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Politica | 03 settembre 2026, 10:20

Cristina Clerico: è lei la candidata che piace al Pd e mette d'accordo il campo largo?

Nelle prossime settimane si inizieranno a scoprire le carte in vista delle amministrative del prossimo anno, tra incognite, ambizioni personali e altrettanto personali possibili delusioni

Cristina Clerico: è lei la candidata che piace al Pd e mette d'accordo il campo largo?

Mentre a Cuneo sono riprese le interlocuzioni, i tentativi di accordi, gli incontri più o meno ufficiali in vista dell'apertura della campagna elettorale e delle amministrative per il 2027, continuano anche a circolare nomi. 

Anche quelli che non ti aspetti. O meglio, che non ti aspetti in questa veste. 

Uno su tutti: Cristina Clerico. Sarebbe il suo quello che circola da qualche settimana per un possibile campo largo a traino PD. 

Non, quindi, quello di Sara Tomatis e nemmeno quello di Patrizia Manassero, che prima o poi dovrà dire pubblicamente se si ricandiderà per un secondo mandato. 

Quello, invece, di Cristina Clerico. Avvocata, classe 1974, tre figli, un passato sportivo di tutto rispetto, competitiva e grintosa, è una delle figure più riconoscibili e di spicco di Centro per Cuneo. 

Quel Centro per Cuneo che pare però non puntare né su di lei né su Luca Serale, altro esponente di spicco della lista civica più forte in seno alla coalizione che ha portato la Manassero alla vittoria. 

Centro per Cuneo punta su Enrico Collidà, anche lui avvocato, padre di quattro figli, già vicepresidente della Fondazione CRC e attuale presidente di Gemma Venture srl, di cui proprio la Fondazione è unico socio. 

Cristina Clerico è donna ambiziosa. E capace. Ma non è la scelta della lista di cui fa parte da anni e con la quale è assessora da dieci. 

Il suo pare invece essere il nome corteggiato dal Partito Democratico cuneese per guidare il campo largo che, seppur tra le smentite di molti, si starebbe costruendo proprio attorno al suo nome. 

In Consiglio comunale dal 2012 e assessora dal 2017, Clerico è una presenza stabile e altamente riconoscibile dell’amministrazione cittadina. 

Oggi nella giunta di Patrizia Manassero ha le deleghe a Cultura, Università, Parità e Antidiscriminazioni, Politiche giovanili, Polizia locale e Personale.

Nel corso degli anni Clerico ha costruito un profilo che, pur rimanendo riconducibile alla sua storia civica, presenta diversi punti di contatto con sensibilità che appartengono anche al centrosinistra: cultura, politiche giovanili, pari opportunità, contrasto alle discriminazioni, attenzione ai diritti e una concezione della cultura come strumento di crescita e di coesione della comunità

"M sento il confine di centrosinistra di un gruppo “arcobaleno”, definizione che devo a un mio socio di studio ottimo osservatore politico, che continuo a ritenere essenziale nella politica cittadina", aveva detto proprio lei rispondendo ad una domanda di Giampaolo Testa in un'intervista per TargatoCn che ha creato un gran polverone, se mai ce ne fosse stato bisogno, in seno alla maggioranza. 

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Non è un dettaglio secondario. 

È proprio sul terreno delle politiche culturali che si è consolidata una parte importante della rete amministrativa e progettuale della città. 

Nel 2022, per esempio, fu proprio la Clerico a seguire in Consiglio comunale il dossier relativo alla Fondazione Artea, mentre negli anni successivi il Comune ha continuato a indicare la Fondazione tra i partner centrali delle proprie iniziative culturali. 

Anche il progetto della nuova biblioteca di Santa Croce racconta questo approccio: nel 2026 Clerico ha dialogato pubblicamente con il direttore della Fondazione Artea Davide De Luca nell’ambito di “Reading Forward”, laboratorio dedicato alla trasformazione della biblioteca in un nuovo polo culturale e di cittadinanza. 

Dietro Artea e Artur, sempre più attive a Cuneo nella promozione di eventi e iniziative, c'è Michela Giuggia, donna del PD particolarmente vicina a Chiara Gribaudo.

Anche questo non è un dettaglio secondario.

Da qui a dire che Clerico sia diventata una figura del Pd, naturalmente, ce ne passa. E sarebbe politicamente scorretto confondere la convergenza su alcuni temi con un’appartenenza partitica che non risulta. Ma proprio questa "ambiguità" potrebbe essere la sua forza.

In un eventuale “campo largo” cuneese, infatti, un profilo come il suo avrebbe una caratteristica non banale: potrebbe rappresentare una continuità amministrativa senza essere percepito necessariamente come un corpo estraneo dal centrosinistra anche più estremo. 

È una figura che conosce la macchina comunale, ha una lunga esperienza di governo cittadino e, contemporaneamente, non ha un’identità politica così sovrapponibile a quella dei partiti tradizionali da risultare automaticamente indigesta a un’alleanza più ampia e pià spostata a sinistra.

La Clerico non è una donna identificabile con un partito, quanto piuttosto con una sensibilità da sempre attenta alle tematiche sociali e ai diritti. 

Ecco perché da questo punto di vista, è certamente un nome che potrebbe mettere d'accordo anche anime apparentemente distanti in seno alla sinistra cuneese.

E Sara Tomatis? Per farsi da parte in favore della collega di giunta, di sicuro non resterebbe a mani vuote. All'orizzonte, se Cirio decidesse di candidarsi alle Politiche nel 2027, ci potrebbe essere un posto in Regione. 

Barbara Simonelli