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Politica | 19 luglio 2026, 06:06

Il Patto Civico è contrario alla lista unitaria per il Consiglio provinciale, ma lascia aperto uno spiraglio

Lo schema che i civici accetterebbero per una soluzione concordata è 4 seggi per loro, 5 per il centrodestra e 3 per il centrosinistra. Al momento non ci sono candidature alternative a Robaldo per la presidenza. Per la Provincia si voterà nella seconda metà di ottobre

Il Patto Civico è contrario alla lista unitaria per il Consiglio provinciale, ma lascia aperto uno spiraglio

Che la strada per un Consiglio provinciale unitario fosse in salita lo si sapeva.

Ora la posizione ufficiale del Patto Civico lo certifica.

A spezzare una lancia a favore dell’unitarietà era stato l’assessore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Bongioanni, ma la sua posizione non è stata condivisa dalla direzione provinciale del suo partito che, infatti, l’ha respinta.

I civici fanno sapere che “non sussistono le condizioni per dare vita ad una lista unitaria, con rappresentanti delle forze partitiche e civiche, per il Consiglio provinciale”. 

Scenario diverso auspicano invece per la presidenza.

Noi sosteniamo convintamente il presidente uscente Luca Robaldo e crediamo che sul suo nome possano convergere tutti”.

É possibile immaginare una convergenza unitaria per la presidenza e una corsa con più liste per il Consiglio?

L’inghippo sta tutto qui anche se al momento – al di là di una ventilata candidatura al femminile alternativa a Robaldo per la presidenza – non risultano esserci altri competitor.

Ciò premesso, le trattative sotto banco, per quanto a fatica, procedono ma è lo schema che non trova condivisione.

I pattisti non sono disposti a rinunciare ai 4 seggi, facendo leva sul loro radicamento territoriale tra gli amministratori (ricordiamo che per la Provincia votano solo ed esclusivamente loro).

In quest’ipotesi toccherebbero 5 posti al centrodestra: 3 a Forza Italia, 1 ciascuno a Fratelli d’Italia e Lega.

I restanti 3 sarebbero per Pd e centrosinistra civico.

Un’ipotesi che, se aggrada il Patto Civico - come si può facilmente intuire – difficilmente potrà essere accettata da destra e da sinistra.

A ben considerare, è però proprio questo il disegno politico che, sotto traccia, il Patto persegue: lasciare ai margini – o comunque con ruoli da comprimari – FdI e Pd nella governance della Provincia.

I “trattativisti”, in realtà, allignano un po’ in tutte le forze politiche e non demordono, per cui sotto l’ombrellone, durante la pausa feriale d’agosto, qualche escamotage potrebbe emergere.

Il più favorevole alla soluzione unitaria – ovviamente con fulcro Forza Italia-Patto Civico – resta Alberto Cirio, il quale non è però ancora riuscito a quadrare il cerchio.

Ad oggi l’unica certezza – condivisa da tutti – è che le elezioni provinciali slitteranno di almeno un mese rispetto alla scadenza di fine settembre: si voterà dopo la metà di ottobre.

Giampaolo Testa