione Liguria, Arpal, gestore del servizio idrico e altri Comuni, la risposta del sindaco è stata positiva.

"Sì, l'abbiamo già chiesto", ha spiegato Conio. Dopo l'episodio di agosto, il primo cittadino aveva infatti inviato una lettera al Prefetto chiedendo una regia sovracomunale che coinvolgesse non soltanto Taggia, ma anche i Comuni costieri vicini, il gestore del servizio idrico integrato e gli altri soggetti competenti.

"Ho avuto un primo riscontro dal Prefetto – ha aggiunto –. La mia intenzione è comunque andare avanti in questa direzione, perché ritengo che sia utile quello che lei richiede e segnala".

Un'apertura che raccoglie quindi uno dei punti centrali avanzati da Alberti: affrontare la qualità del mare non limitandosi ai confini amministrativi di Taggia.

Analisi più ampie, il sindaco frena: "Ci sono protocolli stabiliti". Più distante la posizione sul possibile ampliamento dei parametri da controllare. Alberti aveva proposto di valutare, sulla base delle indicazioni degli esperti, analisi ulteriori rispetto ai normali parametri microbiologici, prendendo in considerazione anche contaminanti chimici, metalli, microplastiche e altri possibili fattori di rischio.

Conio ha ricordato che esistono organismi specificamente incaricati del monitoraggio e protocolli definiti a livelli superiori rispetto a quello comunale. "C'è un ente preposto che ha parametri codificati a livello nazionale e regionale e che recepiscono norme di carattere europeo – ha osservato –. Non sono io a poter modificare parametri e protocolli tipici di Arpal".

Conio difende la gestione dell'emergenza: "Siamo stati trasparenti". Più netta la replica sulla richiesta di garantire maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini. "Questa non l'accetto", ha risposto il sindaco, difendendo la comunicazione tenuta dall'amministrazione durante i giorni più complicati dell'estate.

"Se c'è un'amministrazione che è stata trasparente, anche a costo di perdere consenso, è questa – ha sostenuto Conio –. Abbiamo dato tutte le indicazioni puntualmente, mettendoci sempre la faccia e aggiornando i cittadini con tutte le notizie che erano in nostro possesso".

Il sindaco ha quindi spostato l'attenzione su quella che considera una delle questioni strutturali da approfondire nei prossimi anni: la corretta separazione tra rete fognaria e acque bianche.

Secondo Conio, il problema sul quale le amministrazioni locali devono concentrare le verifiche riguarda soprattutto ciò che eventualmente non raggiunge il sistema di depurazione. "Quello che va al depuratore viene depurato. Il problema è quello che non va", ha sintetizzato, indicando come strada da seguire una maggiore attenzione e controlli sulla reale separazione delle linee fognarie da quelle delle acque meteoriche.

Primo confronto, ma il mare resterà protagonista della serata. L'interrogazione di Progetto Comune ha così aperto un confronto destinato a proseguire nel corso della seduta.

Il mare, infatti, tornerà più volte all'ordine del giorno: sono previsti altri atti riguardanti la condotta e il depuratore consortile, la gestione dell'emergenza balneazione, un piano straordinario per il comparto turistico e la tutela del litorale e la proposta di istituire una commissione speciale consiliare dedicata a demanio marittimo, infrastrutture fognarie e qualità delle acque.

Il primo passaggio ha però già prodotto un punto di convergenza: la necessità di portare il confronto oltre i confini di Taggia, mettendo attorno allo stesso tavolo gli enti e i territori che si affacciano su un mare che, come ha ricordato Alberti, non conosce confini comunali.

Andrea Musacchio