Ancora qualche giorno, poi anche a Cuneo la politica staccherà la spina per la pausa feriale.
In questi ultimi giorni non sono mancate iniziative, abboccamenti più o meno riservati, e incontri.
Tutti comunque riconducibili all’area di maggioranza, mentre sul fronte del centrodestra nulla ancora si muove.
I protagonisti o aspiranti tali della prossima stagione politico-amministrativa cittadina spiegano che è presto, che i giochi, quelli veri, si faranno soltanto ad un paio di mesi dal voto amministrativo del 2027, ma intanto ognuno tesse la sua tela come può.
Giovedì scorso, c’è stato un summit del gruppo civico Centro per Cuneo, che ha visto la presenza del presidente della Provincia Luca Robaldo.

(Luca Robaldo)
In altre stagioni politiche, il fatto che il sindaco di Mondovì interferisse in qualche misura nelle vicende di un altro Comune, a maggior ragione se capoluogo di provincia, sarebbe stato interpretato come un’indebita ingerenza, un’invasione di acque territoriali non proprie.
Ma la politica è cambiata e ci sono aspetti che non possono essere tralasciati.
Robaldo è sì sindaco di Mondovì ma soprattutto è presidente della Provincia, dove si voterà per il rinnovo degli organi (presidente e consiglio) fra tre mesi oltre ad essere leader del Patto Civico.
Cuneo è politicamente strategica per Alberto Cirio ed Enrico Costa ma per lui lo è ancora di più.
Vincere Cuneo con un sindaco di area significa aggiudicarsi una roccaforte e consolidare il suo ruolo, avendo voce in capitolo determinante (più ancora di quanto già non ne abbia oggi) per Fondazione Crc, società partecipate e via di seguito.
Centro per Cuneo è cruciale per le prospettive del Patto Civico: se mai ci fosse una sconfitta o anche solo un risultato elettorale non soddisfacente rispetto alle aspettative, sarebbe una débacle.
La sua presenza al mini summit estivo ha questo significato: tenere uniti i centristi e impedire sfilacciamenti.
Del resto il tempo stringe. Enrico Collidà, passando Stura e Gesso, ha pronunciato il suo “alea iacta est”.

(Enrico Collidà)
Robaldo ha voluto rendersi conto di persona dello stato dell’arte per capire se la spaccatura tra assessori e gruppo civico è ancora componibile e, al contempo, qual è l’indice di gradimento di Collidà.
In quella riunione, tuttavia, si è registrata un’assenza pesante, quella del vicesindaco Luca Serale, il “centrista” più votato nelle scorse elezioni comunali del 2022.
Poco verosimile che la defezione sia stata causata da un raffreddore estivo.

(Luca Serale)
Se a questo si aggiungono le valutazioni politiche critiche della sua collega assessora Cristina Clerico, espresse al nostro giornale, si capisce come il divario tra chi fa parte dell’esecutivo e il resto del gruppo sia marcato, ai limiti dell’insanabile.
Le domande sono: i quattro assessori avranno la capacità di resistere? E se la risposta fosse affermativa con quali prospettive?
Robaldo ha voluto verificare di persona anche questo aspetto per cercare di sedare sul nascere eventuali rivolte, che, qualora si innescassero, potrebbero avere conseguenze a danno di Collidà e a tutto vantaggio di un Pd che oggi è diviso e all’angolo.
Voci insistenti degli ultimi giorni riferiscono che Cuneo Civica (ex Crescere Insieme) sarebbe in marcia già avanzata verso Collidà, così come contatti di esponenti di primo piano di Cuneo Solidale e Democratica sarebbero in corso.
Robaldo e Collidà vorrebbero accelerare il percorso prima che il Partito Democratico si riprenda ed assuma una qualche iniziativa.
La deputata cuneese Pd Chiara Gribaudo alle prese con le vicende parlamentari, le dinamiche nazionali del suo partito e l’attesa deroga che le consenta la candidatura per un quarto mandato, non ha ancora trovato il tempo di occuparsi del “caso Cuneo”.
Per inciso, attendiamo da tempo di ospitare una sua intervista ma per ragioni che ci sfuggono, viene sempre rinviata.
In sua vece ha parlato la segretaria del circolo cuneese dem, Erica Cosio, la quale – in un’intervista al quotidiano La Stampa – ha teso una mano ai civici, nel tentativo di placare le tensioni tra i gruppi di maggioranza.
La sortita non ha però ottenuto gli effetti sperati, perché all’indomani una nutrita pattuglia di ex consiglieri ed ex dirigenti del partito, che non si ritrovano nel nuovo corso “gribaudiano”, ha fatto fagotto dando vita a Sinergie-Cn, la prima lista in appoggio a Collidà.
Le titubanze del Pd, che deve misurarsi con un Centro per Cuneo sempre più “pattista”– come abbiamo evidenziato – hanno ricadute sugli gli altri due gruppi di maggioranza, Cuneo Civica e Cuneo Democratica e Solidale, dove infatti già si avvertono le prime spinte centrifughe.












