Il Nazionale

Cronaca | 27 luglio 2026, 15:47

Caso Beatrice, depositata l'autopsia: verso la chiusura dell'inchiesta e la restituzione della salma alla famiglia

La corposa relazione del professor Ventura è stata trasmessa alla Procura. Nei prossimi giorni sarà notificato l'avviso di deposito ai difensori, che potranno esaminare il documento

Caso Beatrice, depositata l'autopsia: verso la chiusura dell'inchiesta e la restituzione della salma alla famiglia

L'attesa è finita. La relazione autoptica sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso nell'abitazione della madre a Bordighera, è stata ufficialmente depositata in Procura.

Si tratta di una consulenza particolarmente corposa, redatta dal professor Francesco Ventura, incaricato dalla Procura di Imperia di ricostruire le cause della morte della bambina e il quadro clinico emerso dagli accertamenti medico-legali svolti nei mesi scorsi.

Il deposito della relazione rappresenta uno dei passaggi più importanti dell'intera inchiesta, ma non ne segna ancora la conclusione. Nei prossimi giorni, infatti, la Procura provvederà a notificare ai difensori l'avviso di deposito, consentendo alle parti di prendere formalmente visione della consulenza e di analizzarne il contenuto prima dei successivi passaggi dell'iter giudiziario.

Le anticipazioni emerse. In attesa che il documento venga messo a disposizione delle difese, nelle scorse settimane erano già emersi alcuni elementi del lavoro svolto dal medico legale, destinati ora a trovare conferma o eventuali precisazioni all'interno della relazione ufficiale.

Secondo quanto trapelato, l'autopsia avrebbe delineato un quadro estremamente grave. La causa della morte sarebbe stata individuata in una violenta emorragia cerebrale provocata da un trauma alla testa, mentre dagli accertamenti emergerebbe anche che un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso della bambina.

Sempre secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, il trauma che avrebbe provocato l'emorragia fatale sarebbe collocabile temporalmente entro le 48 ore precedenti alla morte, elemento destinato a rappresentare uno dei punti centrali della ricostruzione investigativa.

Gli esami avrebbero inoltre evidenziato altre due emorragie, una a livello della parete intestinale e una ai reni. Pur non essendo state la causa diretta del decesso, secondo i consulenti si tratterebbe di lesioni che, con il trascorrere del tempo, avrebbero potuto avere conseguenze molto serie.

Il grave stato di malnutrizione. Tra gli aspetti più significativi emersi dagli accertamenti figura anche il quadro nutrizionale della bambina. Beatrice avrebbe sofferto di una grave forma di malnutrizione, tale da aver compromesso anche il fegato con un quadro di steatosi epatica, una condizione che gli specialisti considerano oggi estremamente rara nell'Europa occidentale.

Sempre secondo quanto era emerso nel corso delle indagini, tale stato non sarebbe stato recente, ma si sarebbe sviluppato nell'arco di molti mesi. Gli elementi raccolti collocherebbero infatti l'inizio della malnutrizione almeno dall'agosto precedente al decesso, circostanza che sarà oggetto delle valutazioni della Procura nell'ambito della ricostruzione delle responsabilità.

Gli approfondimenti medico-legali avrebbero inoltre riscontrato la presenza di nicotina nei polmoni riconducibile ad aspirazione, un elemento sul quale sono stati effettuati specifici prelievi e ulteriori verifiche.

L'inchiesta verso la conclusione. Con il deposito della consulenza autoptica, l'inchiesta entra ora nella sua fase conclusiva. Dopo la notifica dell'avviso di deposito ai difensori e l'esame della documentazione da parte delle difese, la Procura potrà completare gli ultimi adempimenti investigativi e valutare complessivamente tutti gli elementi raccolti nel corso dei mesi.

Restano intanto detenuti Emanuela Aiello, madre della bambina, nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, ed Emanuel Iannuzzi, trasferito nelle scorse settimane nel carcere di Cremona dopo l'aggressione subita all'interno della casa circondariale di Pavia. Entrambi sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore e hanno sempre respinto ogni addebito, dichiarandosi estranei alle accuse.

Conclusi gli adempimenti tecnici e processuali legati alla consulenza medico-legale, si potrà infine procedere anche con gli ultimi passaggi necessari alla restituzione della salma della piccola Beatrice alla famiglia e alla celebrazione dei funerali, attesi ormai da oltre cinque mesi. Al momento non è ancora stato reso noto se la cerimonia si svolgerà in forma pubblica o riservata ai familiari.