I numeri raccontano un'escalation che non può più essere derubricata a semplice inciviltà. Su tutto il territorio della Circoscrizione 6, la lotta contro l'abbandono selvaggio dei rifiuti si sta trasformando in un salasso economico senza precedenti per le casse pubbliche.
Se nel 2024 gli interventi straordinari di bonifica effettuati da Amiat erano costati 86.000 euro e nel 2025 la cifra si era attestata sui 66.000 euro, nei primi otto mesi del 2026 il conto ha già infranto ogni record, arrivando a toccare quota 186.000 euro. Un'impennata di costi che riaccende la polemica sui sistemi di controllo e sulla sicurezza del quartiere.
Un’emergenza da record
A tracciare la mappa del degrado è il bilancio delle operazioni effettuate dall'inizio dell'anno ad oggi. Il 2026 si è aperto a gennaio con quattro complessi interventi per la rimozione di materiali pericolosi, tra cui l'amianto rinvenuto in strada Molino del Villaretto e sul cavalcavia di strada del Villaretto. A febbraio le squadre di bonifica sono dovute intervenire in via Monteverdi per ripulire l'area da amianto e spazzatura varia, mentre a marzo è stato il turno dei rifiuti inerti e da cantiere in via Ramazzini, accompagnati da piccoli ripristini in via Sempione.
Tra marzo e maggio, la pulizia degli orti cinesi ha richiesto da sola un impegno di 7.000 euro. Con l'arrivo della primavera, le operazioni si sono spostate verso il parco Stura e la zona dell'Arrivore per le prime e consistenti rimosse di immondizia accumulata sulle sponde e tra la vegetazione.
Il giallo della cassaforte
I mesi estivi hanno portato alla luce situazioni quasi surrealiste. A giugno, mentre veniva programmata la demolizione del chiosco tra corso Vercelli e via Marinuzzi, durante le pulizie dei laghetti della Falchera è stata avvistata persino una pesante cassaforte sommersa. Un misterioso ritrovamento per il quale si attende ancora la rimozione, resa complessa dal peso del manufatto e dall'incognita sul suo contenuto.
L'operazione più onerosa si è consumata a luglio in strada Settimo 388, con una spesa record di ben 74.000 euro per rimuovere un intero rimorchio abbandonato e straripante di rifiuti di ogni genere, un intervento eseguito su intimazione diretta della Procura della Repubblica. Sullo sfondo restano poi le criticità storiche del territorio, con i frequenti sversamenti abusivi registrati in via Rossetti, via Fossata e via Toce.
Zaccaro (Circoscrizione 6): "Incentivare i controlli"
Di fronte a un totale di circa 177.000 euro già fatturati per i soli interventi puntuali di bonifica, la Sei chiede una svolta drastica. A farsi portavoce del malcontento è la coordinatrice all’Ambiente della Circoscrizione, Giulia Zaccaro, che punta il dito sulla necessità di prevenire anziché rincorrere le emergenze a suon di fatture.
"I costi per la rimozione dei rifiuti hanno raggiunto livelli insostenibili - sottolinea Zaccaro -. Per fermare gli incivili e proteggere il bilancio pubblico occorre installare al più presto nuove telecamere di videosorveglianza nei punti critici del quartiere". La richiesta inviata a Palazzo Civico è chiara: senza un deterrente tecnologico e sanzioni severe, le bonifiche rischiano di trasformarsi in un pozzo senza fondo a spese dei cittadini. "Servono - conclude -, urgenti politiche di contrasto all’emergenza rifiuti".












