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Politica | 14 settembre 2026, 18:26

Terzo Valico, via libera a 58,6 milioni per Certosa, Rivarolo e Sampierdarena: partono espropri e nuove opere

Firmati i decreti per 42,25 milioni destinati alla prima fase della riqualificazione tra Certosa e Rivarolo e 16,38 milioni per il parco di via Ardoino. Bucci: “Ora si può cominciare, una cifra così non è mai stata investita sul territorio”. Salis: “È il più grande progetto di riqualificazione in Italia, ora bisogna correre”

Terzo Valico, via libera a 58,6 milioni per Certosa, Rivarolo e Sampierdarena: partono espropri e nuove opere

Quasi 60 milioni di euro diventano operativi per la rigenerazione dei quartieri interessati dalle opere del Terzo Valico e del Nodo ferroviario. Il commissario straordinario del Progetto Unico Calogero Mauceri ha firmato i due decreti che autorizzano complessivamente 58,63 milioni di euro per gli interventi tra Certosa, Rivarolo e Sampierdarena.

Il primo provvedimento assegna 42,25 milioni di euro al Comune di Genova per la prima fase degli interventi nell’ambito Certosa-Rivarolo, che comprende espropri, demolizioni e sistemazione delle aree interessate dal potenziamento ferroviario del Campasso. Il secondo mette invece a disposizione 16,38 milioni per il nuovo parco urbano di via Ardoino a Sampierdarena.

La firma è arrivata lunedì 14 settembre nel corso dell’incontro convocato in Prefettura alla presenza del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, del presidente della Regione Marco Bucci, della sindaca Silvia Salis e dei rappresentanti del gruppo Ferrovie dello Stato.

"Oggi abbiamo definito alcuni passaggi importanti", ha spiegato Mauceri. Per Certosa e Rivarolo il decreto consente di avviare concretamente la prima fase del programma: gli edifici interessati saranno demoliti, i cittadini coinvolti saranno indennizzati e alcune proprietà passeranno al Comune, che sta già lavorando sulle future destinazioni degli spazi.

Soddisfazione anche da parte del presidente della Regione Marco Bucci, che ha ricordato come il progetto sia partito circa tre anni e mezzo fa. "Oggi il commissario ha confermato che i soldi sono arrivati e i decreti sono firmati, quindi si potrà cominciare con le operazioni che farà il Comune di Genova, a partire dai rimborsi alle persone coinvolte dai lavori e soprattutto a quelle che saranno sfollate". 

Bucci ha poi richiamato l’esperienza maturata dopo il crollo del Ponte Morandi. "Ci sarà qualche sacrificio, però alla fine sono assolutamente sicuro che queste famiglie saranno soddisfatte per aver trovato una migliore collocazione abitativa e, se tutto va bene, addirittura senza andare via da Certosa". 

La sindaca Silvia Salis ha annunciato che per questo intervento l’amministrazione punta ad arrivare alla conferenza dei servizi nel maggio 2027. "È il più grande progetto di riqualificazione che c’è in Italia, quindi è ovviamente molto complesso, ma tutti insieme dobbiamo portarlo avanti con convinzione. Non si può fermare e non può rallentare".

La sindaca ha inoltre chiarito che gli immobili acquisiti dal Comune non resteranno inutilizzati. "Saranno sede di servizi sociali e spazi per le scuole, con attività sportive e aule dedicate. È importantissimo pensare a questi locali come a un ulteriore servizio per la collettività".

Il secondo decreto riguarda invece il nuovo parco urbano di via Ardoino, che sorgerà sulla copertura della nuova galleria ferroviaria nell’area compresa tra via Ardoino, via Cristofoli e via Sasso. Il progetto interessa circa 8.090 metri quadrati, sviluppati lungo quasi 300 metri, che saranno trasformati in uno spazio destinato al verde e alla socialità.

Per il Comune il progetto è già in una fase avanzata. "Già a giugno 2026 era pronto il progetto di fattibilità tecnico-economica", ha ricordato Salis, annunciando l’apertura della conferenza dei servizi a ottobre. L’amministrazione sta inoltre lavorando a un percorso partecipato con il territorio per definire i servizi da inserire nell’area.

Rixi ha rivendicato il passaggio dalle progettazioni alla fase operativa. "Il Governo sta mantenendo gli impegni presi con la città, non con le parole ma con risorse, opere e cantieri. Le grandi infrastrutture non possono essere considerate soltanto opere nazionali che attraversano un territorio, ma devono diventare un’occasione concreta di crescita per quel territorio".

I nuovi finanziamenti rientrano nel più ampio programma di rigenerazione urbana da 186 milioni di euro collegato alla realizzazione del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo ferroviario, pensato per compensare gli impatti delle grandi opere e riqualificare i quartieri direttamente coinvolti dai cantieri.

Federico Antonopulo