"Prima di parlare, bisognerebbe conoscere i fatti e informarsi, come sempre".
E' il perentorio incipit del post, pubblicato sul suo profilo social, con cui Stefania Morra, assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaca di Asti, ha deciso di commentare le dimissioni di Maurizio Rasero dall'incarico di presidente della Banca di Asti.
"In queste ore leggo commenti e critiche che sembrano avere come unico obiettivo quello di attaccare, a prescindere, il nostro Sindaco e la nostra Amministrazione, alimentando polemiche e creando inutile subbuglio", scrive l'ingegner Morra che, lo ricordiamo, era entrata a far parte della prima giunta Rasero in veste di "tecnico" e dopo la rielezione del primo cittadino ha assunto anche l'incarico di sua vice, rimanendo comunque figura non strettamente politica.
"Non posso che rimanere senza parole leggendo certi interventi: per due settimane abbiamo assistito ad attacchi al Sindaco, accusato di volersi dimettere dal Comune. Oggi, invece, lo stesso Sindaco viene attaccato perché si è dimesso dalla Banca. A questo punto viene da chiedersi: ma l’importante è davvero quello che fa, oppure semplicemente trovare un motivo per attaccarlo?", si chiede retoricamente per rimarcare una presunta incongruenza nelle critiche della minoranza.
Dopo aver sottolineato che la scelta fatta da Rasero è stata "personale, ponderata e consapevole", Morra rivendica che il lavoro amministratrivo non si è mai fermato: "Non è mancato nulla alla nostra città e ai nostri cittadini. Gli atti sono stati regolarmente portati avanti e approvati e nessuna attività dell’Amministrazione è stata fermata. Perché, al di là delle polemiche, questo è ciò che conta: continuare ad amministrare e lavorare per la città. Il Sindaco ha semplicemente scelto di mettere la propria città davanti a tutto il resto".
"Prima di criticare, quindi, bisogna informarsi - conclude, ricollegandosi alla frase di apertura, la vicesindaca - La politica può e deve essere confronto, ma non può diventare necessariamente contrapposizione su ogni cosa, né trasformarsi in polemica fine a sé stessa"












