Nella giornata di oggi o al più tardi domani, mercoledi 16 settembre, i giostrai del lunapark di Spotorno potranno portare via i giochi da Spotorno.
Dopo quasi due mesi dalla tragica morte del 15enne Alessio Colletti folgorato a luglio in località Serra mentre provava la giostra del "calciometro", l'ordinanza del Sindaco e il sequestro dell'area da parte della Procura e le conseguente indagini, i gestori delle attività potranno cosi lasciare il paese dopo le richieste effettuate a più riprese.
Nelle ultime settimane, una trentina di giostrai, assistiti dall'avvocato Amedeo Caratti, avevano fatto presente che il fermo alle attività gli stava creando un danno visto che non potevano continuare a lavorare e non potevano spostarsi.
Il legale aveva presentato ad agosto un'istanza di dissequestro che a fronte di una iniziale apertura aveva poi portato il Procuratore Ubaldo Pelosi a respingerla per ulteriori esigenze di perizie sul luogo del drammatico accaduto.
Con i giostrai, che nel frattempo sono riusciti a portare via i propri mezzi e le case mobili, che avevano dovuto presentare una certificazione di idoneità delle attrazioni.
Rimarranno quindi solo due giochi afferenti al calciometro e la giostra delle catene.
LA CRONACA E LE INDAGINI
Secondo le prime ricostruzioni dopo aver colpito il pallone collegato al calciometro, Alessio, originario di Saronno e in vacanza per qualche giorno in riviera, si è improvvisamente accasciato al suolo privo di sensi.
Soccorso dal personale della Croce Bianca spotornese e dall'automedica del 118, era stato trasportato in codice rosso al San Paolo, dove i sanitari avevano tentato a lungo di rianimarlo, senza però purtroppo riuscire a salvarlo.
La Procura di Savona, coordinata dal procuratore capo Ubaldo Pelosi, aveva quindi aperto un fascicolo e disposto il sequestro dell'intera area, chiusa anche da un'ordinanza del sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini.
Ad essere iscritti nel registro degli indagati il titolare del “calciometro”, Gaspare Piccaluga, assistito dall'avvocato Wilmer Perga, l'architetto che ha certificato l'idoneità, Luciano Ciamarone difeso dal legale Riccardo Magarelli e l'ingegnere Graziano Minero, assistito dall'avvocato Carlo Boggio Marzet.
Il consulente incaricato dalla Procura di Savona, l'ingegnere e docente dell'Università di Torino Michele Tartaglia, a Spotorno aveva verificato lo stato dei luoghi di località Serra insieme ai consulenti di parte degli indagati.
Tartaglia aveva quindi esaminato nel dettaglio l'impianto elettrico del gioco per capire anche le motivazioni del perché non sia scattato il dispositivo salva vita e se la pioggia caduta qualche ora prima del tragico accaduto possa aver influito.
Sul corpo del giovane era stata svolta l'autopsia da parte del medico legale Isabella Caristo.












